«Una volta» disse.
La sua voce risultò ferma, sicura, in totale contrasto con il suo atteggiamento.
«Ad oggi in realtà non saprei nemmeno dire se fosse veramente amore ma al momento avevo davvero perso la testa» sorrise con lo sguardo perso nei suoi ricordi.
«Un ricordo piacevole» osservò Simone ritrovando con difficoltà una certa facoltà di parola.
«No, per niente» ridacchiò Jacopo ritrovando il contatto visivo col suo compagno «però è piacevole la sensazione di sentirsi innamorati»
Simone sorrise di rimando, era così bello vedere la serenità dipinta sul volto dell'altro.
«Tu invece?»
Un brivido percorse la schiena di Simone.
«Io non mi sono mai innamorato»
«Davvero?» chiese Jacopo stupito «Mai mai?»
«Mai»
«Nemmeno una cottarella?»
«No» rispose Simone in un misto di imbarazzo e inquietudine.
«Non ci credo, cioè, non è possibile, a tutti è capitato di perdere la testa almeno una volta»
«Non a tutti, non a me»
Lo sguardo di Jacopo sembrò intristirsi.
«Non hai mai amato nessuno» disse quasi in un sussurro.
«Mia mamma, papà, Marco, loro non contano?»
Jacopo scosse il capo contrariato.
«Quello è un amore diverso, lo senti radicato dentro, fa parte di te che tu lo voglia o no. L'innamoramento invece è diverso, nasce all'improvviso e sconvolge tutti quelli che erano, fino a quel momento, i tuoi punti fermi. È potente, è disarmante e ti cambia irrimediabilmente»
«Sembri un esperto»
«No» ridacchiò scuotendo il capo «però penso sia una cosa che tutti debbano provare prima o poi»
«Perché?»
«Perché è bellissimo»
«Parlamene»
«Come?» chiese perplesso non comprendendo il senso di quella richiesta.
«Parlami dell'amore, dell'innamoramento, di cosa c'è di bello in tutto questo. Io non ne so niente ma mi piacerebbe capirne qualcosina in più»
«Non credo di essere la persona più adatta a parlare di queste cose»
«Ma se fino a pochi istanti fa ne parlavi quasi fosse il tuo pane quotidiano?!»
«Si ma... Ora mi sento un po' sotto esame» arrossì distogliendo lo sguardo.
«Con me? Lo sai che mi piace metterti in difficoltà ma non è questo il caso, adesso vorrei davvero solo capire»
Jacopo si massaggiò la nuca imbarazzato ma dentro aveva già deciso che avrebbe esaudito le richieste di Simone.
Gli era parso così sincero che non poteva fingere di ignorare quegli occhi. Sapeva che non lo stava prendendo in giro e che non lo avrebbe fatto in seguito, sapeva di potersi fidare della promessa non esplicitata di Simone.
Aveva solo un dubbio. Com'era possibile che Simone non si fosse mai innamorato?
Solo allora gli tornarono in mente le "confessioni" dell'altro, quelle frasi dette e non dette sul suo passato. Si chiese se tutta quella chiusura avesse influito in qualche modo sullo sviluppo emotivo e sociale del suo amico, se davvero non lo avessero mutilato in qualcosa e si sentì ancora più responsabile, ancora più volenteroso di raccontare e condividere quel poco che conosceva sull'amore.
«Cosa vuoi sapere?» domandò riuscendo a mantenere il contatto visivo con lui.
«Non lo so, comincia dalle cose semplici»
«Ok» borbottò Jacopo rimuginando per qualche istante in silenzio.
«Ok» ripeté stavolta più convinto «premetto che io non so cosa si prova ad essere in una relazione vera però so per certo che l'amore ti fa stare bene. Quando sei innamorato sei felice, euforico, tendi a prenderti più cura di te. Se poi c'è chi questo amore lo ricambia... Nemmeno te lo dico»
«E come lo capisci di esserti innamorato?»
«Te ne accorgi, te l'ho detto. Quando vedi la persona che ti piace ti viene da sorridere, anche se stai passando il momento più brutto della vita, ti basta un suo sorriso per dimenticare tutto. Assieme poi state bene, ridi, ti dimentichi i problemi, ti apri, ti senti a tuo agio e ti fidi perché senti che lui non ti ferirà mai»
Jacopo si bloccò all'istante accorgendosi con terrore di aver usato, preso dalla magia del racconto, un pronome maschile fin troppo evidente, sentì per un momento mancargli il respiro ma si riprese subito quando si accorse che Simone non aveva notato nulla, perso com'era nei suoi pensieri evidentemente scaturiti dalle sue parole.
«Anche tra amici ci si fida, ci si trova bene, si scherza, si ride, non è così?» chiese Simone distaccato, incatenando lo sguardo a quello di Jacopo dandogli appena il tempo di riprendersi e nascondere il suo turbamento dietro un sorriso dolce e comprensivo.
«L'amicizia è una forma d'amore ma» si fermò un attimo soppesando la portata delle sue parole «la completezza che ti dà l'amore non te lo dà nient'altro. Per quanto tu voglia bene a qualcuno se ami il cuore ti dirà dell'altro, lo sentirai battere forte, a volte sembrerà volersi fermare, altre sembrerà leggerissimo e poi, credimi» aggiunse con un tocco di leggerezza «un amico non ti verrà mai voglia di baciarlo»
Simone, a quel punto, si era completamente perso, lo sguardo fisso sulle labbra di Jacopo, lo avrebbe baciato? Si, lo avrebbe baciato. Ancora una volta la risposta era si. Si era innamorato di lui? Si.
A quel punto i segnali c'erano tutti. Era felice con lui, si fidava, si dimenticava di tutto il resto, il suo cuore batteva impazzito, aveva una voglia matta di baciarlo soprattutto in quel momento, quando Jacopo strinse inconsapevole, il labbro inferiore tra i denti.
I suoi occhi erano ardenti, il respiro era ormai diventato corto. Se ne sarebbe accorto certamente Jacopo se anche lui non avesse avuto occhi e cuore impegnati e fissi su un paio di labbra schiuse, tutte da baciare.
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Cambio Turno
RomanceIn un'anonima cittadina di provincia c'è una Sala da Tè. Qui, tra infusi profumati e deliziosi dolcetti, occhi si incontrano e mani si sfiorano, tutto nell'infinitesimale spazio di un cambio turno. Piccola Storia d'Amore e di Tè; di dolcezza e di n...
