Capitolo 55. Nuovi alleati

59 4 18
                                        

La villa dei Fini era immersa in un'atmosfera elegante e sfarzosa.
Il lungo tavolo di legno scuro brillava sotto la luce soffusa dei candelabri, mentre la conversazione fluiva tra i commensali.

Attilio, come di consuetudine, non riusciva a fare a meno di esprimere la sua opinione su ogni argomento, ignorando l'aria pesante che aleggiava tra i presenti.
Adelfio, seduto alla sua destra, se ne stava in silenzio partecipe dei loro discorsi. Ogni tanto lanciava uno sguardo verso la sorella, preoccupato che il suo umore potesse creare problemi.

Quest'ultima sedeva rigida, il corpo teso, gli occhi fissi sul suo piatto ma la mente altrove. Gisella, dall’altro lato del tavolo, la scrutava come un predatore: i suoi occhi si alzavano e si abbassavano sulle pietanze, ma tornavano subito su di lei, come lame sottili che cercavano un punto debole.
Finché non decise di rompere un po' il ghiaccio.

"E così sei tu la donna che ha rubato il cuore di Filippo Guerra," disse accentuando la parola "rubato" come fosse quasi una rivendicazione.

Giulia non rispose subito.
La osservò, notando la frangia più corta, un dettaglio insignificante ma sufficiente a rendere il suo volto ancora più sgradito ai suoi occhi.

"In realtà...non è affatto così," rispose, mantenendo una certa distanza nel tono di voce.
"Dovresti riflettere prima di di aprir bocca. Non credo che tu conosca la storia che c'è dietro a tutto questo."

La giovane donna ridacchiò, fissando la ragazza con i suoi occhi scuri e affilati.

"Oh, sono certa che ci sia molto che non so," replicò, la voce a un tratto velenosa.
"Ma tu non sei al livello di Filippo, e lo sai. Lui non è tipo da legami veri. Non ti lascerà mai davvero entrare nel suo mondo."

Giulia, pur ferita da quelle affermazioni, rimase una maschera di pietra.
"Il mondo di Filippo è complesso. Ma non credo che tu sia davvero capace di comprenderlo," rispose, tradendo una crescente irritazione nel tono di voce.

Adelfio, che fino a quel momento aveva osservato in silenzio, si avvicinò, interrompendo il breve ma intenso scambio verbale tra le due. Decise di intervenire, ma non prima di lanciare uno sguardo acido verso la donna che stava scatenando una battaglia emotiva sotto il suo stesso tetto.

"Lascia perdere, sorellina," mormorò, rivolgendo un'occhiata gelida verso Gisella.
"Non è il momento di perdersi in chiacchiere inutili."

Gisella strinse le labbra, irritata.
Stava per replicare ma fu interrotta.

"Basta battibecchi tra donne."
Il tono era tagliente, ma il sottotesto evidente: niente provocazioni.

Attilio, notando la tensione, alzò il calice, costringendo tutti a brindare.
"Un brindisi ai nostri ospiti e alle nuove opportunità!" esclamò con un sorriso forzato.

Gli ospiti si unirono, sollevando i calici in un gesto meccanico.
La tensione sembrò allentarsi per un momento, ma l'aria restava pesante.

Giulia si alzò con una scusa, lasciando la sala per prendere una boccata d'aria. E fuori, sotto il cielo stellato di un gelido inverno, cercò di calmare il battito del suo cuore. Sentiva il peso degli sguardi, delle parole e delle aspettative, conscia che tutto ciò avrebbe cambiato il corso degli eventi e forse, per sempre, il suo destino.

Prega per meLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora