La villa dei Fini si stagliava contro il cielo plumbeo come un avvertimento. Giulia varcò il cancello con il cuore in gola: l’avevano convocata in fretta e furia, e lei sapeva bene che il motivo aveva un solo nome. Filippo.
Il portone si richiuse alle sue spalle con un tonfo secco. La zia Anna la salutò appena, il volto contratto, per poi sparire dietro un corridoio.
Nel soggiorno, ad attenderla, c’erano lo zio Attilio e Adelfio, già schierati contro di lei.
"Cosa pensi di fare con quella relazione?" iniziò lo zio, non dandole nemmeno il tempo di parlare.
"Non hai idea del baratro in cui ci stai trascinando."
"Non è una relazione, è più complicato di così..." rispose lei con un filo di voce.
"Complicato?" ringhiò Adelfio, alzandosi di scatto.
"Complicato è salvare questa famiglia dalle conseguenze delle tue follie! E tu cosa fai? Ti concedi al figlio del nostro peggior nemico come una ragazzina senza cervello?"
Giulia strinse le braccia attorno a sé, ma il suo sguardo non vacillò.
"Filippo non c’entra nulla con i vostri affari."
"Certo che c'entra!" tuonò il vecchio, adirato.
"È un Guerra, sangue del nostro peggior nemico! E tu sei cieca abbastanza da non vederlo."
Adelfio avanzò verso di lei, furioso.
"Smettila di giustificarlo, Giulia. Ti sta solo usando! Pensavo fossi più intelligente di così."
"Non avete nessun diritto di decidere con chi posso o non posso stare!"
Attilio scosse la testa, esausto.
"Se continui così, dovrò prendere una decisione al posto tuo. Potrebbe non esserci più spazio per te all'interno della nostra famiglia."
Le sue parole caddero dure come pietre. Giulia, col volto contratto dal dolore, si voltò di scatto lasciando la stanza. Le lacrime, calde e rabbiose, le rigarono il viso mentre i passi riecheggiavano nei corridoi deserti della villa.
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Fuori, il vento soffiava come un presagio. Giulia alzò il bavero del cappotto, cercando riparo dalla pioggia sottile che le pungeva il volto.
Camminava rapida, con la testa colma di accuse e lacerazioni. La voce dello zio e del fratello continuava a ronzare nella sua testa, mentre il pensiero di Filippo la feriva più di ogni minaccia.
E fu allora che lo vide.
Rocco Marini, appoggiato con noncuranza al fianco di un’auto scura, la osservava con un ghigno che sapeva di veleno.
"Che coincidenza," esordì con tono sarcastico, osservandola attentamente.
"Sola, sotto la pioggia... senza il tuo principe azzurro."
Giulia strinse i denti e proseguì, ma lui la seguì, i suoi passi lenti e decisi che echeggiavano sull’asfalto bagnato.
"Lo sai, vero, che per lui sei solo un diversivo? Don Aldo voleva che Filippo ti usasse… come si usano le donne per indebolire il nemico. E tu… tu gli hai creduto sul serio?"
"Lasciami stare," sibilò lei, senza voltarsi.
"Filippo non è come pensi... ti illudi che ti ami? Sei cieca, Giulia. I Guerra non amano, possiedono. Per lui sei solo una pedina, niente di più."
Lei si fermò di colpo, fissandolo con occhi lucidi di rabbia.
"Taci. Non hai idea di cosa ci sia stato tra noi."
"Ah, ma io lo so," rispose lui, con il ghigno che si allargava.
"So che dopo averti portata a letto, lui non riesce nemmeno a guardarti negli occhi senza sentirsi sporco. Non è amore, Giulia. È solo la prova che sei vulnerabile."
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Intanto, nello studio del quartier generale, Filippo fissava il vuoto.
La sigaretta tremava tra le dita, la cenere cadeva lenta sul tappeto.
Il pensiero tornava a lei.
Al suo sguardo ferito la sera prima.
Al rimorso che lo divorava.
Aveva obbedito a un mondo sporco, a un padre che lo voleva carnefice, a Marini che lo voleva complice.
Ma con Giulia… no. Con lei non era stato finto, aveva ceduto col cuore, e ora quel cuore lo stava condannando.
"Meglio per lei se mi odia," mormorò, fissando la brace arancione che si spegneva.
"Non posso trascinarla in questo inferno. Non posso essere il suo destino."
La brace si spense. E con essa, un pezzo del suo cuore.
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Prega per me
Ficción GeneralNella Verona più oscura, dominata da segreti e rivalità famigliari, Giulia Fini, una giovane donna dalll spirito ribelle e dall'indole fiera, si trova improvvisamente trascinata in un gioco di potere. Una sera, per caso, si scontra con Filippo Guerr...
