POV: SELENE
Lo stato d'animo di Selene ormai era sempre piuttosto cupo e malinconico. Ogni giorno trascorreva ore intere ad organizzare il matrimonio di Andrada e questo non faceva che contribuire ad aumentare la sua tristezza e inoltre si sentiva fortemente in colpa per quello che aveva detto qualche sera prima a suo fratello. La sua unica consolazione era incontrare ogni tanto Lorenzo in giardino e nel Palazzo e parlare con lui, perdersi dentro i suoi occhi e immaginare di restare insieme ogni secondo. Non poteva però condividere la gioia provata in quei momenti con nessuno, tantomeno con Marco Bello perchè temeva che lui non l'avrebbe presa molto bene e poi preferiva parlare d'altro quando riusciva a passare del tempo insieme a suo fratello, ormai sempre più raramente. Quella mattina però aveva un po' di tempo libero: le sarte sarebbero arrivate solo nel pomeriggio e quindi decise di andare alla ricerca di un nuovo soggetto da disegnare. Presi taccuino e carboncino si avviò per i portici del Palazzo ma venne quasi subito distratta da un rumore proveniente da un androne aperto. Avvicinandosi notò con intima gioia che si trattava proprio di Lorenzo: il giovane Medici si stava esercitando nel combattimento e, sfoderata la spada, la indirizzava contro un nemico inesistente. Pensò che le sarebbe piaciuto moltissimo rappresentarlo e si sedette, stando bene attenta a non farsi vedere, dietro una colonna. I movimenti sinuosi che Lorenzo compiva stringendo in mano la sua spada erano difficili da rappresentare ma Selene non si fece spaventare e lasciò libero arbitrio alla sua mano: disegnarlo era come disegnare il sole, la cupola, il cielo. Era una liberazione da ogni pensiero e anche solo stare nascosta lì dietro a bearsi della sua presenza era appagante. Quando finalmente Lorenzo si decise a rinfoderare la spada la ragazza venne fuori e gli rivolse un ampio sorriso. "Selene!" Esclamò lui avvicinandosi. "Ma cosa fai? Mi disegni?" Le chiese tentando di prendere in mano il taccuino ma lei con prontezza di riflessi e con un movimento veloce lo nascose dietro la schiena. "Eh no mio giovane Medici! L'hai già fatto una volta e non lo farai di nuovo, vedrai questi disegni solo quando saranno completi!" Gli disse ridendo. Lorenzo finse di essere deluso. "Va bene signorina ma concedetemi almeno come consolazione di essere il vostro accompagnatore per una passeggiata nel giardino di Palazzo de' Medici, ve ne prego!" Le disse scherzando. Selene rise di cuore come riusciva a fare ormai soltanto quando era con lui e accettò la proposta appoggiandosi al braccio che lui le stava porgendo. Poi cominciarono a camminare. "Allora, come va?" Le chiese il giovane osservandola, sempre più estasiato dalla bellezza e dalla raffinatezza del suo volto e dalla profondità dei suoi occhi verdi. Un velo di malinconia però attraversò quegli occhi e a Lorenzo non sfuggì. "Va...bene direi. Ormai manca davvero poco al matrimonio fra tuo fratello e Andrada de' Albizzi e i preparativi sono davvero molto impegnativi ma è...bello!" Gli rispose lei ma non era mai stata brava a mentire, soprattutto a lui. Lorenzo si fermò. "Selene, che sta succedendo? Lo vedo che c'è qualcosa che non va." La ragazza lo guardò. Si erano fermati sotto uno degli archi del portico ed erano completamente soli. L'intero Palazzo infatti ferveva per il matrimonio dell'erede di Giovanni de' Medici e nessuno si sarebbe mai interessato a lei. "No...no va tutto bene Lorenzo!" Rispose però, memore del disastro che aveva combinato l'ultima volta che si era sfogata con qualcuno. Lui però non l'avrebbe mai lasciata stare, sapendo che non andava affatto tutto bene. Sollevò una mano e le accarezzò una guancia. "Non devi aver paura di sfogarti con me Selene, tu puoi raccontarmi tutto e puoi fidarti di me. Qualsiasi cosa sia andrà tutto bene, io sono qui." La sensazione di calore e affetto che la ragazza provò si diffuse dalla sua guancia per tutto il corpo. Quella carezza l'aveva sbloccata. "In realtà credevo che sarebbe stato più facile abituarmi a vivere qui ma è tutto così diverso da quella che finora è stata la mia vita Lorenzo! Qui è pieno di persone e di idee e di potere e mi sembra così lontano da me, ho paura di non riuscire ad adattarmi! Tuo fratello è stato così gentile, mi ha trovato un lavoro ma io...io non piaccio ad Andrada e non so perchè, mi tratta male e sento di essere un peso per lei come per tante altre persone qui! Prima...prima vivevo in una stanzetta piccola, gelida d'inverno e bollente d'estate ma non dovevo confrontarmi con niente e con nessuno, avevo solo Marco e il nostro amico Donatello e ora loro sono così lontani da me e io...io sono così debole e ho paura di non riuscire a farcela da sola!" Quando smise per un istante di parlare si rese conto di ciò che aveva fatto: si era lamentata dei Medici con un Medici! Ma come poteva essere stata così stupida? Continuava a creare disastri ogni volta che apriva bocca. Aveva voglia di scappare via. "Ecco vedi...mi sto lamentando della tua famiglia, della tua casa, della tua futura cognata con te...io che sono una semplice serva! Scusa, scusami...devo andare adesso Lorenzo." Fece per voltarsi ma lui la trattenne. "Non te ne andare, aspetta. Ti ho detto che non devi credere neanche per un secondo che per me possa essere un problema ascoltarti e non mi rimangio le mie parole! Sei una ragazza dolcissima e io so bene come è fatto questo mondo di inganni e falsità e posso solo immaginare come sia difficile dovercisi abituare per forza...vorrei che tu non dovessi farlo Selene, non ti perderesti niente te lo assicuro! Vorrei che l'unico mondo che tu debba conoscere fosse un mondo fatto della purezza e della bontà che ti meriti...ma tutti prima o poi dovremo affrontare la nostra battaglia, combattere i nostri demoni e confrontarci con il mondo e comunque vadano le cose non è vero che sei sola: io sono qui e sarò sempre qui...con te...sempre..." Le parole della ragazza lo avevano coinvolto ancora di più in quello che stava nascendo fra di loro e mentre le rispondeva le sue mani scesero fino a quelle di lei senza che potesse fare niente per fermarle. Il contatto con la sua giovane pelle delicata, fragile e forte allo stesso tempo gli aprì il cuore e la mente librandoli nell'infinito, in una sensazione di pace che non aveva mai provato. Fu un impulso istintivo e incontrollabile quello che provò quando avvicinò le labbra alle sue. Lentamente ve le appoggiò sopra e la baciò con trasporto e passione. Selene era stata come colta da una scossa elettrica a quel contatto, rispose al bacio come se fosse il momento più naturale della sua vita, come se avesse vissuto fino ad allora solo in funzione di quell'istante. Non aveva mai baciato un ragazzo prima, non ci aveva mai neanche pensato ma con Lorenzo fu la realizzazione di un segreto già scritto, di un qualcosa di ineluttabile e imprescindibile. Il mondo si fermò e anche i loro pensieri, le mani si intrecciavano sui loro corpi e fra i loro capelli, il vento li accarezzava. Il giardino, rappresentazione in piccolo dell'universo intero, era uno spettatore dolente e silenzioso di quell'amore appena sbocciato.
ANGOLO AUTRICI
E in cima al capitolo abbiamo il nostro amato ragazzone: Lorenzo de' Medici! Immaginatevelo un po più giovane, per chi ha visto la serie dovrebbe essere facile.
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I Medici
Fiksi PenggemarSelene Salviati e Andrada de' Albizzi non potrebbero essere più diverse: popolana l'una, nobile l'altra; fragile e ingenua l'una, forte e coraggiosa l'altra. Eppure le loro vite saranno destinate a incrociarsi quando entrambe entreranno in contatto...
