POV: COSIMO
Cosimo stava aspettando nel suo studio e, per ingannare l'attesa, cercava di mettere un po' di ordine nel caos di documenti, lettere e sigilli che occupavano il grande tavolo di mogano a cui spesso sedeva. Era da poco sorta l'alba e, visto che sua moglie era tutto fuorché una persona mattiniera, aveva deciso di incontrare Filippo Brunelleschi molto presto così che lei non potesse notare nulla. Alcune settimane prima si era reso conto, con stupore, di non sapere il giorno del compleanno della persona più importante della sua vita e aveva scoperto che era stato il 15 maggio. Proprio il giorno in cui lui le aveva confessato il suo amore e chiesto di sposarlo davvero e non perché obbligata da un contratto tra le loro famiglie. Si era molto rammaricato di non averlo saputo prima per poterle organizzare una sorpresa e aveva deciso di recuperare. Con la morte di suo padre e i molti impegni e doveri che l'avevano seguita aveva, però, dovuto rimandare i suoi piani e solo il giorno prima aveva finalmente inviato una lettera a mastro Brunelleschi, che, oltre ad essere il genio che aveva progettato la cupola che stava finalmente prendendo forma sulla chiesa di Santa Maria del Fiore per sua committenza, era un amico di famiglia e aveva acconsentito prontamente alla richiesta di Cosimo. La campana della chiesa più vicina aveva appena finito di suonare le sette e i rumori della città che riprendeva la vita quotidiana fluivano attraverso le finestre aperte quando sua madre Piccarda entrò improvvisamente nello studio. Cosimo non si aspettava di vederla, non avevano mai avuto un rapporto particolarmente stretto e dopo il litigio per il matrimonio di Lorenzo e Selene e la morte di Giovanni sua madre si era chiusa in se stessa più di prima. -Devo urgentemente parlarti, Cosimo.- esordì senza nemmeno prendersi il disturbo di augurargli il buongiorno. -Buongiorno anche a voi, madre. Come state oggi?- rispose lui con cortesia, invitandola a sedere su una della sedie che si trovavano di fronte al grande tavolo. -Non ho tempo da perdere con queste fesserie. Devo parlarti subito, ora che finalmente sei lontano da Lorenzo.- quella risposta fece innervosire il giovane uomo e, suo malgrado, lo incuriosì anche, quindi le fece cenno di continuare. -Sono preoccupata per la nostra cara Andrada. Come sai le voglio bene come fosse davvero sangue del mio sangue.- "Come ami anche me e Lorenzo immagino. Che fortuna!" pensò sarcasticamente lui. Sua madre era tutto tranne una donna affettuosa. Non disse nulla, però, né fece trapelare in alcun modo i suoi sentimenti e lasciò che continuasse. -Avevo già avuto occasione di notare quanto sia amica della moglie di tuo fratello e questo mi ha preoccupata fin dal primo istante. E, sapendo quanto quella donna è pericolosa, le ho tenute d'occhio ogni volta che ho avuto la possibilità di farlo. La sta influenzando negativamente, figlio mio. Usa quelle stesse arti che ha sfruttato per imbrogliare il mio povero, ingenuo Lorenzo. Con questi miei occhi l'ho vista costringere la cara ragazza a svolgere i compiti di una serva per umiliarla e lei per amore ceco verso quella ingrata strega si abbassa a tutto. Ha un cuore d'oro, lo so, ma la vicinanza con la popolana finirà per distruggerla irreparabilmente se tu non interverrai.- concluse con enfasi e lo sguardo carico di angoscia. Cosimo era senza parole. Credeva di essere pronto a sentire ormai qualunque cosa da sua madre, ma lei continuava a stupirlo ogni volta. Ed era stato proprio questo: lo stupore e l'incredulità ad avergli impedito di interrompere il suo folle monologo prima. Avrebbe voluto gridarle che era completamente impazzita ma era pur sempre sua madre e gli ci volle tutta la sua educazione e il suo rispetto per la donna che l'aveva portato al mondo per fare un respiro profondo e calmarsi. Forse la perdita dell'amato marito l'aveva fatta completamente uscire di senno e il maggiore dei suoi figli dopo essersi lasciato alle spalle quel primo istante di furore non poté fare a meno di compatirla. -Non voglio più sentirvi dire queste cose, madre. Selene, sposando Lorenzo, è diventata mia sorella e non ammetterò che nessuno, nemmeno voi, ne parli male in mia presenza. Andrada mi ha più volte parlato di questi lavoretti in casa che fanno insieme e ti assicuro che non è stata costretta in alcun modo né si sente umiliata. Anzi mi ha detto che si diverte a imparare cose nuove ed è felice di poter fare qualcosa per alleggerire il lavoro a delle ragazze che ormai considera quasi come delle amiche e che non hanno avuto la fortuna di nascere nella famiglia giusta. La sua umiltà e bontà dovrebbe essere da esempio per tutti noi, specialmente per voi.- non ebbe il tempo di aggiungere altro perché in quel momento Marco Bello gli annunciò l'arrivo di mastro Brunelleschi. -Ora lasciatemi per favore e fate in modo che io non debba più sentirvi parlare male di Selene d'ora in poi.- la congedò senza guardarla nemmeno negli occhi. Pochi minuti dopo che Piccarda se ne fu andata sbattendo con rabbia la porta da quegli stessi battenti fece il suo ingresso un bell'uomo sui trentacinque anni con nella barba e nei capelli castani arruffati appena una spruzzata di grigio, unico segno in grado di rivelare la sua vera età. Per il resto sarebbe potuto benissimo passare per un suo coetaneo. -Filippo, grazie per aver trovato un po' di tempo per vedermi, so quanto sei impegnato con il cantiere.- esclamò il giovane Medici alzandosi e andando a stringergli con affetto una mano macchiata di intonaco secco. Brunelleschi si limitò a un sorriso e ad un cenno distratto. -Come stanno Elsa e i tuoi figli?- continuò Cosimo senza offendersi per la poca attenzione che il maestro gli riservava. La mente di un genio come lui era spesso lontana dalla realtà che lo circondava. -Oh, bene! Credo.- Vedendo che l'amico non era in vena di fare conversazione il giovane decise di passare direttamente al punto e fu gratificato nel notare che l'altro rispondeva con molto maggiore entusiasmo. Dopo aver discusso i particolari del contratto mostrò all'architetto i progetti realizzati da Andrada a Ravenna e notò una scintilla di curiosità nei suoi occhi. -Splendidi. Ha senza dubbio molto talento, ma quello che mi colpisce di più è l'ardimento di alcuni progetti. Spesso è questo che garantisce a un architetto di essere un passo avanti: essere disposti a rischiare. Quando ho creato il progetto della Cupola che ora sto realizzando temevo di star commettendo una follia ma ho puntato tutto sulla mia intuizione, vedo qualcosa di molto simile in lei. Sarà un piacere insegnarle.- le parole di Filippo Brunelleschi ronzarono a lungo nella testa di Cosimo anche dopo che il geniale architetto se ne fu andato. Anche lui venerava l'arte a aveva capito che c'era qualcosa di speciale in quei progetti ma sentirsi confermare le sue impressioni da un uomo di quel calibro lo riempì di orgoglio. Non aveva bisogno di conferme esterne per sapere che Andrada era speciale e, benché fosse geloso di mostrare al mondo il suo più grande tesoro, era anche certo che le sue opere sarebbero entrate nella Storia. Essere una donna non doveva impedirle di realizzare i suoi sogni. Lui non l'avrebbe mai permesso. Pensare a lei portava inevitabilmente un sorriso sulle sue labbra e si ritrovò presto davanti alla porta della loro stanza: amava guardarla dormire. Ma chi sperava di imbrogliare? L'amava, punto.
Angolo autrici:
Ciao a tutti! Nello scorso capitolo dovevamo iniziare il quiz, come del resto vi avevamo annunciato, ma la memoria spesso non ci assiste...😭😭 Niente di irreparabile per fortuna, si parte ora:
1) CHI È IL VOSTRO PERSONAGGIO PREFERITO e PERCHÈ?
Non siate timidi e non fatevi scrupoli mi raccomando! A presto!😘❤
STAI LEGGENDO
I Medici
FanfictionSelene Salviati e Andrada de' Albizzi non potrebbero essere più diverse: popolana l'una, nobile l'altra; fragile e ingenua l'una, forte e coraggiosa l'altra. Eppure le loro vite saranno destinate a incrociarsi quando entrambe entreranno in contatto...
