LA MIA DOLCE PERLA
➶☽ Samira ☾➴
Io adoro il rosa.
Credo che ormai si sia capito, no? Solo che questo era...era un po' troppo persino per me.
Quando svenni vidi un'accecante luce rosa, ma quello che provai fu felicità.
Non era da me.
Fu una sensazione strana, perché quando aprì gli occhi mi stavo asciugando le lacrime ed ero sdraiata su una spiaggia.
Probabilmente la spiaggia più bella che avessi mai visto in vita mia e quel profumo...non sapevo che il mare potesse avere un odore del genere.
La sabbia era argentata e lucente come la schiuma delle onde ma la l'acqua diversa, non avevo mai visto un colore così scuro.
Mi alzai e scoprì di essere a piedi nudi e indossavo un chitone nero e oro, mi fasciava il petto per poi scendere dove vi era una cintura in oro. Da qui partivano dei drappi scuri tra le mie cosce, per metterle in mostra e avevo uno strascico troppo lungo per i miei gusti.
Le mie braccia erano adornate da bracciali che salivano a serpente fino ad aprirsi in ali dorate familiari.
I miei capelli rosa erano arricciati e avevo qualcosa sopra la testa, era leggermente pesante ma non capivo cosa fosse.
Poi mi avvicinai all'acqua e restai a bocca aperta capendo il perché del colore: era un mare di stelle.
<<Non posso essere morta, non andrei in posto così bello.>> dissi a me stessa.
<<Oh, sei sempre così drammatica, amore>>
Mi si fermò il cuore.
In genere non mi spaventavo facilmente e invece per poco non caddi in acqua.
Mi voltai e di fronte a me trovai una dea uscita da un antico quadro, adornata e vestita di bianco perla, così bella da farmi arrossire.
<<Afrodite?>>
Lei mi sorrise ed era proprio come rammentavo l'ultima volta che l'avevo vista da vicino, su quella limousine. Aveva i lunghi capelli biondi mossi dal vento e quegli occhi a cui avevo pensato nelle notti più buie.
Quando ero bambina speravo di incontrare mia madre e vedere una somiglianza.
Afrodite forse lo sapeva e giocava col mio cuore, perché avevamo gli stessi occhi e i suoi divennero lucidi. Sembrava sul punto di piangere.
<<Mi sei mancata>>
La cosa più strana fu che non sembrò strano.
Era come se parlasse ad una parte di me che mancava anche a me, una parte di me che dovevo aver amato un tempo. Afrodite era per me la dea più pericolosa dell'Olimpo, più del Re degli dei, più di Ade stesso.
Potevo combattere contro di loro, ma non ero mai stata brava col mio cuore.
<<D-dove siamo?>> domandai a bocca asciutta. <<Mi sembra familiare>>
<<Qui è dove sono nata.>>
Si avvicinò con calma, deglutì per farmi coraggio. <<E perché sono qui? Ero impegnata a trovare un modo di fare a pezzettini Crono>>
<<Proprio per quei pezzettini.>>
<<Non sei d'accordo?>>
<<Completamente>> rise. <<Ti capisco più di chiunque altro, merita di essere evirato e distrutto in milioni di pezzi. Merita la fine che lui ha dato ad altri. Ma non se gli altri sono te, mia favorita>>
<<Non dovresti preferire i tuoi figli. Come...Silena?>>
Distolse lo sguardo sul mare. <<Silena, la mia dolce perla. Mi ha supplicata tante volte di aiutarla, volevo farlo ma temevo che ne sarebbe stata delusa. Grazie di esserle tanto amica, parla sempre di te nei suoi sacrifici alla mensa. Mi chiedo se...se le avessi risposto una volta forse non...>>
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𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧
أدب الهواةTutti vogliono essere speciali, finché non scoprono di esserlo. Io volevo esserlo, all'inizio, sognavo di entrare in un libro e vivere mille imprese ma quando è accaduto, tutto ciò che volevo era nascondermi. Non volevo essere Samira Arrow, mi anda...
