Filippo era seduto nell'ufficio del quartier generale, immerso in un silenzio carico di tensione.
I documenti erano sparsi sulla scrivania, ma la sua mente vagava altrove. Gli ultimi incarichi, portati a termine con la stretta collaborazione di Rocco Marini, avevano portato i loro frutti. Il sangue versato, i colpi chiusi in fretta, avevano reso più solido il suo nome e quello dei Guerra. L’allontanamento da Giulia lo aveva reso più duro, più spietato: l’uomo che lei aveva conosciuto non esisteva più.
La porta si aprì con un colpo secco.
Don Aldo entrò nella stanza con passo sicuro. Aveva un'espressione soddisfatta, che a lui non sfuggì.
"Figliolo, c'è qualcosa di cui dobbiamo parlare," disse, chiudendo la porta alle sue spalle. La voce ferma, ma intrisa di compiacimento.
Filippo sollevò appena lo sguardo dal documento che stava esaminando.
"Dimmi," rispose freddamente.
Il vecchio boss si avvicinò alla scrivania, l’odore del brandy mescolato al fumo dei suoi sigari permeava l’aria.
"Ho organizzato una cena per domani sera. Una donna vuole conoscerti. È il momento di fare la tua parte, si rivelerà un'opportunità interessante."
Il ragazzo sollevò il capo, guardandolo dritto negli occhi.
"Non sono interessato," rispose gelido.
Lui non si scompose.
"Non è una richiesta, Filippo. Non per un uomo come te. Quello che facciamo qui riguarda molto più di quello che pensi."
La voce si fece più bassa, più avvolgente, quasi oscena nella sua persuasione.
"Questa donna non è una tipa qualunque... appartiene a una famiglia molto facoltosa."
Filippo chiuse gli occhi, respirò profondamente per poi accennare un sì, rassegnato.
"Farò quello che devo fare."
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La sera seguente, la Maserati scivolò sul selciato bagnato davanti al ristorante più esclusivo della città. Filippo spense il motore e rimase un attimo immobile, il volto teso.
Quella cena per lui non sarebbe stato un incontro, ma una condanna.
Quando aprì la portiera, il vento di novembre gli sferzó il viso, e in quel frangente il suo sguardo cadde su una figura familiare.
Giulia.
La riconobbe subito.
L’abito chiaro sotto il soprabito scuro la rendeva eterea, fragile, irresistibile. Camminava con passo deciso, ignara del vortice di emozioni che lui sentiva montare dentro di sé.
Quando i loro occhi si incontrarono, tutto si fermò. Mantenne il volto impassibile, ma il cuore batteva furiosamente.
"Non pensavo di trovarti qui," disse, la voce fredda, quasi disinteressata.
Lei lo fissò, lo sguardo pieno di delusione e rabbia contenuta. "Neanch’io. Ma a quanto pare sei… occupato."
Gli occhi scivolarono sul ristorante. Non servivano spiegazioni.
Filippo distolse lo sguardo, ma non riuscì a celare il tremito nella voce. "Non è come pensi..."
Giulia rise amaramente, senza allegria.
"Non è mai come penso, vero? Prima mi illudi, poi sparisci, e adesso ti presenti qui, elegante come al nostro primo appuntamento… ma per qualcun’altra. Sempre in vendita, Filippo."
Fece per oltrepassarlo, ma lui le afferrò il polso, forte.
"Non parlarmi così. Non hai idea di quello che mi sta costando."
Un silenzio denso cadde tra loro.
I suoi occhi azzurri si agganciarono ai suoi, disperati e intensi.
Lei gli si strappò di dosso, gli occhi che bruciavano.
"So che mi hai usata. So che per te ero un gioco. E la cosa peggiore? Ho lasciato che succedesse."
"Giulia, guardami!"
La voce gli uscì strozzata.
"Con te non ho finto. Non ti ho mai presa per una puttana. Mai."
Il suo respiro si mescolava all'aria umida della sera. La ragazza stava per rispondere, quando una voce dura esplose alle loro spalle, spezzando tutto.
"Filippo! Dentro. È ora."
Don Aldo li fissava dall’ingresso, lo sguardo truce.
Lei fece un passo indietro, il mento alto ma gli occhi lucidi.
"Vai. Obbedisci al tuo padrone."
Si girò e se ne andò, senza voltarsi. Filippo rimase lì, fermo, il padre che lo chiamava e il cuore che gli sanguinava addosso.
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Prega per me
Ficción GeneralNella Verona più oscura, dominata da segreti e rivalità famigliari, Giulia Fini, una giovane donna dalll spirito ribelle e dall'indole fiera, si trova improvvisamente trascinata in un gioco di potere. Una sera, per caso, si scontra con Filippo Guerr...
