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Quando il giorno dopo, la notizia dell'arrivo del Ministro della Magia si diffuse per tutta la scuola, l'atmosfera a Hogwarts cambiò in un attimo. I corridoi erano pieni di voci nervose, con studenti che sussurravano tra loro, mentre i professori si affrettavano a sistemare tutto per accogliere una figura così importante. Non sapevo bene cosa aspettarmi, ma qualcosa mi diceva che la sua presenza non sarebbe stata una semplice formalità.

Thomas, come sempre, restava impassibile, ma non potei fare a meno di notare che anche lui sembrava teso. Qualche volta, lo vedevo lanciare occhiate furtive verso i compagni di Serpeverde, quasi come se stesse cercando qualcosa di specifico in loro, ma non diceva nulla.

Alla fine della giornata, ci ritrovammo nella Sala Grande, dove l'attesa era palpabile. Il Ministro della Magia, Cornelius Caramell, entrò accompagnato da alcuni alti funzionari del Ministero. Nonostante la sua posizione di potere, il suo volto era segnato da un'espressione di preoccupazione, come se la situazione a Hogwarts fosse più complicata di quanto avesse previsto.

Draco, che era seduto vicino a me, si voltò e sussurrò: "Spero che sappiano cosa stanno facendo. Ma temo che sia troppo tardi."

Non risposi, e mi concentrai sul Ministro, osservando ogni suo movimento. Non riuscivo a capire il motivo per cui fosse venuto a Hogwarts, ma la sensazione che tutto stesse per esplodere mi colpì con forza.

Il Ministro si avvicinò al banco di Silente, che lo accolse con un cenno di testa. Tutti in sala si zittirono quando Caramell si alzò e cominciò a parlare, la sua voce tremante ma carica di autorità.

"Studenti e studentesse di Hogwarts," iniziò, "sono qui per assicurarvi che il Ministero della Magia sta prendendo tutte le misure necessarie per proteggere questa scuola. Siamo consapevoli degli incidenti che sono accaduti e della paura che si è diffusa tra di voi, ma vi assicuro che faremo tutto il possibile per mantenere Hogwarts sicura."

Un brivido mi percorse la schiena. Cosa stava cercando di nascondere? Cosa non ci stava dicendo?

"Nel frattempo," continuò, "vi chiedo di mantenere la calma e di affidarvi ai vostri professori e al Direttore per la sicurezza."

Con queste parole, il Ministro concluse il suo intervento e si sedette nuovamente, ma l'aria di Hogwarts era diventata ancora più pesante, come se ogni parola avesse aggiunto un ulteriore strato di paura all'atmosfera già tesa. Thomas mi guardò, ma questa volta non disse nulla. Nemmeno Draco sembrava aver voglia di fare commenti sarcastici.

Ciò che era chiaro, però, era che tutti noi sapevamo che qualcosa di molto più grande stava accadendo, e nessuno sembrava essere pronto ad affrontarlo.

Il silenzio che seguì le parole del Ministro era denso e teso, come se ogni studente fosse paralizzato dalla stessa domanda: cosa stava succedendo realmente a Hogwarts? Nonostante la sicurezza apparente che Caramell cercava di trasmettere, nessuno sembrava veramente convinto.

Mentre il Ministro si sedeva, la sala tornò lentamente alla normalità, ma l'aria era carica di nervosismo. Draco, che era sempre pronto a fare commenti sprezzanti, questa volta sembrava stranamente silenzioso. Forse anche lui si rendeva conto che la situazione stava sfuggendo di mano. Non c'era traccia della sua solita arroganza; i suoi occhi, solitamente pieni di sarcasmo, erano ora assenti, come se stesse riflettendo su qualcosa di più grande.

Il resto della cena trascorse in un silenzio quasi surreale, con gli studenti che mangiavano distrattamente, molti di loro gettando occhiate furtive verso la tavola del personale, dove il Ministro e Silente continuavano a parlare sottovoce. Non riuscivo a concentrarmi sul cibo, il mio pensiero era fisso su quanto era appena successo e sul peso che sentivo su di me. Non avevo mai avuto paura di Hogwarts, ma ora tutto sembrava diverso, minaccioso.

Quando la cena finì, Thomas mi fece cenno di seguirlo. Non avevo voglia di stare con nessun altro in quel momento, ma la sua presenza mi dava un minimo di conforto. Mentre ci avviavamo verso la Sala Comune, non potevo fare a meno di notare che Draco e i suoi amici si erano alzati velocemente, quasi come se non volessero più restare in quella situazione di incertezza.

"Credi che il Ministro abbia davvero il controllo su tutto questo?" chiesi a Thomas, il mio cuore che batteva forte nel petto.

Thomas mi guardò con uno sguardo serio, i suoi occhi scuri fissi nei miei. "Non credo che lui sappia tutto," rispose, la sua voce bassa, quasi come se stesse parlando a sé stesso. "Non possiamo sapere quanto sappia davvero, ma..." fece una pausa, come se fosse indeciso su cosa dire. "È meglio non fare domande."

La sua risposta mi fece sentire ancora più confusa, ma non osai insistere. Sapevo che c'era qualcosa che mi sfuggiva, ma non riuscivo a metterci insieme tutti i pezzi. Thomas era sempre stato reticente su certi argomenti, e forse aveva ragione a non voler parlare di ciò che stava accadendo. Era chiaro che eravamo tutti coinvolti in qualcosa di molto più grande di noi, qualcosa che nessuno poteva fermare.

Quando arrivammo nella Sala Comune, la tensione era ancora palpabile, e non c'era il solito chiacchiericcio tra gli studenti. La preoccupazione aleggiava nell'aria, e io mi sentivo sopraffatta. I miei pensieri tornavano ancora alla voce che avevo sentito, ma questa volta non potevo ignorarla. Qualcosa stava accadendo, qualcosa che non avevo ancora capito del tutto, ma che sentivo fosse legato a tutto quello che stava succedendo a Hogwarts.

Mi sedetti accanto a Thomas, ma non riuscii a concentrarmi su nulla. La paura era diventata tangibile, come una nebbia che avvolgeva ogni angolo della scuola. Sapevo che non sarebbe stato facile affrontare ciò che ci aspettava, e che, qualunque cosa fosse successa, sarebbe stato qualcosa che nessuno di noi avrebbe mai dimenticato.

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