Capitolo 71: Post it

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«ti piacerebbe» risi
«era una domanda seria»
«Marcello» lo guardai «puoi fare quello che vuoi, la vita è la tua, a me non riguarda minimamente»
«va bene»
«che hai ora?»
«niente, devo andare a prendere Federica» si alzò e mi diede il regalo «aprilo a casa»
«grazie» sorrisi «sicuro che è tutto apposto?»
«certo, fammi sapere se ti piace» disse dopo di che mi diede due bacetti e andò via.

Io tornai a casa e passai il resto della giornata con mia madre, la sera sono venute Irene e Laura, abbiamo cenato con mia madre e poi siamo uscite a bere qualcosa in centro.
Non volevo fare la festa perché la maggior parte delle persone che avrei invitato stava in vacanza, e comunque non volevo far spendere i soldi a mamma per una festa dato che aveva cose più importanti a cui pensare.

Eravamo al solito pub, dopo non molto ci raggiunsero anche Lorenzo, Mattia e Daniele.
«Giacomo non viene?» guardai Laura
«chiamalo» rispose in modo secco
«hanno litigato» rise Lorenzo «Giacomo le ha risposto male e lei gli ha versato il succo sui vestiti appena lavati»
«scherzi?» scoppiai a ridere
«non è divertente» mi guardò male Laura
«io vado a fumare» disse Irene alzandosi «mi accompagni?» mi guardò e io stavo per prendere le sigarette dalla borsa quando vidi il regalo di Marcello. Volevo aprirlo prima, mentre mi preparavo, ma mia madre entrò in camera così lo misi nella borsa e poi me ne dimenticai. Presi le sigarette e uscì di fuori.
«come stai? Mamma mi ha detto che zio oggi è tornato»
«si, è rimasto a pranzo e poi è dovuto tornare»
«ti ho fatto una domanda»
«sto bene, non so cosa succederà, non so se dopo tutto questo staranno ancora insieme»
«non stai bene» mi guardò
«come devo stare?» la guardai con le lacrime agli occhi
«se tu invece di tenerti tutto dentro ne parlassi con qualcuno staresti meglio»
«parlarne non cambierebbe le cose»
«ma ti farebbe stare meglio»
«ne stiamo parlando ora eppure non sto meglio»
«mi dici cosa ne pensi di tutto questo?»
«Irene ma che domanda è? Mio padre ha rifatto la stessa cazzata, il problema al lavoro non è una giustificazione, non me ne frega un cazzo del suo lavoro di merda» dissi e le lacrime iniziarono a scendere
«secondo me se ne avesse parlato con tua madre avrebbe trovato una soluzione e invece no, lui, come anche qualcun altro» disse indicandomi «preferisce tenersi le cose dentro» si avvicinò e mi abbracciò «ti voglio bene scema»
«anche io» ricambiai l'abbraccio.
Tornammo dentro e iniziammo a bere con tutti gli altri. Dopo non molto eravamo quasi tutti ubriachi. Gli unici che non avevano bevuto nulla quella sera erano Daniele e Lorenzo, quest'ultimo riportò a casa Mattia e Laura, mentre Daniele riportò me e Irene.
Entrata in camera stavo per mettermi il pigiama quando vidi una cosa sulla scrivania, mi avvicinai per vedere cosa fosse: era una piccola scatolina con un post it vicino "è passato Giacomo e ha lasciato questo per te".

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