Scese le scale con passi rapidi.
La tensione, invisibile ma feroce, gli divorava l'anima.
Non aveva alcuna intenzione di fermarsi. Eppure, all’uscita, uno sguardo lo inchiodò: era quello di Adelfio, immobile davanti al portone, la silhouette rigida e il volto freddo come pietra. Si fermò di colpo, il respiro intrappolato in gola, il corpo ancora scosso dalla recente passione e dal peso della paura.
"Finalmente hai deciso di andartene..." lo sentí blaterare in modo burbero. Sotto il braccio stringeva un giornale spiegazzato, ma gli occhi erano fissi su di lui, penetranti.
"Non incominciare Fini... ti chiedo solo di tenere d'occhio tua sorella, prima che sia troppo tardi..." replicò, la voce tesa ma controllata.
"Le cose si stanno facendo abbastanza complicate."
A quelle parole, il volto di Adelfio si fece di colpo più serio.
Si avvicinò, il viso a pochi centimetri dal suo. Con un gesto rapido lo afferrò per il bavero della camicia, spingendolo con forza contro il muro.
Il giornale cadde a terra, atterrando sul pavimento umido e ghiacciato.
"Che cazzo vuoi dire con complicate?!" ringhiò.
La presa era ferma, i muscoli tesi dalla rabbia.
Filippo inspirò a fatica.
Il respiro si fece più corto, sentiva il muro che gli graffiava la schiena, mentre le mani dell’altro affondavano come artigli nella sua carne.
Il ricordo di Giulia, nuda e vulnerabile pochi minuti prima, gli bruciava la mente.
"Credi per caso che non lo sappia?" replicò, lo sguardo acceso.
"La vostra alleanza con i De Falco sta solo peggiorando le cose: mio padre non starà fermo a guardare e lo sai."
L'uomo sbuffò, ma la rabbia di Filippo non passò inosservata. Abbassò lievemente lo sguardo, ma non mollò la presa.
"Cosa stai cercando di dire?" ringhiò, la voce bassa, ruvida, carica di minaccia.
"Vuoi che ti dica come stanno le cose?" sibilò il giovane, con un leggero affanno nella voce.
"Io e te siamo destinati a scontrarci. E tu, che credi di essere al di sopra di tutto, stai solo facendo il gioco di Don Attilio. Ma quando scoppierà il caos, sappi che non ne uscirai affatto indenne."
Il volto di Adelfio si contrasse in una smorfia di disgusto, e per un attimo sembrò che il confronto tra i due sarebbe finito in un'esplosione di violenza. Tuttavia, un rapido movimento da parte di lui lo fece vacillare, per poi lasciarlo finalmente andare.
"Ti sbagli di grosso, non capisci davvero dove ci stai portando. Ma in ogni caso sarai tu a perire in questa guerra."
Filippo, ormai libero dalla presa, si allontanò con passo affrettato.
Ogni fibra del suo corpo era in tumulto, ma dentro di lui qualcosa era cambiato. Non si trattava solo di Giulia, o di suo padre.
Il destino stava tracciando il suo cammino, e non c'era modo di fermarlo.
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Prega per me
Ficción GeneralNella Verona più oscura, dominata da segreti e rivalità famigliari, Giulia Fini, una giovane donna dalll spirito ribelle e dall'indole fiera, si trova improvvisamente trascinata in un gioco di potere. Una sera, per caso, si scontra con Filippo Guerr...
