La stanza è immensa, ma non per questo meno soffocante. Buia, maledettamente buia, nonostante le ampie vetrate e i candelabri anneriti che a malapena gettano una luce tremolante. Sento una pesantezza nell'aria che non ha niente a che fare con l'oscurità fisica, ma piuttosto con un'energia che morde la pelle, facendomi sentire come se stessi camminando su un filo sospeso sopra un abisso.
Al centro della stanza, un ragazzo. Un cappuccio che non lascia trapelare nemmeno la più piccola parte di viso. Più che una figura umana, sembra un'ombra fatta carne. Una figura che non ha bisogno di farsi riconoscere, eppure, sento una strana familiarità in lui, qualcosa che mi fa rizzare i peli sulla nuca.
Le persone mascherate ci sistemano in una fila. Io, James, e gli altri. Quando finalmente il ragazzo parla, la sua voce è tagliente, come una lama che si infila tra le ossa.
"Lo chiederò una sola volta. Chi è la nipote di Merlino?" La sua domanda non è una richiesta. È un ordine, che scivola nell'aria come veleno, pungendo il silenzio. Mi gela il sangue nelle vene. Non rispondo. Non voglio dare soddisfazione. Voglio capire, studiare. Cerco una via di fuga, ma la stanza sembra non avere confini. Un labirinto di ombre, una trappola invisibile.
"Bene," dice, come se avesse letto i miei pensieri. "Se nessuno vuole farsi avanti di sua spontanea volontà, sono certo che lo farà con il giusto stimolo."
E qui scatta qualcosa dentro di me. Vedo il movimento. La bacchetta che si alza e il grido che esce dalle labbra del ragazzo: "CRUCIO!"
Un lampo, e James è a terra, contorcendosi, urlando. Il suo corpo è in preda al dolore, ma io non posso fare nulla. Mi dimeno dalle mani delle maschere, ma la presa è implacabile, troppo forte. Cado sulle ginocchia, le mani aggrappate all'aria. La mia testa esplode di pensieri, di paure. Non posso permettergli di morire. Non posso.
"Sono io!" urlo, le parole che escono dalla mia gola come un colpo di vento. Lui si ferma, e per un istante tutto è silenzioso. Mi fa cenno di avvicinarmi a James, e corro verso di lui, con la paura che mi lacera il petto. Mi inginocchio accanto a lui, gli sollevo la testa e la poggio sulle mie ginocchia. Il suo respiro è affannato, ma sta bene, almeno per ora. Però sento l'odio negli occhi del ragazzo, e mi fa capire che sta cercando qualcosa di più.
"La nipote del grande Merlino... Non potevo aspettarmi meno. Una strega che si preoccupa di sporchi babbani." La voce è sferzante, ma io non lo guardo nemmeno. La sua opinione non conta, e lo so bene.
Lui si avvicina, troppo vicino. "Tu, al contrario degli altri, avrai una scelta. O mi aiuti di tua spontanea volontà, o soffrirai fino a quando non mi aiuterai. So già che le maledizioni senza perdono non ti fanno nulla, ma stai tranquilla, ho altri metodi. Scoprirai che so essere un ragazzo molto persuasivo, Audrey Wilson."
Sussulto. Come fa a sapere il mio nome? E, peggio ancora, come sa così tanto di me?
"Come fai a sapere il mio nome?" La mia voce è bassa, ma c'è una punta di terrore che non riesco a nascondere.
"So più di quanto pensi, ragazzina. Ad esempio, so che hai 24 anni, ma fingi di averne 16 grazie al tuo aspetto sempre giovane." Un sorriso disturbante si dipinge sul suo volto, mentre mi scruta con occhi che sembrano perforarmi da dentro.
"Hai 24 anni?" chiede James, e la mia risposta arriva con una leggera inclinazione della testa. "Sorpresa numero due..." L'ironia si mescola con la mia paura, ma non posso fare altro che rispondere a tono.
Il ragazzo incappucciato fa un cenno a qualcuno. "Portala in camera." Le parole sono taglienti, ma non c'è spazio per discussioni. La presa sulle mie braccia si fa più stretta, e in un attimo siamo in un'altra stanza.
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L'erede di Merlino
FanfictionAudrey Wilson è la nipote del grande mago Merlino. Cadrà nella trappola di Tom Riddle. La sua impulsivtà la metterà nei guai e il giovane Riddle ne approfitterà. Tuttavia Audrey lascerà un'eredità più grande e pericolosa di quanto lei o Lord Voldemo...
