Capitolo 66: Federica

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Eravamo pronte. Irene aveva messo un vestito corto, grigio, con la schiena scoperta e dei tacchi neri. Si era truccata pochissimo, l'eyeliner, il mascara e un rossetto rosso scuro. Per quanto riguarda i capelli si era fatta la piastra e a me aveva fatto le onde. Io misi un tubino nero e i tacchi neri, mi truccai un po' più del solito: l'ombretto argentato, una riga sottile di eyeliner, il mascara e un rossetto "corallo rosato".
Mio zio ci portò in centro dove dovevamo incontrarci con gli altri. Andammo in un locale in cui non eravamo mai state. Ordinammo da bere e ci mettemmo sedute. Dopo non molto arrivarono i nostri drink così iniziammo a bere.
«balliamo?» mi chiese Daniele e io annuì.
Era un locale piccolo, c'era spazio per ballare ma non per troppe persone.
Iniziammo a ballare quando vidi entrare Laura e Lorenzo.
«guarda chi c'è» li indicai sorridendo dopo di che andammo a salutarli.
«come stai?» mi chiese Lorenzo, da quando mi sono lasciata con Giacomo mi è stato vicino, soprattutto perché si sentiva in colpa per non avermelo detto
«sto bene, puoi stare tranquillo» risi
«per qualsiasi cosa io ci sono, lo sai».

La serata proseguì tranquillamente. Non ci era piaciuto quel locale così andammo in un altro e poi in un altro ancora. Alla fine eravamo sfinite così Irene decise di chiamare Marcello.
«arriva tra mezz'ora, sta scopando ora» rise
«è una cosa seria?»
«non lo so Ali» mi guardò «in realtà è grazie a me se stanno insieme ma non so se sia una cosa seria, non lo sa nemmeno lui»
«grazie a te?» chiesi non capendo
«una sera siamo usciti, io, lui e due amici suoi, Dario mi sembra che lo conosci» disse e io annuì «l'altro è Tommaso, ad un certo punto ha detto di aver incontrato Federica e io non capendo guardai Marcello, e dalla faccia che aveva ho capito che non dovevo chiedere nulla, poi quando li riaccompagnò a casa mi raccontò di questa tipa, è la sua ex, lei lo aveva cercato e lui non sapeva cosa fare»
«e quindi gli hai detto di riprovarci»
«no, in realtà gli ho detto di lasciar perdere perché la minestra riscaldata non è mai buona, e gli ho detto che lo avrei aiutato a trovare una ragazza perfetta» rise «poi siamo usciti una sera e ho visto una ragazza carina così gli ho detto che sarebbe stata la ragazza giusta per lui, solo che lei dopo si avvicinò per salutarlo ed era proprio Federica»
«bene» risposi non sapendo cosa dire
«però dovresti sapere che...» mi guardò e poi guardò dietro di me «eccolo» disse non finendo la frase. Lui scese dalla macchina. Era bello come sempre. Aveva dei jeans neri e una camicia dello stesso colore. Ci venne incontro sorridendo.
«togliti quel sorriso che fai schifo» rise Irene
«scema» disse avvicinandosi prima a lei e dandole un bacio sulla guancia «bentornata» disse facendo lo stesso con me
«scusa se ho interrotto la vostra scopata ma ho sonno e sono ubriaca» rise Irene
«per te questo ed altro» le fece l'occhiolino.
Avevano un bel rapporto. Anche con me prima era così. Ora era strano. Dopo avermi salutata non mi rivolse più parola. Ci accompagnò a casa. Irene stava davanti con lui e continuava a farlo arrabbiare cambiando ogni canzone dopo i primi 10 secondi.
«eccoci» disse parcheggiando
«grazie, e scusami ancora» rispose Irene scendendo dalla macchina
«Alice» disse girandosi verso di me prima che scendessi dalla macchina «Irene mi ha detto di Giacomo, mi dispiace»
«succede» sorrisi leggermente e scesi dalla macchina.

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