Le notti erano diventate un incubo. Non riuscivo più a chiudere gli occhi senza vedere il volto di Draco, il dolore che avevo causato, e la paura che avvertivo dentro di me. Sentivo come se qualcosa di oscuro stesse crescendo in me, come se fossi diventata qualcun altro, qualcuno che non riuscivo a riconoscere. Il mio corpo tremava ogni volta che cercavo di dormire, e i pensieri continuavano a girare come vortici impazziti nella mia mente.
Non ce la facevo più a stare da sola. Decisi di andare da Thomas, ma non sapevo nemmeno cosa avrei detto. Mi sentivo persa, e avevo bisogno di qualcuno che mi ancorasse alla realtà, qualcuno che mi facesse sentire, per una volta, al sicuro.
Mi alzai dal letto, il cuore che batteva forte nel petto, e mi diressi verso la sua stanza. Il corridoio sembrava interminabile, e ogni passo mi faceva sentire come se stessi andando verso una realtà che non avrei mai voluto affrontare.
Bussai alla sua porta, senza pensarci troppo. Non potevo aspettare.
Thomas aprì la porta con uno sbuffo di sonno, visibilmente assonnato, i capelli scompigliati e indossando solo le mutande. I suoi occhi si socchiusero per cercare di mettersi a fuoco, ma quando mi vide, l'espressione sul suo volto cambiò immediatamente.
"Megan? Che succede?" chiese, ancora mezzo addormentato ma con una nota di preoccupazione nella voce.
Non risposi subito. Avevo le lacrime agli occhi e la bocca secca. Non riuscivo nemmeno a trovare le parole giuste. Solo un nodo di angoscia nella gola. Mi limitai a guardarlo, sperando che capisse senza dover dire nulla.
Lui sospirò e si spostò per farmi entrare. "Vieni dentro," disse, la sua voce più dolce ora. Mi fece strada fino al letto, e senza dire una parola, mi fece sedere accanto a lui.
Mi stavo mordendo il labbro inferiore mentre cercavo di non lasciarmi sopraffare da quella sensazione che non riuscivo a spiegare. Non riuscivo a riprendermi da quella rabbia che sembrava bruciarmi dentro. Non riuscivo a liberarmi di essa.
Thomas si sdraiò accanto a me, spostandosi per farmi spazio. Mi guardò per un attimo, poi fece un movimento per avvicinarsi e abbracciarmi.
"Va tutto bene," disse con calma, accarezzandomi la testa come se cercasse di calmarmi. "Non sei sola, Megan. Non sei sola."
Mi strinsi a lui, il suo abbraccio mi avvolgeva in un caldo conforto, ma il mio cuore non smetteva di battere all'impazzata. Mi sentivo come se stessi perdendo il controllo di me stessa, e non riuscivo a liberarmi di quel terrore che mi pervadeva.
"Non voglio essere come lui," sussurrai, la voce spezzata. "Non voglio essere come loro."
Thomas non rispose subito, ma la sua mano continuava a sfiorarmi delicatamente i capelli, come per cercare di infondermi una calma che io non riuscivo a trovare.
"Non lo sei," disse infine, con un filo di serenità nella voce.
Ma io non ero così sicura.
Le sue parole mi cercavano di calmarmi, ma non riuscivo a placare quel turbine che mi tormentava dentro. "Non voglio essere come lui," ripetei, questa volta con un filo di voce, come se lo stessi sussurrando a me stessa, sperando che in qualche modo quelle parole potessero allontanare la paura che mi divorava.
Thomas rimase in silenzio per un istante, ma poi mi accarezzò il viso con una mano, come se volesse farmi sentire meno sola. "Megan..." iniziò, ma non continuò subito, come se stesse cercando le parole giuste.
"Non voglio finire come mia madre," dissi, interrompendolo. Le parole uscivano veloci, come se finalmente avessi trovato un modo per esprimere la mia angoscia. "Lei è morta per proteggermi, per fermare lui... Ma io non posso fare lo stesso. Non voglio morire, Thomas. Non voglio che tutto ciò finisca con la morte. Non posso..." Mi bloccai, incapace di continuare, sentendo quella lacrima calda scivolare lungo il mio viso.
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L'erede di Merlino
FanfictionAudrey Wilson è la nipote del grande mago Merlino. Cadrà nella trappola di Tom Riddle. La sua impulsivtà la metterà nei guai e il giovane Riddle ne approfitterà. Tuttavia Audrey lascerà un'eredità più grande e pericolosa di quanto lei o Lord Voldemo...
