Capitolo 70: Collana

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«che ci fai qui?» chiesi mettendomi seduta
«sono qui per te, mi hanno dato il permesso per uscire solo oggi»
«a che ora devi tornare?»
«dopo pranzo» mi guardò «ma non pensiamoci ora» sorrise leggermente e insieme a mia madre iniziarono a cantare tanti auguri.
Sorrisi, mi sembrava di essere tornata ai vecchi tempi.
«volevamo portarti la torta in camera ma con Stella tra i piedi era abbastanza complicato perciò devi scendere» rise mia madre
«andiamo» mi alzai e insieme scendemmo di sotto, sul tavolo in cucina c'era la mia torta preferita, i palloncini e un regalo
«vi amo» li abbracciai
«aprilo» mi dissero riferendosi al regalo dopo che ebbi spendo le candeline, io li aprì e trovai una collana con la "A" e un cuore
«grazie» sorrisi «non dovevate»
«smettila» disse mio padre «cosa vuoi fare ora?»
«parlare» li guardai e loro non capirono «ora voglio che mi dite come stanno le cose veramente, perché?» guardai papà
«sul serio vuoi parlarne proprio ora?» chiese mettendosi seduto
«si» risposi
«ho avuto dei problemi al lavoro, per un attimo io e tua madre pensavamo anche di doverci trasferire a Milano» mi guardò «poi al lavoro ho risolto ma non definitivamente, ci è stato un problema con una consegna, i clienti hanno iniziato a lamentarsi e così ho perso un po' di clienti, ho iniziato a lavorare anche di notte è l'unica cosa che mi aiutava era l'alcol» sospirò
«e ora?»
«e ora Dario si sta occupando di tutto, da quello che so è riuscito a sistemare le cose»
«non è questo che voglio sapere, per quanto tempo devi rimanere lì?»
«non lo so» guardò mia madre «c'è un altro problema»
«non ora» disse mia madre
«deve saperlo» tornó a guardarmi
«tua madre mi ha costretto ad andarci, aveva i documenti per il divorzio già pronti»
«volete divorziare?»
«se tuo padre non si riprende si, io non posso..» iniziò a dire ma la fermai
«lo so» li guardai «ora mangiamo la torta che ho fame» dissi per cambiare il discorso.
Dopo aver pranzato mamma riaccompagnò mio padre al centro. Inizialmente volevo andare con loro ma decisi che anche loro avrebbero dovuto passare del tempo da soli.
Ero in giardino con Stella e decisi di chiamare Marcello
«ma buongiorno» rispose
«ciao» sorrisi
«tantissimi auguri»
«grazie»
«come stai?»
«bene»
«senti sto andando in centro che devo vedermi con Federica, tu stai a casa oggi?»
«si, perché?»
«ho una cosa per te, se vuoi passo vicino al parco e te la lascio, se sei in centro oggi possiamo vederci un attimo»
«Federica lo sa?»
«no, infatti sarebbe meglio se ci vedessimo prima che lei arrivi, se no ripeto, vengo al parco»
«allora vediamoci al parco»
«tra 15 minuti sono lì» disse prima di riattaccare.

Andai in camera mia, misi i pantaloncini corti, un top bianco e le vans, presi il guinzaglio e andai al parco con Stella. Arrivata mi misi seduta sulla panchina e lo aspettai.
«eccomi» disse venendo verso di me «auguri signorina» sorrise e mi diede due bacetti sulla guancia
«grazie» sorrisi
«tutto bene?» chiese sedendosi vicino a me
«benissimo, tu?»
«anche»
«lo vedo»
«cosa?»
«che stai bene»
«gelosa?».

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