Era sera quando Adelfio incrociò lo sguardo di Filippo dall'altra parte della strada. Non fu che un istante, ma bastò: l'odio gli si accese dentro come brace sotto la cenere.
Decise di seguirlo, mantenendo una distanza calcolata, mentre il ragazzo si infilava in un vicolo stretto e poco illuminato. Le luci dei lampioni si fermavano all'imbocco: lì dentro, c'era solo buio e cemento umido.
Appena gli fu addosso, lo spinse brutalmente contro il muro, con una forza che gli partiva dalle viscere. Filippo non ebbe il tempo di reagire. Un dolore acuto gli attraversò il braccio quando l'uomo premette proprio sulla fasciatura.
"Siete una piaga voi Guerra" sputò, stringendo la presa.
"Pensavi davvero di passarla liscia dopo i danni che ci avete causato? Dopo tutto il sangue versato?"
Filippo, i denti stretti per non gemere, sollevò lo sguardo, bruciante, minaccioso.
"Non preoccuparti, Fini. Non è finita. Anzi non abbiamo nemmeno cominciato."
"Pensi che questo sia un gioco? Per te è solo un altro modo di mostrare quanto sei invicibile, vero?"
L'uomo gli assestò un pugno al fianco, costringendolo a piegarsi in avanti, il respiro mozzato. Ma lui non gridò. Rialzò il capo lentamente, gli occhi azzurri accesi da una calma glaciale che sembrava sfidare l'odio stesso.
"Invincibile? Non hai idea di cosa significhi essere nella mia posizione, Fini."
"Non provare a farmi pena," sibilò Adelfio.
"Tu sei la stessa carne marcia dei Guerra. Sporco. Condannato, sì... ma dalla tua stessa natura."
Filippo trattenne un tremito, il dolore che gli scavava il petto.
"Forse. Ma con Giulia... non è lo stesso..."
"Non osare! Non parlare di lei come se fosse tua. Mia sorella non cadrà nella tua rete. Lei non sa chi sei davvero. Le tue mani sono sporche, Guerra. Sporche di sangue. E non glielo permetterò."
Un pugno improvviso colpì il volto del giovane dopo quelle parole.
Il rumore secco delle nocche spezzò il silenzio del vicolo. Oscillò, con il sangue che gli colava dall'angolo della bocca. Si leccò lentamente il labbro insanguinato, un sorriso storto a illuminarlo nel buio.
"Colpiscimi quanto vuoi. Ma non starò lontano da lei," sussurrò.
Adelfio lo fissò, ansimante, i pugni serrati che tremavano di rabbia.
Per un istante sembrò pronto a finirlo lì, in quel vicolo buio. Ma qualcosa nello sguardo di Filippo, quell'ombra di sincerità, o forse la sua sfacciata arroganza, lo fece esitare.
Con uno strattone lo lasciò andare.
"Giulia non cadrà mai del tutto," ringhiò, sputandogli quasi addosso le parole.
"E se anche fosse... ti giuro che sarò io a strapparla via da te."
Filippo rimase appoggiato al muro, il petto che si sollevava a scatti, gli occhi fissi su di lui. E quando Adelfio si voltò per andarsene, la sua voce tagliò l'aria come un coltello:
"Troppo tardi, Fini. Lei ha già scelto."
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Nel frattempo, lontano da quel vicolo, lo sguardo di Rocco vagava tra documenti sparsi sul tavolo del suo ufficio, il pensiero rivolto costantemente a Giulia.
La determinazione e la bellezza tagliente di lei lo tormentavano, provocando in lui un desiderio oscuro, irresistibile. Non era solo attrazione: era ossessione, bisogno di controllo, di piegare la sua volontà e trasformarla in qualcosa che apparteneva solo a lui. Un piano stava già prendendo forma nella sua mente, e sapeva che nessun ostacolo gli avrebbe impedito di ottenere ciò che voleva.
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Prega per me
قصص عامةNella Verona più oscura, dominata da segreti e rivalità famigliari, Giulia Fini, una giovane donna dalll spirito ribelle e dall'indole fiera, si trova improvvisamente trascinata in un gioco di potere. Una sera, per caso, si scontra con Filippo Guerr...
