"Sarebbe andata dovunque con lui"

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Dopo gli ultimi avvenimenti, ovvero l'incontro con Lorenzo e il ritorno di Donatello, la vita di Selene aveva ripreso a scorrere monotona fra passeggiate, letture, chiacchierate con Michela, aiuti alla servitù e soprattutto disegni. Ormai mancava davvero pochissimo all'incontro con Andrada de' Albizzi e la giovane cercava di non pensarci per non agitarsi inutilmente. In realtà non era molto difficile: la sua mente infatti vagava in un'unica direzione: Lorenzo de' Medici. Da quando lo aveva incontrato qualche giorno prima non riusciva a non pensare a lui ogni secondo e sperava sempre di vederlo comparire dietro un albero o un cespuglio nel grande giardino. Le uniche persone nelle quali si era però imbattuta fino ad allora nelle sue consuete passeggiate erano Emilia, che non le risparmiava mai un commento sprezzante, e Giovanni e Piccarda, sempre pronti a lanciarle occhiate cariche d'odio e di disprezzo che sembravano destinate solo a lei. Selene era però una ragazza forte e cercava di non dare peso nè all'una nè agli altri. Quella mattina il tempo era particolarmente bello, il sole splendeva e la temperatura non era nè troppo calda nè troppo fredda. Niente e nessuno avrebbe mai potuto trattenerla al chiuso del Palazzo e così era uscita. Erano i primi di Maggio e il profumo dei boccioli dei fiori e dell'erba fresca aleggiava nell'aria, catturando tutta la sua attenzione e rendendola felice. "Anche io ho sempre amato quest'angolo del giardino in Primavera!" Sentenziò una voce alle sue spalle. Selene, che stava toccando con delicatezza e meraviglia delle bacche nate su di un ramo, sobbalzò. "Messer Medici...dovreste smetterla di comparire così all'improvviso! Mi spaventate" Disse quando vide Lorenzo, trattenendo a fatica la voglia di mettersi a saltare per la gioia di quell'inaspettato incontro. "Devo ammettere che ho un debole per le tue richieste, realizzarle per me è come un istinto a cui non so resistere! Però mi piacerebbe che fosse lo stesso per te: hai già dimenticato che ti ho chiesto di darmi del tu e di chiamarmi Lorenzo? Il nostro primo incontro forse non ha sortito l'effetto desiderato..." Rispose lui con un sorriso spavaldo che le fece venire voglia di ridere. "Oh...no no no. Assolutamente no, al contrario...il nostro primo incontro è stato bellissimo Lorenzo! E ti assicuro che da oggi ricorderò la promessa che mi hai strappato: niente più voi e niente più Messer Medici!" Si affrettò a chiarire la ragazza. "Bene, questo mi fa enormemente piacere perchè ho pensato che avresti gradito un altro incontro ma stavolta non casuale: vieni con me!" A quelle parole Selene tentennò. Aveva capito bene? Lorenzo de' Medici non aveva niente di più importante da fare che organizzare un incontro speciale solo per loro due? "Io...dovrei...venire con te? E...dove?" Chiese deglutendo, in preda all'eccitazione ma anche a una remota forma di paura. "Oh...questa è una sorpresa. Vieni, fidati di me!" Ribattè lui allungando una mano. Lei esitò ancora. "Lorenzo io non posso lasciare il Palazzo...non voglio che mio fratello lo venga a sapere e poi se Madonna Albizzi arrivasse e non mi trovasse qui..." Cercò di dire. "Stai tranquilla" la rassicurò lui con dolcezza "mio fratello, e quindi di conseguenza anche il tuo, non tornerà dalla Signoria prima di sera e Madonna Albizzi non verrà oggi perchè nessuno è andato a prenderla e non è stato organizzato il suo arrivo. Dovresti smettere di preoccuparti così tanto degli altri per dedicarti invece un po' di più a te stessa: te lo meriti!" Selene ebbe ancora una vaga incertezza. In fondo non conosceva poi così bene Lorenzo e se fosse restata a Palazzo sarebbe stata più tranquilla. Poi però lo guardò: si scambiarono uno sguardo lungo e intenso. Quel ragazzo aveva ragione e poi era bellissimo, non riusciva a non fidarsi ciecamente di lui. Provava un sentimento nuovo, strano, intricato ma meraviglioso ogni volta che i loro occhi si incrociavano. Sorrise e gli afferrò la mano. Quel tocco la invase di pienezza, di desiderio, di vita. Sarebbe andata dovunque con lui, non avrebbe mai avuto paura. Lo sapeva.
Lorenzo la condusse all'entrata del Palazzo dove la fece salire su una splendida carrozza trainata da due cavalli e ricoperta di un meraviglioso drappo nero. "Ti piace?" Le chiese quando ebbe dato ordine al cocchiere di partire. "Se mi piace? Lorenzo è assolutamente strabiliante...non avevo mai provato nulla del genere! Grazie, grazie infinite" Rispose lei eccitatissima, sporgendosi dai finestrini per guardare fuori. Non le sembrava vero, stava viaggiando come una vera signora! Sapeva che probabilmente non le sarebbe mai più capitato quindi cercò di godersi ogni istante, ogni brezza di vento che le soffiava sul viso, ogni paesaggio di Firenze piena di vita e di splendore, ogni sguardo con Lorenzo. Parlarono. Le venne naturale parlare con lui, raccontargli come non aveva mai fatto con nessuno la sua vita, la sua storia, gli parlò dei suoi genitori e di suo fratello, dell'anello di Anna, di Donatello, del suo amore per il disegno, di come portasse sempre con sè dentro una piccola sacca il suo taccuino e il suo carboncino, del suo odio per la notte, di come la luna fosse l'unica cosa positiva che vi trovasse e di quello che aveva pensato la prima volta che era entrata a Palazzo de' Medici. Lorenzo dal canto suo era come inebetito: tutto in quella ragazza era semplicemente perfetto, assoluto, grande. Era bella dentro e fuori e il racconto della sua vita difficile lo fece sentire ancora più attratto da lei. Era solo la seconda volta che la vedeva ma era come se la conoscesse da sempre, sentiva il cuore bloccarsi e ripartire al ritmo del suo respiro. Capì solo allora che si stava innamorando ma decise di non pensare alle complicazioni che ciò avrebbe causato: non gli importavano. La ascoltò e poi le raccontò lui della sua vita. Raccontò cosa significasse vivere a Palazzo, parlò del suo rapporto con il fratello Cosimo al quale era legatissimo, parlò dei suoi genitori e delle sue passioni. Quando arrivarono in Piazza della Cattedrale non si resero neanche conto del tempo che era passato tanto era stato bello. Il cocchiere aprì la porta della carrozza e Lorenzo scese, voltandosi poi indietro per aiutare Selene a fare altrettanto. Quando lei si guardò intorno e realizzò dove si trovassero non riuscì a non gettargli le braccia al collo. "Lorenzo...mi hai portato nel mio posto preferito!" Lo strinse forte a sè e lui ovviamente ricambiò l'abbraccio. Era come una liberazione poterla finalmente stringere al petto, sentire il sangue scorrere nelle sue vene, aspirare il suo profumo, innalzarsi all'estasi e alla simbiosi. Quando si staccarono lui la prese per mano e si ubriacò del suo sorriso felice. "Sei bellissima quando sorridi...guarda lì. C'è un motivo se ti ho portata qui...volevo che tu disegnassi la cupola, come hai sempre desiderato. Fallo per me, ti prego." Le disse dopo averla condotta al cospetto della maestosa cupola in costruzione, indicandogliela. Selene rabbrividì: non aveva mai osato disegnarla fino ad allora perchè voleva aspettare il momento giusto, sentirsi pronta. Era questo il momento giusto? La guardò e poi guardò Lorenzo. Sorrise. Era il momento giusto. "Va bene! La disegnerò Lorenzo, la disegnerò solo per te!" Gli disse. Cacciò fuori dalla sua sacca il materiale per disegnare, si sedette a terra e quando posò il carboncino sul foglio e iniziò a tracciare linee e figure venne avvolta da una nuvola di creazione e di ebbrezza: esistevano solo quel foglio e la sua cupola. Era il momento che desiderava vivere da tutta la vita e poterlo condividere con Lorenzo era perfetto. Non seppe calcolare quanto tempo passò a disegnare, tempo durante il quale egli restò al suo fianco ogni istante. Fu solo quando ebbe finito che si sentì chiamare. "Selene!" Si voltò verso sinistra, da dove proveniva quella voce. "Che ci fai qui?" Le chiese Donatello stampandole un bacio su una guancia. "Donatello! Che bello che tu sia qui! Mi ha accompagnato Lor...Messer 'Medici!" Rispose lei felice di poter presentare Lorenzo al suo amico di una vita. I due si strinsero la mano. "Lui è il mio carissimo amico Donatello, te ne ho parlato prima!" Disse rivolta al suo accompagnatore. "Certamente...Donatello! È un onore conoscervi per me!" Ribattè Lorenzo. Solo poco prima, in carrozza, Selene gli aveva parlato della sua amicizia con il famoso scultore. "Messer 'Medici!" Lo salutò l'artista. La freddezza che quest'ultimo però aveva rivolto al banchiere venendo a scoprire del rapporto piuttosto stretto che aveva con la sua amica venne dissipata dall'arrivo di un uomo, più anziano di lui ma ancora avvenente. "Donatello" lo chiamò. "Non mi avevi detto di essere amico di Lorenzo de' Medici!" "Certo che no Filippo perchè qui c'è una sola amica! Selene questo è il mio carissimo amico Filippo Brunelleschi, nonchè "padre" di questa cupola!" Lorenzo conosceva già Brunelleschi poichè era stata la sua famiglia a patrocinarlo e i due si salutarono amichevolmente. Selene invece restò affascinata a guardarlo: finalmente poteva leggere negli occhi di quell'uomo tutto il talento, l'arte e la meravigliosa follia che lo contraddistinguevano. "Mastro Brunelleschi...è un onore per me conoscervi! La vostra cupola è qualcosa di spettacolare, il mio soggetto preferito!" Disse lei mentre lui le baciava una mano. "Soggetto?" Chiese l'uomo. Selene si morse la lingua, aveva parlato troppo! "La mia amica è bravissima a disegnare e da sempre sogna di rappresentare la tua cupola Filippo!" Non si lasciò sfuggire Donatello. Selene lo fulminò con lo sguardo ma Lorenzo fu più veloce e delicatamente le prese il taccuino dalle mani, lo aprì al disegno appena realizzato e lo mostrò a Brunelleschi dicendo: "Sbagli, Donatello! Direi proprio che ormai il suo sogno è diventato realtà!" L'artista restò colpito dall'opera. "Ma...ma è una rappresentazione divina! Donatello, la tua amica disegna in modo incantevole!" Esclamò in preda allo stupore. Poi si rivolse alla ragazza dicendole "Ti prego di coltivare questo talento, il mondo intero ha bisogno di artisti così sopraffini!" "Grazie...grazie mastro Brunelleschi...non so cosa dire, siete gentilissimo!" Rispose lei, arrossendo. "Oh no, non è gentilezza ma pura verità!" Ribattè lui riconsegnandole il taccuino che lei si affrettò a nascondere nella sacca. "Papà...papà...voglio vedere la cupola! La cupola!" Una bambina sui cinque anni ruppe l'incanto del momento correndo verso Brunelleschi e spalancando le braccine per farsi prendere in braccio. "Certo piccola principessa Emma...arrivo!" Rispose lui prendendola e facendola volteggiare più volte in aria. "Scusate ma il mio dovere di padre mi chiama. Ricordati quello che ti ho detto, Selene! Continua a disegnare, disegna...anche solo per te ma lascia ai posteri il segno della tua bravura! Non dimenticarlo!" Disse congedandosi dai tre. "Si è fatto tardi! Noi dovremmo andare!" Sentenziò Selene ancora stordita da quell'incontro e dalle parole che Brunelleschi le aveva rivolto. Salutò Donatello con calore e poi si avviò con Lorenzo verso la carrozza. "Avrei voluto ucciderti, mi vergogno così tanto dei miei disegni!" Gli disse. "Non dovresti e lo sai ma mi dispiace aver preso il tuo taccuino, scusa..." Le rispose lui. "No. Ne è valsa la pena. Grazie" Lo rassicurò lei sorridendo e stringendogli più forte la mano. A che rischio si era sottoposto andando in Piazza con lei e tenendola per mano! Certo, a quell'ora non c'era molta gente in giro ma qualcuno avrebbe pur sempre potuto vederli! Era un ragazzo d'oro! L'unico che però li aveva notati era Donatello che da lontano li osservava allontanarsi, la mente offuscata dalle immagini di Lorenzo de' Medici che stringeva in mano il taccuino che lui aveva regalato a Selene. Era convinto che quell'uomo voleva solo farle del male ed era disposto a tutto per evitarlo.

ANGOLO AUTRICI
Eccoci ancora qui. È incredibile aver raggiunto già più di 300 visualizzazioni e questo ci spinge senza dubbio a continuare a pubblicare nuovi capitoli della nostra storia. Purtroppo però dobbiamo fare i conti con la scuola e per questo abbiamo deciso di pubblicare ogni due giorni. Sarà una specie di "appuntamento fisso". Essendo lettrici a nostra volta, infatti, capiamo benissimo quanto sia brutto aspettare il prossimo capitolo nell'incertezza di quando verrà pubblicato quindi ci impegnamo a mantenere questa promessa. Alla prossima! 😘😘

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