Capitolo 15: Ci conosciamo?

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La mia prima volta con il mio professore. Era questo l'unico pensiero che avevo per la testa.
Sapevo che per lui non avrebbe significato niente. Chissà quante alunne si sarà fatto.
Scacciai i miei pensieri e scesi a fare colazione con i miei «buongiorno» dissi entrando in cucina, diedi un bacetto a entrambi
«ora ci spieghi che è successo ieri» disse mio padre
«cosa è successo?» dissi subito dopo essermi messa seduta
«perché è stata Irene ad avvertirci che avresti dormito da lei? Eri troppo ubriaca per farlo?»
"Cazzo, e adesso cosa mi invento" pensai «ma secondo te se mi ubriaco mi faccio scoprire così? Avrei potuto mandarti un messaggio ma pensavo saresti stato più tranquillo se ti avesse avvertito lei» mi versai il succo «tanto se ti avessi chiamata io mi avresti chiesto di parlare con lei lo stesso»
«questa è l'ultima volta che fai una cosa del genere, lo sai che ci preoccupiamo» disse mia mamma.
Tra i due lei era quella più tranquilla, si fidava di me. Anche mio padre si fidava di me ma non si fidava degli altri.
«stasera andiamo a cena da un collega di tuo padre» disse mamma
«va bene» risposi «ora vado in camera mia che devo studiare».

Avevo iniziato a leggere un capitolo di filosofia quando sentì il mio cellulare squillare, era Irene.
«pronto?» risposi
«ora mi spieghi tutto, mi hai fatto incazzare tantissimo! Lo sai che puoi fare quello che cazzo ti pare ma devi dirmelo! Non voglio preoccuparmi mai più per te»
«hai finito?» chiesi «ti racconto tutto quando ci vediamo. Scusami se non ti ho fatto sapere che stavo per uscire ma.. non ti trovavo» dissi per sapere dove era andata con Giacomo
«ehm.. potevi chiamarmi»
«va bene scusami tanto.. ma tu dov'eri?»
«ero andata a farmi un giro con Giacomo, abbiamo parlato tantissimo»
«ti piace?» chiesi senza nemmeno pensarci
«ma che dici!» scoppiò a ridere «non ci vedevamo da tantissimo tempo e abbiamo parlato molto»
«va bene dai, devo studiare, quando ci vediamo ti spiego tutto» dissi,ci salutammo e io ripresi a studiare.
Chissà se lei sapeva di quella cosa con Giacomo. Io non gliene ho mai parlato ma chissà, magari lo ha fatto lui.

Mi stavo preparando per la cena con il collega di mio padre. Non sapevo cosa mettermi così optai per i pantaloni neri e una camicia. Feci la piastra e mi truccai in modo naturale.
Scendendo di sotto controllai le notifiche "che fai stasera?" mi scrisse Giacomo "sto a cena fuori" risposi prima di rimettere il telefono in tasca.
«sono pronta» mi avvicinai ai miei
«sei bellissima» mi disse mio padre dopo di che andammo a casa del suo collega.
In macchina Giacomo mi scrisse che aveva bisogno di vedermi, gli dissi che sono a cena fuori ma era disposto a venire lì.
Guardai i miei «è un problema se vado via un po' prima?» chiesi «Laura ha bisogno di me» dissi sapendo che se avessi nominato Laura mi avrebbero detto di sì
«non troppo prima» disse mio padre «e non tornare tardi».
Mandai l'indirizzo a Giacomo e gli dissi che gli avrei fatto sapere quando poteva partire.

Appena arrivati ci aprì una donna alta e molto bella, aveva al massimo 30 anni «entrate» disse sorridendo. Appena entrati salutò mio padre
«lei è mia moglie Maria» disse presentandogliela «e lei è mia figlia Alice» aggiunse poco dopo
«sono contenta di conoscervi».
Vidi avvicinarsi un uomo, anche lui era giovane «ciao Pietro» salutò mio padre e poi ci guardò «piacere, sono Dario» disse prima a mamma e poi a me. Ci guardammo in modo strano. Io l'avevo già visto da qualche parte e credo che anche lui avesse la stessa sensazione.

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