CAPITOLO 53

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MAI STATI AD UNA SEDUTA SPIRITICA?
➶☽ Samira ☾➴

Mi piacevano i ranch.
O forse solo l'idea dei cowboy, i cavalli e l'odore del fieno.
A cinque anni mio padre aveva tentato di portarmici ed era stato un disastro, avevo iniziato a piangere a dirotto di fronte ai maiali, c'era così tanta terra, così tanto fango e...avevo i brividi solo a pensarci.
Ma ehi, i maiali possono mangiare le persone quindi avevo le mie ragioni.
Samira Arrow, per intenderci, non aveva affatto il pollice verde. Solo una manicure niente male.
Così mi limitai a fissarmi sul mandriano, il suo cappello e tutti i romanzi country che avevo letto, non sul resto.
Geriore possedeva un trenino, come quelli dello zoo ma questo assomigliava ad una mucca.

<<Saliamo>> mormorò Percy, poggiando una mano sulla mia schiena.

<<Secondo me è così che tortura la gente>> sussurrai. <<L'imbarazza a morte. Non farmici salire..>>

<<Invece ci sali>>

Quando mi opposi, notando che tutti erano a bordo, mi sollevò circondandomi con un braccio<<Percy Jackson!>>

Finì tra i sedili, mi voltai a fulminarlo con lo sguardo ma lui già sorrideva come un ebete mentre prendeva posto di fianco a me.
Euristeo era davanti con Ortro e Gerione, dopo c'erano i nostri amici e in fondo c'era Nico.
Partimmo e feci una smorfia, quel coso era davvero imbarazzante.

<<Te lo ricorderò a vita>> mi disse Cassian ridendo come un matto. <<Ringrazia il Pesce Pagliaccio per questo spettacolo>>

<<Ma sta zitto>>

<<La nostra è una grossa azienda, taniamo per lo più vacche e cavalli, ma anche varietà esotiche di ogni genere>>

Annabeth trasalì <<Ippogalli? Pensavo fossero estinti!>>

In effetti c'era un pascolo recitato con dentro delle creature strane, con la testa da cavalli e il resto del corpo da gallo. Tyson esultò <<Polli pony!>>

<<E ovviamente abbiamo le nostre vacche rosse. Apollo ha troppo impegni per occuparsene, le ha appaltate a noi e la domanda è altissima>>

<<La domanda di cosa?>> domandò Grover.

<<Di carne, naturalmente. Gli eserciti devono mangiare>>

Quasi scattai in piedi <<Cosa?! Non potete farlo, sono vacche sacre del dio del sole! È contro le antiche leggi!>>

<<Non ti agitare tanto, se importasse ad Apollo ce lo farebbe presente>>

<<Come fa ad importargli se non lo sa?!>>

<<Non mi importa un bel niente, Gerione. Avevamo degli affari in ballo>> sbottò Nico.

<<Ogni cosa a suo tempo, signor Di Angelo. Oh...abbiamo anche quelli!>>

Indicò un recinto di scorpioni e Percy si voltò a guardarmi. <<Quintus ha preso qui i suoi scorpioni, sulle casse c'era il nome del Ranch>>

<<Quintus?>> ripeté Geriore. <<Capelli grigi, muscoloso, spadaccino?>>

<<Sì>>

<<Mai sentito.>> disse infine. <<Quaggiù ci sono le mie preziose stalle, dovete vederle>>

<<Più che vederle, le sento>> borbottai, coprendomi il volto.

Vicino alle rive di un fiume verde c'era un recinto grande quanto un campo di football, c'erano un centinaio di cavalli con le zampe immerse nel letame e dovetti sollevare il bordo della maglia per l'odore. Che schifo, dei.

𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora