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Ultimo giorno..
Ultimo giorno e tornerò a casa.
Tornerò nei problemi.
Tornerò nei pensieri.
Tornerò a Londra.
Tornerò nei miei ricordi.
Tornerò non perché voglio ma perché devo, Dan mi ha sempre insegnato ad affrontarli i problemi e mai a scappare dai problemi.
Devo, non voglio.
Scapperei, lontano, se potessi.
Gli altri giorni sono stati stupendi, Justin è stato stupendo, non me lo sarei aspettata, mai.
Adesso sono l'una di mattina e mi trovo sul balcone dell'hotel seduta atterra, fra un paio d'ore sarà mattina e fra un paio d'ore passerò il mio ultimo giorno a Parigi, ultimo giorno di relax.
Il mio telefono squilla nel silenzioso fortunatamente perché Justin dorme.
È il dottor Addox.
Rispondo immediatamente.
"Dottore?" Domando senza fiato, come se fosse importante, come se si trattasse di qualcosa d'importante, infondo, lo spero.
"Ellen, come stai?" Domanda.
"Bene" dico lasciando la frase a mezz'aria come se non sia la verità.
"Ellen, davvero?" Domanda sbuffando come un vero padre saprebbe fare, ma io che ne so? Non ho mai avuto un padre..
"No, ho un vuoto, una paura incolmabile" inizio senza farlo parlare. "Incolmabile a tal punto da non riuscire a farmi dormire, a tal punto da farmi ritrovare solo e solo nei miei pensieri, a tal punto da....." Il mio respiro si blocca. "Da?" Domanda.
"Da non riuscire a respirare" dico senza fiato.
Mi fa male il petto, il cuore e non so se sia un problema mio, d'ansia o un problema di cuore.
Non lo so.
"Respira profondamente, devi fare qualche altra visita, non so in che condizioni ti trovi" dice severo.
"Adesso, va a dormire, goditi Parigi come se non ci dovresti tornare più.." Dice staccando il telefono.
Questo dottore mi fa paura.
Per l'ennesima volta mi arriva una chiamata da Damon
Non l'avrei mai pensato ma non so cosa dirgli.
Stacco per l'ennesima volta la chiamata e mi alzo affacciandomi al balcone e vedendo l'altezza.
Riporto il mio sguardo sul cielo, la luna piena, la preferita di Dan..
Due braccia calde e muscolose mi avvolgono da dietro appoggiando la sua testa sulla mia spalla, quasi vicino all'incavo del mio collo.
"Non riesci a dormire?" Domanda Justin al mio orecchio con una voce goffa piena di sonno.
"No" dico vaga.
"È per domani? Perché è l'ultimo giorno?" Domanda scaldandomi col suo abbraccio.
Come ci riesce?
Come fa a capirmi subito?
"Sì, resterei qui, per sempre" dico sbuffando e chiudendo gli occhi, godendomi del suo caldo abbraccio.
"Con te." Dice lasciando un bacio sul mio collo.
"Sai, la luna piena era sempre quella preferita di Dan" dico sorridendo. "Amavamo vederla tutte le sere sul tetto" dico immergendomi nei ricordi.

Flashback
"Ellen, allora? Ti muovi? Fa freddo" urla Dan mentre sale sul tetto.
Sono rimasta indietro, colpa delle mie gambe, tremano.
Salgo ma mi blocco immediatamente sentendo Dan parlare a telefono.
"Elvis non avrà mai ciò che vuole, non sa che ho tutto io, non sa nemmeno la mia esistenza e non la saprà finche Ellen non sarà al sicuro.... Devi assolutamente fare qualcosa.... Adesso non posso, ci incontriamo domani mattina.... Sì... Mi raccomando, stai attento... " cosa vorrà mai Elvis da Dan?
Chi deve incontrare domani mattina?
Salgo e faccio finta di nulla.
"Allora? Ci infiliamo sotto queste maledette coperte che fa freddo?" Domando ridendo mentre il viso di Dan era sbiancato ma subito ha ripreso colore dopo la mia battuta.
Ci infiliamo sotto le coperte e Dan mi tira a lui in un abbraccio.
"Ellen?" Mi richiama.
Cosa vuole?
Odia parlare di sera e soprattutto quando deve vedere la luna piena.
"Sì?" Domando.
" se tu, un giorno, dovresti venire a conoscenza qualcosa di me, non penserai subito a male ma cercherai di capirmi? Cercherai almeno di farlo?" Domanda avendo lo sguardo fisso.
"Ti perdonerei anche per mille motivi Dan, sei come un fratello e perderti sarebbe insopportabile" dico sospirando.
"Ma in tal caso, cercherò di capirti prima di partire e arrabbiarmi molto, anzi, moltissimo, cercherò di ricordare questi momenti e di quanto io ti voglia bene" dico mentre lui mi stringe a lui in un abbraccio più stretto.
"Ti voglio bene.." Dice lasciando un bacio sulla mia fronte.

