Io e Marcello ci addormentammo. Mi svegliai quando sentì la porta di casa aprirsi, spaventata cercai con lo sguardo Marcello ma non lo vidi più, sul tavolino vicino al divano ho visto un foglietto con scritto "stavi dormendo e non volevo svegliarti, si stava facendo tardi, scrivimi quando ti svegli. Grazie" lo presi e lo misi in tasca.
«ciao amore» disse mia madre entrando
«ciao mamma» sorrisi «tutto bene?»
«si, sono un po' stanca»
«hai fame?»
«no ho mangiato un pezzo di pizza prima di tornare, tu hai mangiato?»
«si, ho preparato la pasta, ora porto Stella a spasso»
«va bene tesoro» sorrise e io presi il guinzaglio, chiamai Stella e la portai fuori. Chiamai Marcello.
«ti sei svegliata?» rispose
«a quanto pare» risi
«sto andando da Fede ora, va bene se ti chiamo dopo?»
«non ti preoccupare» dissi e lo salutai, dopo di che riattaccai.
Ero ancora al parco quando iniziò a piovere così decisi di tornare a casa, stavo vicino al parcheggio quando vidi la macchina di Giacomo.
«sali» disse guardandomi
«non voglio»
«non fare la bambina» continuò e io presi Stella in braccio e salì in macchina «vuoi ammalarti?» chiese riferendosi al fatto che addosso avessi ancora il body a canottiera e i pantaloncini corti
«che ci facevi qui?»
«stavo venendo da te»
«perché?»
«perché non so più che cazzo fare»
«di cosa parli?» lo guardai
«non ti capisco, ci lasciamo perché non vuoi più continuare a stare male e poi mi chiami ubriaca»
«scusa se ti ho dato fastidio ieri, ero ubriaca»
«ma sei stupida?» mi guardò arrabbiato «non mi hai dato fastidio, il problema è che non ti capisco proprio, ci lasciamo perché stai male con me e da ubriaca mi chiami e facciamo anche sesso»
«quando stavamo insieme non siamo sempre stati male»
«allora?»
«che vuoi che ti dica?»
«che cosa vuoi da me?»
«niente»
«perché mi hai chiamato ieri sera?»
«ancora? Perché ero ubriaca!»
«Alice, mi hai lasciato perché stavi male ma ora sto male io» sospirò «mi devi dire cosa vuoi, se vuoi che io ci sia nella tua vita o no, non posso continuare così»
«non lo so nemmeno io Giacomo, senza di te sto male, tanto male, ma quando sto con te non sto serena» lo guardai «non riesco a stare tranquilla, non è colpa tua»
«allora lasciami andare, se è questo quello che vuoi»
«mi dispiace»
«anche a me, forse più in là riusciremo ad essere amici ma ora devo starti lontano»
«è meglio se vado»
«ti amo» disse guardandomi
«anch'io» risposi con le lacrime agli occhi dopo di che scesi dalla macchina e, con Stella, tornai a casa.
Andai subito in camera mia e mi buttai sul letto. Cosa stavo facendo? Era la cosa giusta?
Io lo amavo ancora, ma se stare con lui significava non poter stare serena. Ora dovevo dedicarmi a me stessa, questi erano i miei ultimi attimi di libertà, da settembre avrei dovuto riprendere a studiare per fare la maturità e poi avrei dovuto pensare all'università.
Forse ho fatto bene a scegliere me stessa.
O forse no.
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Incredible
Storie d'amoreAlice, una ragazza di 18 anni. Marcello, il suo professore/amico. Giacomo, il suo primo amore. Alice è una ragazza diversa dalle sue compagne, forse a causa della sua infanzia. Un giorno conosce il suo nuovo professore di scienze con il quale sin...
