La sala era immersa in un gioco di luci soffuse, quando Rocco Marini, elegante e disinvolto, si avvicinò a Gisella con un sorriso smagliante.
Le tese la mano, invitandola a danzare, e lei con un gesto ampio, quasi teatrale, accettò lasciandosi condurre al centro della pista da ballo.
Gli occhi dei presenti erano fissi su di loro, ma nessuno più di Adelfio Fini sembrava esserne infastidito.
Seduto in un angolo, osservava la scena con crescente irritazione, percependo quell’aurea da predatore che Marini emanava senza sforzo.
"A quanto pare, quel marpione, ci prova adesso anche con la signorina De Falco..." commentò Marcello, con un tono che sfiorava il sarcasmo.
L'uomo serrò la mascella, fulminandolo con lo sguardo.
"Bada alle ciance, Marcello. Non so dov'è mia sorella e questo mi preoccupa più di qualsiasi altra cosa."
Il cugino scrollò le spalle con noncuranza, sollevando il bicchiere di vino alle labbra.
"Hai ragione, forse è meglio concentrarsi su altro... o pensi davvero che Marini rappresenti un problema più grande di Guerra?"
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Nello studio regnava un silenzio teso, interrotto solo dal ticchettio regolare di un antico orologio a pendolo.
Don Aldo avanzò di pochi passi, il volto contratto in un’espressione di disgusto che sembrava avvelenare l’aria.
"Ti ho cresciuto per essere un leader. Non per comportarti come un cane in calore con la femmina del nemico," sentenziò con tono gelido.
"Non è affar tuo!" replicò Filippo, il tono basso e feroce.
"Non hai la benché minima idea di quello che provo."
Giulia abbassò lo sguardo.
Si nascose leggermente dietro di lui, il viso arrossato, le labbra tremanti. Sentí le sue dita stringere le sue, forti, come a trasmetterle sicurezza.
Il vecchio avanzò ancora.
"Oggi chiederai la mano della signorina De Falco e non si discute. Le darai quell'anello come previsto."
"Non sarai tu a decidere chi sposerò."
Le dita del giovane si serrarono di più attorno a quelle di lei, in un gesto ostinato di protezione.
"Non hai scelta figliolo: la lealtà verso questa famiglia viene prima di tutto. E lei... lei non può mai far parte della tua vita."
"Lei è con me. E non sarai di certo tu a separarci."
Filippo fece un passo avanti, portando la sua altezza a un soffio da quella del patriarca.
Lui sostenne il suo sguardo, disposto a non lasciarsi intimidire.
"Sei davvero disposto a sacrificare tutto per lei? A tradire la tua famiglia per un'infatuazione?"
"Non è una semplice infatuazione, padre. È l’unica cosa vera che ho! È lei che scelgo. È lei che amo."
Giulia si fece avanti con passo misurato, il viso teso ma determinato.
"Non sono qui per dividere Filippo dalla sua famiglia. Ma non starò a guardare mentre cercate di controllare la sua vita."
Il vecchio rise.
Una risata fredda, cava, che gelò le pareti.
"La tua opinione non conta ragazza, non ha mai contato."
Il giovane respirò a fondo.
"Sono io a decidere il mio destino. E tu, padre, dovrai accettarlo," disse, la voce limpida, tagliente come una lama.
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Prega per me
Fiction généraleNella Verona più oscura, dominata da segreti e rivalità famigliari, Giulia Fini, una giovane donna dalll spirito ribelle e dall'indole fiera, si trova improvvisamente trascinata in un gioco di potere. Una sera, per caso, si scontra con Filippo Guerr...