Fine flashback


"Lo so" dice Justin sospirando.
"Come fai a saperlo?" Domando mentre sento i muscoli di Justin contrarsi.
"Me lo hai detto tu.." Dice vago, molto.
"Non ricordo.." Dico mentre Justin sbuffa.
"Adesso" dice prendendomi in braccio a mo di sposa e facendomi emettere un gridolino.
"Andiamo a dormire e guarderemo la luna piena" dice ridendo e riportandomi nel letto appoggiandomi delicatamente.
"Jus" lo richiamo mentre si mette sotto le coperte.
"Mh?" Domanda mentre si avvicina a me e mi abbraccia dal bacino appoggiando la testa sulla mia spalla, quasi all'incavo del mio collo.
"Grazie.." Dico mentre lui lascia un bacio sul mio collo.
"Non faccio nulla per ricevere un ringraziamento, non voglio i tuoi ringraziamenti, Ellen poco m'importano" dice serio.
"E allora cosa vuoi?" Domando non capendo.
"Te lo dirò un giorno, non molto lontano" dice sorridendo, il suo sorriso è stupendo, fantastico.
"Sei ingiusto" dico sbuffando e mettendo il finto broncio.
"Lo sono per il tuo bene" dice ridendo.
"E adesso, dormi" dice lasciando un altro bacio ma stavolta sulla mia mascella.
Sorrido accoccolandomi a lui e fortunatamente riesco a dormire.






"Ellen, Ellen?" Qualcuno mi sta chiamando ma ho sonno, i miei occhi non vogliono aprirsi, non vogliono e io voglio dormire, continuare a dormire.
Mi sento sollevare in aria ma non ci faccio caso, come ho già detto ho sonno e quindi dormo.
Mi sento mettere atterra e spingere contro ad un muro, ciò che mi fa aprire gli occhi definitivamente è dell'acqua, fredda.
"Justin!" Urlo mentre apro gli occhi e focalizzo.
Ho Justin a pochi centimetri dalle mie labbra, la doccia aperta e fortunatamente siamo entrambi vestiti.
"Sì?" Domanda ridendo mentre L'acqua bagna anche lui facendo abbassare il suo ciuffo, il suo amato ciuffo, quello che io amo tanto.
"Sei matto?" Domando shoccata e ridendo mentre l'acqua bagna anche me.
"Ti svelo un segreto" dice ridendo.
"Lo ero già" dice continuando a ridere.
"E io ne ero consapevole" dico avvolgendo le mani attorno al suo collo.
"E lo sono ancora ora" dico sorridendogli per poi mordermi il labbro inferiore.
"Non morderti il labbro" dice appoggiando la sua fronte alla mia.
"Perché?" Domando mentre i nostri nasi si sfiorano.
"Perché vorrei farlo io" dice avvicinandosi di più.
Fallo, fallo Jus.
Finalmente sembra che dopo un eternità di sguardi lo fa, mi bacia dolcemente mentre le nostre lingue danzano insieme, poi inizia a mordermi il labbro, i nostri baci, vengono interrotti solo ed esclusivamente dalle nostre risate ed è questo ciò che voglio.
Justin ancora e ancora.

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