La sera misi una gonna a vita alta, una maglietta nera e le converse. Mi truccai pochissimo: solo il mascara e il rossetto.
«io vado» dissi salutando i miei
«esci con Giacomo?»
«no, mi vedo con Irene»
«non fare tanto tardi» disse mio padre
«certo» risposi prima di uscire.
Andai verso il posto in cui mi stava aspettando Marcello.
«ciao» dissi salendo in macchina
«buonasera signorina» sorrise
«la smetti di chiamarmi così?»
«ti dà fastidio? Non me l'hai mai detto» disse ripartendo
«non mi dà fastidio, fa ridere» sorrisi
«comunque sei bellissima» mi guardò
«anche tu niente male» dissi guardandolo, era vestito con i jeans neri e una camicia celeste
«so essere carino anche io»
«lo vedo»
«che scusa hai usato questa volta?»
«ho detto che sarei stata con Irene»
«e se i tuoi la chiamano?»
«sa che deve coprirmi»
«e cosa le hai detto?»
«che avevo da fare, senza dirle con chi ma tanto l'ha capito»
«come l'ha capito?» mi guardò
«lei sa tutto»
«tutto tutto?» chiese
«si» sorrisi «già dall'inizio gliene avevo parlato»
«io lo avevo accennato a Dario»
«stai scherzando?»
«glielo avevo accennato, poi ho scoperto che lui e tuo padre lavorano insieme e non ne abbiamo più parlato» disse parcheggiando
«che mangiamo?» chiesi scendendo dalla macchina
«pensavo di fare l'amatriciana, ti va?»
«certo» sorrisi.
Entrammo dentro e io poggiai la mia borsa al solito posto, andammo in cucina e lui prese una bottiglia di vino
«il tuo preferito» sorrise «ti va?»
«certo» presi i calici e lui ce ne versò un po'.
Il mio telefono iniziò a squillare così andai a prenderlo «pronto?» risposi
«ciao piccola»
«ciao! Dove sei?» chiesi
«sto lavorando al ristorante di un'amica, poi te ne parlo bene quando ci vediamo, tu stai a casa?»
«no, sono con Irene»
«non ubriacatevi» rise
«guarda che io non bevo» dissi e mi girai a guardare Marcello che sorrise e mi indicò il mio bicchiere di vino
«devo tornare al lavoro, scrivimi quando rientri a casa»
«certo, a domani» dissi prima di riattaccare
«guarda che io non bevo» mi prese in giro Marcello
«smettila» sorrisi
«lui sa?»
«che cosa?» chiesi mettendomi seduta
«di noi»
«no.. sa che c'è un Marcello nella mia vita perché ha letto un tuo messaggio però non sa chi sei»
«un messaggio normale spero»
«si si, era di quando stavo male»
«non ti ha fatto domande?»
«mi ha chiesto chi fossi e basta, poi l'ha chiesto anche a Laura»
«scherzi?»
«lei non ha capito che sei tu, tranquillo» sorrisi.
Lui iniziò a preparare la cena e io lo osservavo, gli chiesi se aveva bisogno di aiuto ma voleva fare tutto da solo.
«cosa ne pensa Irene?» chiese passandomi il piatto
«non vuoi saperlo» risi
«ora sono ancora più curioso» disse sedendosi di fronte a me
«che sei un professore moolto figo»
«mh, dato che tu mi hai mollato posso provarci con lei?» rise
«scordatelo» sorrisi
«scherzavo» mi guardò serio
«non avevo dubbi».
Dopo aver mangiato ero uscita a fumare e lui stava sistemando.
«vieni domani?» chiese porgendoli il mio bicchiere di vino
«certo» risposi buttando la sigaretta «tu?»
«si»
«sarà imbarazzante» sorrisi
«abbastanza» rise
«che fai quest'estate?»
«dopo gli esami vado al mare con degli amici per due settimane e poi ritorno qui, tu?»
«vado in Puglia con Laura e poi non lo so»
«vieni al mare con me».
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Incredible
RomanceAlice, una ragazza di 18 anni. Marcello, il suo professore/amico. Giacomo, il suo primo amore. Alice è una ragazza diversa dalle sue compagne, forse a causa della sua infanzia. Un giorno conosce il suo nuovo professore di scienze con il quale sin...
