Se anche voi siete dei leoni da tastiera e il vostro esaltante sabato sera prevede pigiama e tisana beccatevi 'sto capitolo!
Quando Jacopo prese tra le mani la tazza bollente che Simone gli aveva appena porto, sospirò sollevato. Bevve un sorso dell'infuso, rigorosamente dolcificato da Simone col miele, perché, come aveva tenuto a sottolineare, il miele è un potente antibatterico naturale, e subito sentì come se qualcosa gli si stesse sciogliendo dentro. La sensazione era talmente piacevole che un sospiro gli sfuggì dalle labbra che schiuse immediatamente per ringraziare l'altro.
«Grazie, ci voleva proprio. Oggi fa freddissimo»
«Non più di ieri» rifletté Simone.
Jacopo lo guardò bieco da sopra la tazza che non osava allontanare dalle labbra.
«Che c'è?» chiese Simone.
«Vorrei vedere te a camminare in mezzo ai cumuli di neve»
Simone storse il naso «in che senso?»
«Nel senso che mi sono congelato nel tragitto da casa a qui»
«Ma» sembrò riflettere Simone «sei venuto a piedi?»
«Be' si!»
«Con questo freddo?»
Jacopo alzò gli occhi al cielo «e io cos'ho detto finora?»
Simone ridacchiò «sei parecchio irritabile quando hai il raffreddore»
«Non è vero»
«Si, lo è. Ma non importa, mi piace anche questo tuo lato da gattino arruffato»
«Potresti non associarmi ogni volta a qualcosa di piccolo e ridicolo?»
Simone finse di pensarci un attimo per poi «no» rispondere in tono ovvio.
Jacopo sbuffò ma non era infastidito, né arrabbiato, né offeso. Era solamente divertito.
Simone lo faceva stare bene nonostante tutto. Nonostante quegli stupidi nomignoli che gli affibbiava ogni volta se ne presentasse l'occasione.
«Comunque» riprese Jacopo «per me non è una novità venire a piedi. Sono abituato a camminare e casa mia dista solo una quindicina di minuti»
«Ma oggi non avresti dovuto, soprattutto non dopo tutta l'acqua che hai preso ieri»
Jacopo sollevò le spalle e, siccome non lo faceva da un bel po', starnutì sonoramente.
«Ecco, appunto» sentenziò Simone.
«Non infierire» gli intimò Jacopo puntandogli contro il cucchiaino col quale aveva girato l'infuso.
«Oh, certo che sei veramente minaccioso»
«Posso diventare pericoloso»
«Certo, certo. Sto già tremando»
«Ehi!» si lamentò Jacopo.
«Non è colpa mia se tu impugni un cucchiaino come se fosse una spada lucente»
«E poteva andarmi peggio, avrei potuto avere a disposizione che so', una carota»
«Una carota» ripeté Simone «cosa c'entra adesso una carota?»
«È la prima cosa che mi è venuta in mente» si giustificò Jacopo non trattenendo una risata.
Anche Simone scoppiò a ridere, irrefrenabilmente, senza controllo.
L'immagine di Jacopo in armatura scintillante pronto a combattere impugnando una carota come un novello Don Chisciotte era irresistibile.
E ben presto quell'immagine si arricchì di particolari, di dettagli. Sull'elmo di Jacopo comparve un cespo di lattuga, ai suoi piedi delle banane sgargianti e al suo fianco si materializzò un Simone con in pugno un carciofo rotante.
Ormai la loro fantasia delirante aveva preso il sopravvento. Gli infusi erano stati dimenticati mentre le mani erano impegnate a reggersi le pance scosse dalle risate.
«Ma come siamo arrivati a tutto questo?» chiese Simone d'un tratto.
«Non lo so» sospirò Jacopo «ma dovremmo farlo più spesso»
«Concordo» sorrise Simone muovendo una mano in direzione di quella dell'altro che se ne stava abbandonata sul bancone.
Sarebbe bastato un attimo.
Un solo piccolissimo attimo.
Ma il destino volle che proprio in quell'attimo Jacopo sollevasse la mano per coprire uno starnuto e la mano di Simone finì abbandonata sul nulla.
E forse, si disse, fu meglio così.
Stellina, spero di averti fatta sorridere almeno un po'...
Il tuo cavaliere con un cocomero al posto dello scudo!
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Cambio Turno
RomanceIn un'anonima cittadina di provincia c'è una Sala da Tè. Qui, tra infusi profumati e deliziosi dolcetti, occhi si incontrano e mani si sfiorano, tutto nell'infinitesimale spazio di un cambio turno. Piccola Storia d'Amore e di Tè; di dolcezza e di n...
