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Capitolo 63: Paura o fiducia?

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«è diverso»
«no, non lo è» lo guardai «io ti ho mentito ma poi ci siamo promessi di dirci la verità e tu cosa hai fatto? Ti sei scopato Chiara e non mi hai detto nulla»
«perché per me non ha significato nulla»
«e per lei?»
«nemmeno»
«come fai ad esserne sicuro?»
«ne abbiamo parlato, anche se fosse non capisco dov'è il problema»
«mi stai prendendo per il culo vero?» gridai
«Alice io e Chiara siamo andati a letto, non stavamo insieme, mi dispiace per non avertelo detto ma ormai è successo e io non posso cambiare le cose» disse avvicinandosi «ti amo, ed è solo questo che dovrebbe interessarti»
«Giacomo» dissi «sei un coglione»
«lo sono»
«devo fumare» presi le sigarette e andai sul balcone, mi accesi una sigaretta e fissai il vuoto.
Perché? Perché non riuscivamo ad essere sinceri l'un con l'altro? Ci amavamo talmente tanto che avevamo paura di perderci o non ci fidavamo abbastanza? O forse credevamo di amarci ma non era così.
«amore» disse Giacomo aprendo la porta del balcone
«lasciami sola» mi girai verso di lui
«scusami, sono stato un coglione, lo so ma ormai è successo» si avvicinò «me ne pento ma so che non posso tornare indietro, l'unica cosa che conta è il fatto che ti amo, ti amo da morire»
«perché non me l'hai detto?»
«volevo farlo ma poi ho ripensato a come stavo io quando ho scoperto di quello»
«Marcello» dissi interrompendolo
«e non volevo farti passare la stessa cosa»
«è una cosa ridicola» risi nervosamente
«ora me ne rendo conto»
«Giacomo io ti amo, sto bene con te, mi fai sentire bene ma non voglio continuare così, non possiamo stare insieme se non riusciamo nemmeno a parlare, da quando stiamo insieme oltre a fare sesso o guardare film che abbiamo fatto?» lo guardai «non abbiamo mai parlato di cose serie»
«forse perché quando stiamo insieme stiamo talmente tanto bene che non ce ne frega un cazzo di quello che succede all'esterno»
«non sto parlando di quello, non abbiamo mai parlato di noi, io non so quali progetti hai per il tuo futuro e tu non sai nulla del mio futuro, come se già sapessimo che non esiste un futuro nostro, esiste solo il mio e il tuo»
«lo stai dicendo tu» disse prendendo una sigaretta «io se penso a me in futuro non riesco a vedermi senza di te»
«io non riesco a vedermi con te se dobbiamo continuare così»
«la storia si ripete»
«chissà perché» risposi alzando gli occhi al cielo
«riproviamoci» mi guardò negli occhi «per l'ultima volta»
«sono stanca»
«io ti ho perdonata»
«Giacomo..»
«ti prego»
«ho 18 anni e sono stanca, voglio stare da sola»
«perché?»
«perché voglio potermi divertire senza dover pensare alle conseguenze, voglio stare tranquilla e non pensare al fatto che quando vai al lavoro la vedi, penso sia arrivata l'ora di pensare a me stessa»
«se lo stai facendo per te posso accettarlo, continuerò a lottare per farti capire che stiamo bene insieme, se lo stai facendo per lei, stai facendo una cazzata, lei è solo un'amica che mi ha aiutato nei momenti più difficili però nient'altro»
«voglio pensare a me, al mio futuro e a quello che è giusto per me»
«ti amo».

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