CAPITOLO 60

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PEGGIO DI COSÌ NON PUÒ ANDARE, VERO?
≈ ♆ Percy ♆ ≈


Non ho idea di come siamo finiti a questo punto.
Da quando sono tornato dall'Isola di Calipso la mia vita sembra un ammasso di caos e confusione, tutto ciò che mi aspettavo non accadde e mi sentivo tradito.
Non avevo tempo di perdere la testa, né di chiudere gli occhi per mettere ordine tra i miei pensieri. Dovevo solo seguire la corrente e sperare che tutto finisse presto.
Questa impresa era diversa da qualsiasi altra avessi fatto.
Perché mi sentivo solo.
Durante la prima impresa non conoscevo i miei compagni, non davvero, neanche Grover, eppure mi ero fidato e mi ero sentito legato a loro, sulla stessa onda.
Ora annegavo.
Annabeth non si fidava nel mio giudizio e Sam...lei sembrava aver semplicemente smesso di fidarsi di me. Forse non avrei dovuto mentirle.
L'avevo osservata appoggiare la testa a quella della signora O'Leary, avevano respirato all'unisono come se parlassero la stessa lingua. Sam era figlia di Ecate, padrona dei cani e l'ultima volta che l'avevo vista con un cane era stato con un barboncino, anni fa.
Sorrise al mastino, le diede un bacio sul naso e la vidi addolcirsi nel ringraziarla.
Nessuno di noi disse niente, Rachel si teneva il più lontano possibile con un'espressione un po' disgustata.
Per un mortale doveva essere assurdo vedere una bestia del genere.
Poi, quando mi voltai, la signora O'Leary era scomparsa e Sam mi passò davanti, percorrendo il tunnel che avevamo davanti.
Strinsi la mascella quando vidi Ethan seguirla subito, entrando nel buio mentre io tenevo una torcia. Qualcosa era cambiato, l'aria era tesa.

<<Da questa parte!>> esclamò Rachel, arrivati ad un incrocio.

<<Perché dovremmo seguirti?>> sbottò Annabeth. <<Sei stata tu a portarci a quella trappola>>

<<Ormai siamo qui!>> 

Ethan fece una smorfia ma non disse nulla, forse perché era a disagio in mezzo a noi. Io lo avevo risparmiato, certo, ma perché cavolo Samira lo aveva portato con noi? Non aveva senso.
Annabeth fece per obietare di nuovo, era tutta scompigliata e nervosa ma le diedi una gomitata, supplicandola con lo sguardo.
Mi fulminò e mi ignorò, seguendo comunque la nostra guida come se qualcuno le stesse rubando l'impresa.
Ero a pezzi ma quando Rachel urlò ordini a tutti, noi ubbidimmo, ci abbassammo ogni volta che lo chiedeva evitando asce. Trovai un po' di speranza ma non so per quanto andammo avanti così.
So che ci fermammo solo quando Samira lo decise.
Si fermò di botto in una stanza enorme, con delle colonne di marmo e alzò una mano, puntando il dito contro Rachel.

<<Fermati, mortale o ti trasformo nella prima cosa orribile che mi passa per la testa>> 

Rachel alzò le mani, sbuffando. Ma io ne fui sollevato, mi piegai in due per riprendere fiato come tutti gli altri. Ethan cadde contro un muro. <<Oh grazie, voi siete matti. Non ce la facevo più>>

Samira si lasciò cadere a terra, sulla pietra fredda e per un attimo immaginai come sarebbe stato allungare una mano, pettinarla. Ero ridicolo.

<<È brutto correre, eh?>>

<<Mi hai salvato solo per rinfacciarmelo?>> le domandò il semidio.

Corrugai la fronte, osservando la benda del ragazzo. Lei rise sfinita <<Non è stato carino farci correre per mezza New York e lanciarci dietro un maledetto drago etiope>>

Era lui! Non avremmo dovuto salvarlo, maledizione.
Ethan rise. <<Tu e la figlia di Ares avete cercato di ammazzarci per prime. >>

<<Io cerco sempre di uccidere qualcuno, non prenderla sul personale>>

<<Vero>> annuì Annabeth. <<E poi...io ti conosco. Ti conosciamo>>

<<Sul serio?>> chiesi.

𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora