POV: SELENE
Quella mattina le temperature erano più basse del solito ma Selene non si illuse neanche per un secondo che potesse piovere. Aveva sempre amato la pioggia molto più del sole: si addiceva al suo carattere velato di malinconia e il rumore delle gocce d'acqua che sbattevano sul tetto la rilassava moltissimo. Da bambina amava rifugiarsi nel bosco ogni volta che il cielo decideva di piangere e si godeva quell'atmosfera speciale fin quando la luce, sfidando le nubi, rischiarava l'ambiente. A nulla era valsa la rabbia di Ugo e Anna, a nulla la febbre che puntualmente ogni volta tornava ad affliggerla dopo quelle fughe: lei non vi aveva mai rinunciato. Anche e soprattutto dopo la morte dei suoi genitori aveva continuato a ritagliarsi quei momenti di solitudine nel bosco e non aveva mai confessato a nessuno dove spariva quando pioveva. La forte siccità che ormai da mesi affliggeva la zona la metteva dunque di cattivo umore non solo per i problemi che creava ai suoi poveri concittadini. La sera precedente era rimasta a lungo a parlare con Lorenzo prima di addormentarsi fra le sue braccia e gli aveva confessato quel suo piccolo segreto. Inaspettatamente, aveva scoperto che anche lui aveva sempre amato fuggire nella natura nascosta. "Fra me e Cosimo sono sempre stato io quello più avventuriero, quello senza regole...quando avevo voglia di starmene da solo scappavo nel bosco, mi arrampicavo sugli alberi, scavavo nascondigli segreti. Non sono servite a niente le minacce di mio padre nè tantomeno le grida stridule di mia madre: non ho mai smesso di farlo." Le aveva infatti raccontato ridendo. La giovane aveva sorriso e si era stretta a lui: era stupefacente come quell'uomo si rivelasse ogni giorno di più l'altra metà della sua anima, l'altra faccia della sua stessa medaglia. Si era addormentata tranquillamente, consapevole che al suo risveglio lo avrebbe trovato per una volta accanto a sè: era infatti sabato e la domenica, per fortuna, raramente e solo in caso di emergenze i due fratelli Medici e gli altri signori di Firenze dovevano presentarsi in Repubblica. Come suo solito aprì gli occhi abbastanza presto e fu un sollievo per lei respirare la presenza rassicurante di Lorenzo ma il ricordo dei discorsi della sera prima, e dunque la consapevolezza dell’impossibilità di nascondersi nel suo piccolo universo selvaggio per un po’ le tornò subito alla mente e non potè fare niente per impedirsi di rattristarsi e soprattutto di innervosirsi, dimenticando tutti i pensieri felici. Nonostante fosse ormai entrata nel quinto mese di gravidanza gli sbalzi d'umore non accennavano a diminuire e lei non poteva farci nulla. Si alzò inquieta e gettò uno sguardo assente fuori dalla finestra. Poi si lavò in fretta, si vestì ed uscì dalla stanza. Al tavolo della colazione incontrò Cosimo il quale facendole notare quanto fossero simili Andrada e Lorenzo, Morfeo era molto indulgente con loro, riuscì a strapparle un sorriso. Il malumore tornò però prepotentemente nel suo animo poco dopo, quando suo fratello le disse che quella mattina Piccarda, come d'altronde faceva abbastanza spesso dal giorno del matrimonio, avrebbe intrattenuto Andrada per una colazione privata nella sua stanza. Selene era davvero stufa di essere trattata come un oggetto di poco conto da parte di sua suocera: non le era mai stata particolarmente simpatica ma le dava fastidio l'atteggiamento che quest'ultima assumeva puntualmente nei suoi confronti e soprattutto, era inutile continuare a negarlo, era invidiosa di tutte le attenzioni che riservava alla moglie di Cosimo. Sapeva che sua sorella non aveva dovuto compiere alcuno sforzo particolare per adattarsi alla vita di Palazzo de' Medici: tutti l'avevano amata fin dall'inizio per la sua innegabile classe e per la sua appartenenza a un mondo nobile e aristocratico mentre invece lei aveva dovuto mettere impegno e buona volontà nel tentativo di farsi apprezzare da quel mondo a cui ormai apparteneva e il risultato continuava a essere quello di una pura indifferenza in alcuni casi e di un malcelato disprezzo in altri da parte di sua suocera. Declinò con gentilezza l'invito di Cosimo a fare una passeggiata in giardino in attesa che Lorenzo si svegliasse e si chiuse nel suo laboratorio. Disegnare era una delle poche cose che riuscivano a calmarla quando era agitata ma quel giorno neanche il suo passatempo preferito sembrò avere l'effetto desiderato: mentre trascinava convulsamente il carboncino sulla tela senza riuscire a dare un senso compiuto e dei contorni precisi al suo disegno sentiva la rabbia montarle dentro e lacerarle l'animo e lacrime di nervosismo cominciarono a scenderle copiose e inesorabili lungo le guance. Non riusciva ad impedirsi di pensare a quanto fosse dannatamente perfetta sua sorella in confronto a lei, a quanto fosse più bella, più simpatica, più estroversa, più sicura di sè, più elegante. Il tempo le sembrò passare lentissimo e fu solo verso le undici che qualcuno bussò timidamente alla porta dello studio. Senza aspettare una risposta Andrada entrò. Sorrideva e aveva in mano un vassoio colmo di cibo. "Buongiorno! Cosimo mi ha detto che hai mangiato poco a colazione e ho pensato di portarti qualcosa che ho preso dalla "stanza reale" apposta per te...credo che Piccarda voglia farmi ingrassare più di quanto non stia già ingrassando in questi mesi e fa preparare per me ogni ben di Dio quando mi invita a colazione!" Le disse ridendo. Selene la guardò di sbieco e lanciò il carboncino che aveva in mano a terra, fracassandolo in mille pezzi. Andrada spostò preoccupata lo sguardo dalla sua migliore amica ai pezzi del carboncino e viceversa. "Qualcosa non va?" Le chiese poi, preoccupata, notando gli occhi arrossati. "Beh direi che come prima cosa avresti potuto aspettare una mia risposta dopo aver bussato. Poi lo sai che mangio poco la mattina e soprattutto non ho bisogno degli avanzi della tua fastosa colazione privata con la nostra amata suocera: lei vuole offrire il suo cibo solo a te, non dovresti tradire così platealmente le volontà della matrona!" Rispose Selene con tono aspro. Andrada si ricordò immediatamente della scenata che sua sorella aveva fatto poche settimane prima ai tre uomini di famiglia: era iniziata più o meno nello stesso modo. Si avvicinò al tavolino di legno che era a pochi passi da lei e vi posò il vassoio. "Te lo lascio qui se più tardi avrai fame, forse ora hai bisogno di restare un po' da sola." Le disse, poi si voltò e fece per andarsene ma Selene la bloccò. "Oh insomma..." gridò cercando di trattenere le lacrime e asciugandosi frettolosamente quelle che avevano già iniziato a scendere. "Te ne vai adesso? È così che fai? Ti piace stare con me solo quando sono felice e tranquilla? Beh allora sai che ti dico? Tu resterai qui ora perchè ho un po' di cose da dirti!" Continuò, esasperata. Poi si affrettò a chiudere la porta e a voltarsi verso l'altra che la guardava preoccupata. Andrada non era arrabbiata e promise a sè stessa che avrebbe mantenuto la calma: sapeva che Selene le voleva un bene dell'anima e che quell'atteggiamento era dovuto alla stanchezza mentale e alla confusione che la affliggevano in quei mesi ed era solo immensamente dispiaciuta per lei: da troppo tempo ormai la dolce e ingenua ragazza che aveva conosciuto mesi prima faticava a ritrovare un equilibrio e la giovane moglie di Cosimo non sapeva cosa fare per aiutarla e si sentiva completamente inutile e incapace. Se aveva tentato di andarsene infatti era solo perchè aveva capito che la sua presenza in quel momento non avrebbe fatto altro che turbare ulteriormente sua sorella. "Sono mesi che cerco di rendermi simpatica e gentile agli occhi di tutti in questo maledetto Palazzo, mesi che cerco senza il minimo successo di farmi piacere da Piccarda, ma non ci riesco! Continuo a essere la sudicia pezzente popolana che ha sedotto con chissà quali arti magiche il bel banchiere, un intralcio per tutti quanti, una stupida indegna del nome che porta!" Gridò Selene fuori di sè. Andrada cercò le parole giuste per calmarla e rassicurarla ma non riuscì a dire nulla di più convincente di "ma non è vero! Cosimo ed io ti vogliamo molto bene e Lorenzo stravede per te e sappiamo tutti benissimo che non è sotto l'effetto di nessun filtro d'amo..." venendo però interrotta nuovamente da sua sorella. "Andrada ti prego smettila! Guarda in faccia la realtà! Piccarda mi odia e adora te e non venire a dirmi che non deve importarmene nulla del suo parere perchè è pur sempre la madre di mio marito e con il suo atteggiamento rende la mia vita un inferno! E tu, tu sei dannatamente perfetta. Sei bellissima, non hai neanche un difetto, sei forte e non piangi per ogni stupidaggine, superi tutte le difficoltà con impegno e dedizione, non sei ingenua e ora, come se tutto questo non bastasse, sei incinta anche tu e la tua gravidanza non è neanche lontanamente comparabile alla mia! Sei perfetta anche con quei pochi chili in più che invece fanno sembrare me un mostro, non hai nausee, mal di testa lancinanti, non rischi di svenire ad ogni passo, non hai una voglia disperata di fare l'amore...non mi stupirei se tu avessi il bambino più sano che sia mai nato e invece il mio fosse terribilmente malato!" Gridò infatti Selene, ormai completamente fuori di sè. Andrada la guardò con un misto di tenerezza e affetto. Quando vide gli occhi di sua sorella riempirsi lentamente di lacrime allungò un braccio e le accarezzò una ciocca di capelli castani. “Tu non sei sbagliata, non sei una sudicia pezzente popolana né tantomeno una stupida, non pensare mai più questo di te stessa. Non sei fragile: abbiamo affrontato lo stesso dolore ma io avevo ogni tipo di agio e un Palazzo pieno di persone pronte a soddisfare ogni mio desiderio mentre tu vivevi in mezzo alla strada. Non è colpa tua se la gravidanza ti fa stare così, tanto quanto non è un mio merito invece il fatto che io stia bene. E non dire più sciocchezze come quella che avrai sicuramente un bambino malato: i nostri figli saranno sanissimi e vivranno una vita felice e serena e tu…ho la netta sensazione che sarai una madre molto più brava di me, dovrai darmi tanti consigli! E infine, quando ti dico di lasciar perdere Piccarda ci credo veramente. Lei è la persona più sudicia e sbagliata qui dentro, non tu! E’ lei che, come mi dicesti tu una volta, alla resa dei conti si accorgerà di aver vissuto una vita senza amore. Tu devi dare importanza a te stessa, tu sei prima di tutto Selene Salviati! E poi sei anche la moglie di Lorenzo, che ti ama follemente, e la sorella di Cosimo, Marco Bello e Andrada che, ti posso assicurare, non ti cambierebbero mai con nessuna sorella nobile e spocchiosa! E quei pochi chili in più non ti rendono un mostro ma, se possibile, ti fanno ancora più bella di quanto tu già non sia perché rivelano il dolce segreto del frutto meraviglioso che porti nel tuo grembo!” Le disse sorridendo. Selene sospirò e alzò il volto per incrociare i suoi occhi con quelli della sua migliore amica. Scosse leggermente la testa. Era stata ingiusta e sgarbata e Andrada si era dimostrata per l’ennesima volta per la persona meravigliosa che era reagendo con calma e tranquillizzandola. Aveva ragione, doveva smetterla di autocommiserarsi e farsi forza: doveva iniziare a vivere davvero, ne aveva tutte le capacità e le possibilità. Sollevò la sua mano per stringere quella dell’altra, poggiata sulla sua guancia. “Grazie” le sussurrò. La moglie di Cosimo non fece in tempo a tirare un sospiro di sollievo però che subito sua sorella cambiò di nuovo atteggiamento. Assunse un’espressione ardente e guardò alle sue spalle, verso la porta. “Dov’è Lorenzo?” Chiese. “Non…non ne ho idea, forse con Cosimo…” rispose Andrada, ancora stupita e confusa da quel repentino cambio d’umore. “Bene” fece Selene e, senza troppe cerimonie, la spostò, aprì la porta e si precipitò fuori. Dopo aver girovagato a lungo nel Palazzo trovò suo marito che discuteva di affari con il fratello maggiore nella camera da letto di quest’ultimo. La ragazza, mossa da una voglia irrefrenabile e improvvisa di averlo tutto per sé, entrò nella stanza, che aveva la porta aperta, senza farsi troppi problemi. “Lorenzo, perché diavolo non sei venuto a salutarmi quando ti sei alzato?” Sbottò non appena lo vide, ignorando completamente l’ingombrante presenza di Cosimo. Il piu’ giovane dei due Medici alzò gli occhi dalle carte che aveva in mano e la guardò in preda allo stupore. “A…amore! Buongiorno…scusami, stavo venendo da te ma Cosimo mi ha chiamato per una questione urgente e ho pensato che…” Cercò di dire. “Io vi lascio soli!” Esclamò l’altro, rendendosi immediatamente conto della situazione. Poi diede una pacca sulla spalla di suo fratello, salutò sua sorella con un cenno veloce e si affrettò a uscire. “Questione urgente eh? E cosa c’è di tanto urgente da non poter neanche cercare tua moglie per salutarla?” Sentenziò Selene con occhi di fuoco. Lorenzo appoggiò i fogli che aveva in mano sul comodino di Cosimo, cercando di prendere tempo per farsi venire in mente qualcosa da dire che non facesse saltare i nervi di sua moglie. “Ma…Selene, sei stata tu stessa a dire che dovevo preoccuparmi per la nostra città…” Disse, ma capì subito di aver fatto la scelta sbagliata. “E tu mi hai presa sul serio? Davvero? E’ ovvio che io devo essere sempre al centro dei tuoi pensieri!” Gridò la giovane, ormai furibonda. Se Lorenzo avesse potuto darsi da solo un abbraccio di comprensione avrebbe scelto esattamente quel momento per farlo. Amava immensamente quella piccola ragazza dolce e malinconica ma, se la gravidanza stava sfiancando lei, di certo i suoi cambi d’umore e le sue imprevedibili scenate stavano sfiancando lui. Ben presto però si rese conto che ogni cosa ha anche i suoi aspetti positivi. Infatti Selene non gli diede neanche il tempo di ribattere che, sospirando, lo guardò dritto negli occhi e sentenziò: “Comunque…spogliati.” Inizialmente il ragazzo, preso alla sprovvista, sbiancò. “Co…cosa? Qui…ora?” Esclamò guardandosi attorno e notando con una fitta allo stomaco le boccette di profumo e i gioielli di Andrada poggiati sul comodino. “No, domani e a Santa Maria del Fiore. Certo che qui e ora Lorenzo!” Sbuffò sua moglie. Poi, dato che lui non si decideva a fare ciò che lei gli aveva chiesto, gli si avvicinò e cominciò a slacciargli la camicia. Lui le prese le mani e la fermò. Non riusciva a capacitarsi di come lei volesse fare l’amore: non era arrabbiata solo due minuti prima? “Amore ma…siamo in camera di Cosimo e Andrada!” Le disse timoroso. Non sarebbe mai riuscito a farlo sul letto del suo fratello maggiore. Lei alzò gli occhi al cielo ma senza dire una parola lo prese per mano e lo trascinò, letteralmente, nella prima stanza abbastanza grande che trovò sul corridoio. “Qui ti va bene?” Gli chiese esasperata. “E’ la camera dove dormivano i miei prima che mio padre…” rispose lui indugiando, guardandosi attorno e grattandosi la testa. Doveva ammettere con se stesso però che quel comportamento di Selene era molto eccitante e in piu’ gli sembrava ancora piu’ bella e sinuosa del solito quella mattina. “Senti, sono completamente fuori di me per via di questa stupida gravidanza, ho appena fatto una scenata alla mia migliore amica e sono qui che ho una voglia matta di te e l’unica cosa che riesci a dirmi è che non vuoi farlo su un letto che non è il tuo? Maledizione, tuo padre è morto e tua madre non è esattamente l’emblema della simpatia! Vuoi continuare a riflettere su quanto sia immorale fare l’amore nella loro stanza o vuoi fare qualcosa di utile alla collettività e toglierti quei pantaloni?” Fu la goccia che fece traboccare il vaso. Lorenzo sorrise estasiato, chiuse la porta e la fece sua.
Angolo autrici:
Buongiorno ragazzi! Abbiamo tante cose da comunicarvi oggi. Prima di tutto la nostra decisione di sospendere per un po' il quiz per offrirvi più materiale su cui riflettere prima di continuare con le domande. Nell'attesa di riprenderlo ci è sembrata una bella idea rispondere noi stesse, nei prossimi angoli autrice, alle domande che vi abbiamo posto finora. Poi volevamo dirvi che questi capitoli un pochino statici sono solo la calma prima della tempesta e di non abbandonare il libro perché presto la tregua che abbiamo offerto alle nostre protagoniste finirà. 😈 Nei prossimi capitoli inoltre potrete finalmente conoscere quelle che sono le attrici che più somigliano all'aspetto di Andrada e Selene nella nostra fantasia. Infine volevamo farvi notare la nuova copertina e chiedervi se vi piace 😍😙
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I Medici
Fiksi PenggemarSelene Salviati e Andrada de' Albizzi non potrebbero essere più diverse: popolana l'una, nobile l'altra; fragile e ingenua l'una, forte e coraggiosa l'altra. Eppure le loro vite saranno destinate a incrociarsi quando entrambe entreranno in contatto...
