Capitolo 89: Daniele

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«cosa?»
«di solito possiamo non sentirci per giorni interi, sapevi che dovevo vedermi con Laura e ti stavi preoccupando perché sai che inevitabilmente avrei visto anche Giacomo»
«non è così, volevo chiederti se sei sicura di voler partire con me, se sì abbiamo un problema, se no non abbiamo nessun problema, ma se tu preferisci pensare che ti sto controllando perché ho paura che tu faccia qualche cazzata fai come vuoi, divertiti»
«che problema?»
«sono 5 giorni, il 6 giorno arrivano tutti i miei amici, mia sorella voleva lasciarmi Luca per due giorni e poi mi avrebbe raggiunto insieme a tutti gli altri»
«e qual è il problema?»
«devo dirle che alla fine parto e non posso stare con Luca»
«fallo venire con noi»
«sta con il padre, poi dovrebbe stare con mia sorella ma lei ha un impegno di lavoro importante e mi ha chiesto questo favore»
«non può farlo venire da noi gli ultimi due giorni?»
«in teoria sì, volevo sapere se per te fosse un problema»
«smettila, lo sai che lo adoro» risposi «se non possono portarlo da noi restiamo qui con lui»
«non ti preoccupare, a questo ci penso io, grazie»
«di niente»
«divertiti e non bere troppo signorina»
«ciao» risi.
Rientrai dai miei amici. Ordinammo altri drink e ad un certo punto non capì più nulla.

Mi svegliai con un forte mal di testa. Mi guardai intorno e scoprì che non ero in camera mia. Addosso avevo una maglietta maschile, vicino a me c'era Daniele che stava dormendo.
Mi alzai dal letto lentamente per non svegliarlo ma dopo poco lui mi guardò
«buongiorno» sorrise
«che è successo ieri?» chiesi
«ti sei ubriacata, hai iniziato a ballare con uno che voleva portarti a letto ma non gliel'ho permesso»
«perché mi hai portata qui?»
«non ti reggevi in piedi, riportarti a casa senza svegliare tua madre sarebbe stato impossibile, Laura le ha mandato un messaggio dal tuo telefono» mi indicò il telefono «e per quanto riguarda la mia maglietta, hai vomitato sulle tue cose»
«scusami» dissi avvicinandomi a lui
«vieni qui» disse aprendo le braccia e io mi avvicinai ancora di più, lui mi abbracciò «che hai?»
«non lo so»
«sta succedendo qualcosa? Mi devo preoccupare?»
«no, puoi stare tranquillo»
«sono stato un po' assente ultimamente ma d'ora in poi ti controllerò» sorrise
«non devi controllarmi»
«perché ti ubriachi sempre?»
«perché è estate, tra poco inizia la scuola e non potrò più bere»
«sicura sia solo questo?»
«certo» sorrisi.

Mi feci riportare a casa, raccontai a mia madre che Laura aveva litigato con Lorenzo e che aveva bisogno di me. Non potevo dirle di essermi ubriacata talmente tanto da non ricordare nulla.
Andai in camera mia, mi feci la doccia e mi misi a letto.
"Ti fa di vederci al centro commerciale? Devo comprare delle cose per il viaggio" scrissi a Irene
"Certo! A che ora ci vediamo? Come stai?"
"Mi sta scoppiando la testa ma sto bene, ti scrivo quando mi sveglio".

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