Capitolo 22: Lorenzo

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Ero al bar con Mattia. Stavamo parlando del ragazzo che frequentava Laura. Entrambi eravamo felici di vederla stare bene.
«buonasera» disse qualcuno dietro di me, mi girai e vidi Marcello con un amico
«buonasera» rispondemmo io e Mattia insieme
«ma voi non studiate mai? State sempre in giro» disse ridendo
«lasciali stare, sono giovani» disse il suo amico, lo guardai, lo avevo già visto
«Alice?» mi chiese, in quel momento capì, era Dario
«ciao! Scusami non ti avevo riconosciuto» sorrisi, Marcello mi guardò non capendo
«tu sei il suo professore?» chiese a Marcello
«si, e voi come fate a conoscervi?»
«lavoro con suo padre» rispose
«è piccolo il mondo» disse Marcello
«già» aggiunsi.
Loro andarono via e noi continuammo a parlare.

La sera entrambi dovevamo vederci con Laura e Lorenzo. Li stavamo aspettando al pub vicino al centro commerciale. Quando entrarono lo guardai bene. Sapevo che aveva 22 anni e che aveva una sorella e un fratello più piccoli. Era alto e magro, aveva una camicia bianca e i jeans. Si avvicinarono a noi e Laura ci presentò.
Ordinammo tutti una birra «quindi vai all'università?» gli chiese Mattia
«si, studio psicologia penitenziaria»
«e poi?» continuò
«poi ho intenzione di trovare un lavoro in questo ambiente, mi piace aiutare chi ne ha bisogno»
«sei un bravo ragazzo quindi» disse, sembrava più una domanda che un'affermazione
«lo è» rispose Laura alzando gli occhi al cielo
«va bene, va bene» Mattia alzò le mani
«come vi siete conosciuti?» chiesi
«ma la smettete con tutte queste domande?» disse Laura
«ma dai, ho fatto una semplice domanda» dissi
«le ho scritto io, lei inizialmente non mi rispose ma ho costretto un amico che la conosceva a presentarmela»
«Andrea» disse Laura guardandomi, Andrea era un ragazzo che abbiamo conosciuto grazie ad Irene «comunque, l'hai sentito Giacomo alla fine?» mi chiese per cambiare discorso
«si, domani ceniamo insieme»
«credo di doverci provare con qualcuna» disse Mattia «tu stai sempre con lui» indicó Laura e Lorenzo «tu ora starai sempre con Giacomo»
«ma che dici, io e Giacomo siamo solo amici»
«si si, come no» rise.

Tornata a casa avevo appena fatto la doccia quando mi squillò il telefono «pronto?» risposi
«ti va se ci facciamo un giro in macchina adesso? Non mi va di stare a casa»
«Giacomo ma hai visto che ore sono?» risi
«si lo so, va bene dai a domani»
«tra mezz'ora sono pronta, parcheggia vicino al parcheggio,non voglio svegliare i miei»
«a tra poco».
Asciugai i capelli, misi i jeans e una felpa. Stavo cercando di non farmi sentire dai miei ma mentre prendevo le chiavi Stella iniziò ad abbagliare così la presi con me.
Arrivata vicino al parchetto Giacomo scese dalla macchina
«ho dovuto portare anche lei» dissi indicando Stella
«va bene, fa la brava in macchina?»
«io e papà l'abbiamo fatta salire solo una volta però penso di si»
«in caso pulisci tu» rise
«certo» dissi salendo davanti con Stella.
Girammo per la città senza meta e parlammo del più e del meno
«ma l'altra volta che stavi facendo?» chiese
«quando?»
«quando ti ho chiamata, avevi una voce strana»
«ah no niente, stavo aiutando mamma a pulire» dissi la prima cosa che mi venne in mente, lui sembra averci creduto.
Mi riaccompagnò a casa alle 3 «domani vi accompagno io» disse mentre stavo scendendo dalla macchina
«sicuro?»
«a domani Alice»
«a domani» sorrisi e rientrai.

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