Gisella abbassò lo sguardo, quasi imbarazzata. Un lieve rossore le colorì le guance, quasi impercettibile, ma che Giulia non fece a meno di notare.
Il sorriso malizioso che aveva mantenuto fino a quel momento si affievolì, lasciando il posto a qualcosa di più genuino, ma ancora perfettamente calcolato.
"Prima che ti prendessi una pausa dal negozio, avevo notato esposta in vetrina una collana che mi piaceva tanto..."
La ragazza la fissò, incredula che davvero quella fosse la sua richiesta.
"Tutto qui?" chiese, sconcertata dalla vanità di quella donna.
L'altra fece un cenno con la testa, il sorriso che tradiva una certa soddisfazione.
"Beh, sai, ho pensato che potrebbe abbinarsi bene con i miei outfit..."
Giulia tirò un sospiro di sollievo a quell’insolita richiesta.
Sarebbe stato un piccolo prezzo da pagare, che in fin dei conti non le avrebbe arrecato nessun fastidio.
“Se proprio ti piace, sarà tua” disse, accettando il piccolo compromesso.
In quel momento, l'atmosfera nella stanza cambiò. La tensione sembrò alleggerirsi, e Gisella, sempre rapida a cogliere l'occasione, non perse tempo, uscendo velocemente dalla stanza.
Si diresse verso il corridoio, intercettando Marcello: l'uomo avanzava con passo spedito, l'espressione più tesa del solito.
Non sembrava di buon umore.
Le si parò davanti con fare sfacciato, prima che lui potesse avvicinarsi troppo alla porta dello studio.
"Marcello, cercavo proprio te," disse, un leggero battito di ciglia accompagnò il suo solito modo di fare civettuolo.
"Non ora, Gisella," replicò lui, stranamente irritato.
"Cosa c’è?"
La giovane donna, senza perdere un colpo, rispose con tono più serio: "Ho bisogno di un consiglio e un po' di privacy, prima che arrivi Adelfio."
Lui la fissò per un attimo, gli occhi castani che scrutavano il suo volto con attenzione.
"Un consiglio?" domandò, il tono che ora tradiva una curiosità non del tutto disinteressata.
"Si tratta di lui..." aggiunse Gisella, facendo riferimento a un argomento che sicuramente avrebbe catturato la sua attenzione.
"Va bene. Ma facciamo presto, ho molto da fare."
Si allontanarono entrambi, e Giulia approfittò di quel momento di distrazione. La conversazione che proseguiva nel corridoio, e il rumore dei passi che piano piano si affievolivano, le diedero la possibilità di concentrarsi di nuovo su quell'affannosa ricerca.
Aveva già copiato diversi file in chiavetta, ma sapeva che ciò non sarebbe bastato. Doveva trovare qualcosa di più concreto, una prova tangibile. Stava per battere la fiacca quando, a un certo punto, si accorse del cassetto della scrivania leggermente aperto.
Per la fretta Marcello aveva dimenticato di chiuderlo a chiave.
Un particolare che non aveva notato subito. Si avvicinò con cautela, le dita che sfioravano appena il legno liscio prima di spingerlo piano, quel tanto che bastava per sbirciare dentro.
Un fascio di documenti era disposto in modo apparentemente disordinato.
Molti di essi sembravano irrilevanti, alcuni erano contratti, vecchie ricevute… ma un foglio in particolare catturò la sua attenzione.
Era un pezzo di carta bianca, stropicciata e piegata a metà.
Delle piccole macchie, di uno sbiadito color ruggine, punteggiavano la superficie. Giulia sentì un brivido percorrrerle lungo la schiena.
Non sapeva perché, ma una strana sensazione d’inquietudine la pervase lasciandola senza fiato.
In quel momento sentì nuovamente il rumore dei passi: Marcello e Gisella stavano tornando verso lo studio. Velocemente, lo ripiegò su se stesso infilandolo nella tasca dei jeans, senza nemmeno leggerlo.
Non c’era più tempo.
Staccò la chiavetta dal computer sgattaiolando così fuori dalla stanza. Una volta uscita, si nascose dietro la parete, giusto in tempo per vederli rientrare. Il volto di Marcello sembrava più disteso, quasi sorridente. Fortunatamente, non si era accorto di nulla.
"Grazie per il consiglio," disse Gisella con un sorriso sornione.
L'uomo sospirò, passandosi una mano tra i capelli.
"Spero che almeno sia servito a qualcosa," rispose, impaziente di rientrare.
"Ci vediamo più tardi."
La giovane donna lo osservò scomparire aldilà dello studio, poi si voltò, incontrando lo sguardo di Giulia, ancora nascosta dietro l’angolo.
"Ti conviene sparire prima che cambi idea," sussurrò, sorridente.
Giulia non se lo fece ripetere due volte.
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Prega per me
General FictionNella Verona più oscura, dominata da segreti e rivalità famigliari, Giulia Fini, una giovane donna dalll spirito ribelle e dall'indole fiera, si trova improvvisamente trascinata in un gioco di potere. Una sera, per caso, si scontra con Filippo Guerr...
