"Scendi"
Alle 20 lessi il messaggio di Marcello. Andai in cucina e dalla finestra vidi la sua macchina. Era venuto sul serio.
"Non sono a casa" risposi e la sua risposta arrivò subito "non fare la bambina". Io? Bambina? Ma chi si crede di essere?!
«mamma io esco!» urlai prendendo le chiavi
«dove vai?» disse mamma venendomi incontro
«vado a fare un giro con Irene» risposi uscendo da casa.
Salì in macchina senza neanche salutarlo e lui partì.
«non mi saluti neanche?» chiese poco dopo
«che vuoi da me?» lo guardai
«dobbiamo parlare»
«dove mi stai portando?»
«a casa mia»
«non voglio andarci»
«non hai altra scelta»
«fai come cazzo vuoi» dissi sbuffando
«sei bella quando ti incazzi» mi guardò
«stai peggiorando le cose»
«sto solo dicendo quello che penso» disse parcheggiando.
Saliti nel suo appartamento mi misi subito sul divano «vuoi qualcosa da bere?» chiese andando in cucina
«un bicchiere d'acqua» dissi prendendo il telefono
«ecco a te» disse porgendomelo poco dopo
«ora mi spieghi perché mi hai portata qui?»
«ho ordinato la pizza per cena spero vada bene»
«non voglio cenare con te»
«mi spieghi che cazzo hai?» chiese guardandomi
«io?» lo guardai «non ho niente»
«allora perché mi tratti così? È perché abbiamo fatto sesso? Ti ricordo che sei stata tu..» iniziò ma venne fermato dal schiaffo in faccia «ma che problemi hai?» urlò
«io?!» mi alzai «è vero, sono stata io a volerlo, è successo e sono stata bene» dissi «però mi ha fatto schifo il fatto che tu dopo esserti scopato me ti sia scopato un'altra» urlai «so che quello che era successo tra noi era una cosa senza senso ma mi ha dato fastidio ok?»
«scoparmi un'altra? Ma di cosa parli?»
«guarda che ti ho visto uscire dal bagno con quella»
«ma quando? Dove?» chiese non capendo
«al pub vicino al centro commerciale» dissi sbuffando
«sei proprio scema» rise «era Giulia, la mia amica dell'infanzia, ci eravamo incontrati per una birra»
«ve la siete bevuta in bagno?»
«sembrerà strano ma le si slacciò la spallina del reggiseno, dato che il giorno prima si era scottata la mano mi chiese se potevo aiutarla» disse sorridendo
«potevi inventarti una scusa migliore»
«non è una scusa» disse prendendo il suo telefono «la conosco da sempre, è come una sorella per me, non ci avrei mai fatto niente» continuò guardando il telefono «guarda» mi fece leggere la chat in cui oltre alla foto della mano lei raccontava di come si era scottata. Non sapevo cosa dire, non sapevo se crederci. Per fortuna qualcuno suonò alla porta e lui si alzò. Tornò poco dopo con due pizze.
«io voglio una birra, ti va se facciamo a metà?»
«si» risposi
Iniziammo a mangiare in silenzio «sono contento» disse
«per?»
«per averti spiegato tutto, spero sia stato solo quello»
«scusami..» dissi «non so che mi sia preso, tu puoi fare quello che vuoi»
«non sono una di quelle persone che si fa una ragazza diversa ogni notte, lo dovresti sapere ormai»
«lo so..»
«posso chiederti una cosa?»
«certo, dimmi» dissi prendendo la birra
«il ragazzo che ti è venuto a prendere a scuola.. c'entra qualcosa con il tuo distacco da me o era solo per Giulia?» chiese.
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Incredible
RomanceAlice, una ragazza di 18 anni. Marcello, il suo professore/amico. Giacomo, il suo primo amore. Alice è una ragazza diversa dalle sue compagne, forse a causa della sua infanzia. Un giorno conosce il suo nuovo professore di scienze con il quale sin...
