Don Aldo li osservava da lontano.
Lo sguardo impassibile, ma la mascella serrata lo tradiva. Il fastidio cresceva in lui come un'infezione.
Era evidente: non voleva assistere a quella scena, in cui suo figlio, vulnerabile, perdeva il controllo davanti a tutti per una donna.
Per quella donna.
Enrico, con curiosità quasi morbosa, si voltò verso di lui.
"Chi è la ragazza?" chiese, abbassando appena la voce.
Don Aldo non rispose subito.
Lo fissò, impassibile, poi abbassò lo sguardo, come se la risposta gli provocasse nausea.
"Il punto debole di mio figlio," disse infine, con voce ruvida.
Una condanna pronunciata a denti stretti, come una verità che non avrebbe mai voluto ammettere.
Giulia era una variabile che lui non riusciva a controllare.
"Giulia Fini..." mormorò Enrico, scrutando con attenzione gli uomini in nero che le stavano alle spalle.
"Ma quelle guardie... non mi sembrano dei Fini."
Don Aldo annuì appena.
"Non lo sono. Sono di De Falco."
Una pausa, poi aggiunse con disprezzo:
"A quanto pare, la ragazza non si fida più nemmeno dei suoi."
Una smorfia gli increspò le labbra.
"O ha qualcosa da nascondere."
Lo sguardo di Enrico brillò di una nota sinistra, ma non disse nulla.
Non ne aveva bisogno.
Poi Marini si mosse.
Fino a quel momento era rimasto seduto, spettatore attento, ma bastò uno scambio di sguardi tra Filippo e Giulia a spingerlo in piedi.
Il suo sorriso era veleno puro.
Si avvicinò ai due come un serpente che striscia tra le crepe di un muro già distrutto.
"Signorina Fini," disse con un tono più melenso di quanto Filippo fosse disposto a tollerare, accompagnando le parole con un baciamano teatrale.
Il gesto era elegante, ma le sue intenzioni erano tutt'altro che rispettose.
"Che piacere rivederti..."
Le baciò le dita con lentezza, come se volesse marchiarle la pelle.
Giulia non mosse un muscolo, ma nei suoi occhi esplose per un attimo qualcosa di feroce.
Un lampo.
Disgusto, forse.
O rabbia pura.
Filippo la fissava.
E per un istante, la vide tremare.
Qualcosa in lui si spezzò.
Avrebbe voluto strapparla via da quella situazione. Spingere Marini lontano, rompersi le nocche sulla sua faccia.
Ma lei...
Lei accettò.
Si piegò a quel teatrino, a quella messa in scena. Solo per un secondo, ma bastò.
Quando si ritrasse, si strofinò appena le dita sul vestito, come per cancellare la traccia di quel contatto.
Il giovane la guardò, e il rammarico lo colpì come un pugno nello stomaco.
La odiava, ma la voleva salvare.
E lei... voltò lo sguardo.
"Devo parlarti," disse a Marini.
Il tono era glaciale. Meccanico.
Il biondo rise piano.
"Sola con me? Che onore."
Si voltò verso Filippo.
"Spero che il nostro principe non ci resti male."
Filippo adirato fece un passo, pronto ad agire. Ma la voce autoritaria di Don Aldo lo bloccò.
"Fermo."
Tono basso, pericoloso.
"Non perdere la testa davanti a questa gente."
E lui si bloccò.
Come un cane al guinzaglio.
Giulia si voltò verso Filippo.
Il suo sguardo lo trapassava.
Aveva gli occhi freddi, impastati di orgoglio e rabbia.
Ma sotto, bruciava.
Bruciava ancora per lui.
E lui lo vedeva. E la odiava per quanto lo faceva sentire debole.
Don Aldo si voltò verso di lei.
In lei rivedeva Isabella e l'arroganza di Alberto fusi in un'unica carne.
Due spettri. Due nomi che gli avevano macchiato la vita. Era come se quella ragazza portasse addosso tutte le sue ferite. E ora stava per trascinare anche suo figlio nel fango.
Il silenzio cadde pesante.
Filippo e Giulia si fissarono.
Gli occhi verdi di lei, sporchi di rancore e orgoglio, nascondevano qualcosa.
Ma lui non riusciva più a leggerla.
Poi si voltò.
"Andiamo."
A Marini.
Filippo restò lì, con lo stomaco in fiamme e le mani che gli sudavano.
L'aveva appena guardata mentre andava a infilarsi nelle fauci di un uomo che lui avrebbe voluto uccidere.
Ma non mosse un dito.
Rimase a guardare.
Come uno stronzo.
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Prega per me
Ficção GeralNella Verona più oscura, dominata da segreti e rivalità famigliari, Giulia Fini, una giovane donna dalll spirito ribelle e dall'indole fiera, si trova improvvisamente trascinata in un gioco di potere. Una sera, per caso, si scontra con Filippo Guerr...
