Verona, 1988...
L’aria profumava di benzina e speranze. Dai bar uscivano le note graffianti di Vasco e Battisti, mentre i motorini rombavano per le strade come tamburi di libertà.
Era un’Italia che correva, testarda e affamata di futuro.
Aldo aveva appena compiuto trent’anni, ma sembrava più vecchio, temprato dal sole e dalle ore in cantiere. La pelle scura, le mani dure, lo sguardo stanco ma vivo: era uno di quelli che non mollano mai.
All'epoca era un semplice operaio, umile e instancabile, con sogni semplici ma solidi.
Al suo fianco c'era Isabella, la donna che credeva sarebbe stata la sua compagna di vita.
La guardava come se fosse il suo bene più prezioso. Isabella era una donna di straordinaria bellezza: aveva i capelli scuri come l'ebano, labbra carnose, e occhi grigi che brillavano di una luce maliziosa, profondi come un segreto mai svelato.
Ridevano spesso, si stringevano forte, ballavano sotto le luci al neon nei locali della provincia, dove bastava una birra e una canzone per sentirsi eterni. Avevano sognato di costruire un futuro insieme: una casa, una famiglia, una vita semplice ma felice.
Eppure, giorno dopo giorno, lui aveva notato qualcosa cambiare in lei.
Non era più la ragazza che si entusiasmava per le piccole cose, quella che riempiva le sue giornate con parole cariche di dolcezza.
Qualcosa si era insinuato tra loro, qualcosa che Aldo non riusciva ancora a comprendere del tutto.
E poi era arrivato lui.
Alberto Fini.
Alberto era l'uomo più potente che si potesse conoscere in quegli anni. Giovane, carismatico, con il nome della sua famiglia a fargli da scudo.
Era un uomo che aveva tutto: soldi, rispetto, potere.
E quando notò Isabella, lei non fu più la stessa. Aldo lo aveva capito fin da subito. Lo aveva visto nei sorrisi che lei provava a nascondere, negli sguardi che diventavano più distanti, nel modo in cui parlava di lui, quasi con ammirazione. Un'ammirazione che lo feriva più di qualunque altra cosa.
Erano seduti al tavolo di un piccolo bar quando lei si decise a parlargli. Fuori la pioggia cadeva incessante, tamburellando contro le ampie vetrate del locale.
All'interno, l'aria era impregnata dell'odore del caffè e del tabacco, ma per Aldo, in quel momento, non esisteva nulla oltre la tensione e lo sguardo sfuggente della sua amata.
Lei aveva preso posto davanti a lui, elegante come sempre, ma distante.
Le sue mani sottili stringevano la tazzina di caffè, come se cercassero un appiglio per rendere meno dura la conversazione che stavano per avere.
Aldo lo sentiva.
Qualcosa era cambiato.
"Devo parlarti," gli disse, con voce pacata, ma ferma.
Lui annuì, appoggiandosi allo schienale della sedia.
"Cosa c'è Isabella? È da tempo che sei strana..."
La giovane abbassò lo sguardo per un istante, poi fece un respiro profondo.
"Aldo... non possiamo continuare così."
Il suo cuore perse un battito.
"Cosa vuoi dire?"
Lei lo guardò, e in quegli occhi c'era qualcosa che non gli piacque.
Non dolore, non esitazione.
Ma una decisione già presa.
"Sto con Alberto Fini."
Quel nome lo colpì come un pugno dritto nello stomaco.
Per un momento il rumore della pioggia, le voci nel locale, tutto scomparve. Restò solo quella frase, e il volto di lei, bellissimo e implacabile, che lo abbandonava.
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Prega per me
General FictionNella Verona più oscura, dominata da segreti e rivalità famigliari, Giulia Fini, una giovane donna dalll spirito ribelle e dall'indole fiera, si trova improvvisamente trascinata in un gioco di potere. Una sera, per caso, si scontra con Filippo Guerr...
