CAPITOLO 24

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FACCIO BIDIBI BODIBI BU 
➶☽ Samira ☾➴ 

Non mi ero mai immaginata il paradiso.
Neanche quando ero stata negli Inferi, l'anno prima, ero riuscita ad immaginare come fosse riposare nei Campi Elisi. 
Anzi, mi era sembrata una gran palla, lì c'erano i libri che uscivano nel mondo mortale? C'era la tv o un negozio di vestiti decenti? Non potevo mettermi una tunica grigia per l'eternità, mi sarei ammazzata. Di nuovo.
Ma in quella vasca, abbracciata dalla schiuma, dal profumo di lavanda con un'edizione inedita del Trono di Ghiaccio, io ero sicuramente in paradiso.
Mi avevano fatto una maschera per il viso, un massaggio col cioccolato, avevano rivitalizzato i miei capelli e mi avevano fatto una stupenda manicure rosa col gel.
Lì non c'era rabbia, dolore, lutto.
Tyson non c'era più ed era stata colpa mia, avevo sentito su di lui un presagio ma l'avevo lasciato andare. Avevo già sentito quella sensazione, su mio padre, su Talia.
Però papà si era salvato, speravo ancora che l'avesse fatto pure il ciclope.
E poi c'era Percy.
Capivo la sua rabbia, che riversava sugli altri perché non era in grado di farlo su di sé, per questo avevo lasciato perdere. Ma era stato brutale.
Perché io stavo facendo lo stesso con me stessa, lasciavo perdere quello che provavo, cercavo di allontanare la rabbia, perché preferivo il dolore.
Posai il mio diario sul comodino accanto alla vasca, l'acqua rosata illuminava la schiuma che mi accarezzò la pelle. 
Da bambina mio padre si lamentava sempre dei miei lunghissimi bagni, una volta l'avevo riempita così tanto di schiuma che era arrivata sotto la porta. 
Papà era scivolato e poi aveva riso, avevamo riso così tanto da restare senza fiato.
Non ricordavo l'ultima volta che avevo riso così, non chiunque.

<<SC-SCAPPA>>

Mi voltai, ma non ci trovai nessuno nella stanza di marmo bianco. La voce non era di Cassian, ma parve provenire da qualche parte, vicino. Ebbi uno strano déjà-vu. 
Mi alzai, prendendo un telo celeste e mi guai intorno, da cosa dovevo scappare?
La signora C.C apparve davanti alla porta, mi fece un sorriso rassicurante e io non ricordai più cosa avessi sentito.
Mi sentì quasi amata, non avevo mai avuto una madre, qualcuno che si prendesse cura del mio aspetto ma lei fu quasi materna. Mi arricciò i capelli, mi fece la ceretta, mi truccò con gentilezza.
Mi ero sempre chiesta se le madri facessero cose simili.

<<Qui dovresti vederti bene>>

Mi aveva riportato nella stanza in cui mi ero separata da Annabeth e Percy. 
Vidi il mio riflesso e per poco non tirai un urlo per la sorpresa.
Non sembravo neanche una ragazzina di tredici anni, sembravo più grande, più bella.
Sembravo un'ancella di Afrodite.
Indossava una tunica bianca, morbida come seta, su cui erano ricamati dei motivi magenta e ai piedi portavo dei sandali bianchi alla schiava.
A sorprendermi fu il mio viso, privo di imperfezioni, di occhiaie con sopracciglia super curate e un trucco, impressionante, sfumato con una matita nera.
Mi sentivo bella e forte, soprattutto con l'acconciatura mossa, semi legata da cui spiccava una diadema d'oro, con gemme rosa.

<<Dunque? Cosa ne pensi?>>

C.C, al mio fianco, era incantevole ma io mi sentivo spiccare, sentivo di essere la versione che gli altri si aspettavano che io fossi.
Però mancava qualcosa, ciò spense il mio entusiasmo.

<<In realtà non mi sono mai vestita così. Ecco...potrei riavere le mie scarpe?>>

<<Ma così stai divinamente!>>

<<Sono un regalo e le rivorrei>>

Forse fui troppo brusca ma l'idea di separarmi dalle mie All Star era orribile. Sospirò, alzando un sopracciglio<<Così sia, le farò pulire a dovere. Non mi sembri felice, mia cara>>

𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora