Era quasi mezzogiorno e il sole splendeva alto nel cielo di Verona, l'aria ancora frizzante.
L'inverno, nonostante le giornate fossero diventate più lunghe, non aveva ancora intenzione di cedere.
Filippo camminava senza meta, lo sguardo perso nei suoi pensieri.
Quando passò davanti al negozio di Giulia, lo trovó nuovamente chiuso: le serrande era abbassate, nessun movimento all'interno.
Una sensazione d'inquietudine lo pervase.
Si accinse a proseguire quando, all'improvviso, la figura alta e imponente di Adelfio gli sbarrò la strada. L'uomo lo guardava con un’espressione che tradiva tutto il disprezzo che nutriva per lui.
"Contento Guerra?" chiese con fare provocatorio.
Il giovane non rispose subito.
Nel suo guardo trapelava una stanchezza profonda.
"Forse quello contento sei tu a quanto pare... tra me e lei è finita," replicò con un atteggiamento carico di sfida.
"Cos'è successo nel vostro covo? Mia sorella, per colpa vostra stava per mettersi nei guai..." lo incalzò lui, il tono più serio, gli occhi fissi sul ragazzo.
Filippo deglutì, lo sguardo tetro.
"Sono riuscito a malapena a proteggerla. La situazione stava per degenerare quella sera..." rispose, con una certa frustrazione nel tono di voce.
L'atmosfera tra i due uomini divenne tesa, carica di un'ostilità manifesta.
Il giovane boss chinò il capo, gli occhi che si incupivano sotto il peso di un altro fallimento che lo stava consumando.
"Non sarà più una tua preoccupazione Guerra," dichiarò l'uomo, con voce solenne.
"Giulia è sotto la mia protezione, e tu ormai... sei finito."
L'altro fece un respiro profondo.
Estrasse una sigaretta, accendendola con un gesto lento e misurato.
Tirò una boccata, soffiando il fumo con una calma esasperante.
Poi sollevò lo sguardo su di lui, e un sorriso beffardo gli si dipinse sul volto.
"Beh, su una cosa hai ragione Fini... sono stanco di proteggere quella ragazzina impudente," rispose, cercando di mascherare la sconfitta con un’aria di superiorità.
La verità gli bruciava, ma ormai non c'era spazio per le parole gentili o il rimpianto. Aveva capito che Giulia non lo avrebbe mai perdonato, e forse era meglio così.
Adelfio non reagì subito.
Si limitò a stringere le labbra in una linea sottile, ma il lampo d’ira che attraversó i suoi occhi parlava da solo.
"Non mi sorprende che ti sia stancato così facilmente, Guerra... Il tuo obiettivo era chiaro fin dall'inizio, usarla."
Filippo lasciò che quelle parole gli scivolassero addosso.
Inspirò un’altra boccata di fumo, trattenendola per un istante, come se volesse bruciare insieme al tabacco anche il fastidio.
"In realtà, la ragazza è avventata, indomabile. Si sta immischiando in affari che non la riguardano, e io...non riesco più a stare al suo passo," mormorò quasi con scherno.
Non credeva a una sola parola di ciò che aveva appena detto.
Ma l'immagine di Giulia, con la pistola puntata contro di lui, era ancora lì, nitida, stampata sulla retina.
Sollevò appena lo sguardo, e la voce si fece più tagliente:
"Non credere di essere tanto sicuro di riuscire a proteggerla..."
Il suo tono era ambiguo, ma quella semplice constatazione nascondeva un piccolo avvertimento.
Adelfio fece un passo avanti, riducendo la distanza tra loro.
"Cosa vuoi dire? Parla chiaro."
"Che Giulia non è fatta per stare sotto una campana di vetro. La credi al sicuro solo perché è lontana da me, ma la verità è che non puoi controllarla."
Un ultimo tiro alla sigaretta, poi lasciò cadere il mozzicone a terra, schiacciandolo con la punta della scarpa.
"Buona fortuna, Fini."
E senza aggiungere altro, se ne andò, lasciandosi alle spalle il fumo e il sapore amaro della resa.
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Qualche ora dopo, Giulia sentì il rumore di un’auto fermarsi davanti al vialetto della villa.
Affacciandosi alla finestra, vide Adelfio scendere, il volto tirato e lo sguardo funesto. Sentì che qualcosa era appena successo.
Non avrebbe saputo dire il perché, ma il suo cuore si strinse, come se un filo invisibile la stesse strattonando verso qualcosa che cercava di ignorare.
Un legame silenzioso, ostinato, che non si spezzava mai.
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Prega per me
General FictionNella Verona più oscura, dominata da segreti e rivalità famigliari, Giulia Fini, una giovane donna dalll spirito ribelle e dall'indole fiera, si trova improvvisamente trascinata in un gioco di potere. Una sera, per caso, si scontra con Filippo Guerr...
