Mi alzai lentamente, il cuore che ancora batteva forte. La stanza sembrava più grande di quanto avessi mai immaginato, una sala perfettamente ordinata, ma fredda e senza vita, proprio come tutto in quella casa. Ogni mobile, ogni dettaglio, sembrava essere scelto con una precisione inquietante. La finestra, alta e stretta, dava su un giardino avvolto dalla nebbia, e il silenzio che regnava nell'aria era quasi palpabile.
L'elfo domestico mi guardava con uno sguardo pieno di pietà, come se sapesse che ogni passo che avrei fatto in quella casa mi avrebbe allontanato sempre di più da chi ero stata. "La cena è pronta, signorina," disse, inclinando la testa, come se avesse voluto aggiungere qualcosa, ma non avesse osato.
Non risposi. Mi limitai a fissare la porta, quella che dovevo attraversare per andare da mio padre. Ogni passo che mi avvicinava alla sala da pranzo sembrava carico di un peso insopportabile. Mi sentivo come se stessi per entrare in un labirinto senza via di uscita.
La voce di mio padre risuonò dal corridoio, tagliando l'aria come una lama. "Megan," disse con quel tono autoritario che ormai avevo imparato a conoscere. "Vieni. È ora di cenare."
Mi girai verso la porta e, con un respiro profondo, mi avvicinai, il suono dei miei passi che riecheggiava nel silenzio della villa. Quando entrai nella grande sala da pranzo, l'atmosfera era opprimente. Una lunga tavola di legno scuro dominava la stanza, apparecchiata con eleganza, ma senza un filo di calore. Mio padre era già seduto alla testa della tavola, la sua figura austera che sembrava quasi fusa con l'ombra circostante.
Mi fece cenno di sedermi di fronte a lui. La sua presenza, imponente e minacciosa, mi faceva sentire come se fossi un'ospite indesiderata, un intruso nel suo mondo.
Mi sedetti lentamente, cercando di non mostrare quanto fossi nervosa. Un servitore entrò e iniziò a distribuire il cibo, ma il silenzio che permeava la stanza rendeva ogni movimento ancora più inquietante. Mio padre non parlò per un lungo momento, ma mi studiò con attenzione, i suoi occhi freddi e calcolatori che non lasciavano nulla al caso.
"Come ti senti, Megan?" mi chiese infine, ma non era una domanda gentile. Era come se volesse testarmi, capire se avevo capito chi ero veramente.
"Non lo so," risposi, la mia voce tremante, ma cercando di sembrare più sicura di quanto non mi sentissi. "Tutto questo è... troppo."
Lui sorrise, ma non c'era nulla di rassicurante in quel sorriso. "Lo capisco. Ma non c'è modo di tornare indietro. Il tuo posto è qui, con me. E ora che sei qui, non c'è nulla che possa separarti da questa realtà."
Il suo tono era fermo, come se fosse inutile ribellarsi a ciò che mi stava dicendo. In quel momento, mi sentii intrappolata, come se ogni parola che usciva dalla sua bocca fosse una sentenza inesorabile.
"Questo è il mondo in cui dovrai vivere ora," continuò, facendo un gesto ampio verso la stanza. "Qui, io sono il potere. E tu, Megan, sei destinata a diventare una parte di esso."
Non sapevo come rispondere, ma qualcosa dentro di me urlava di non cedere. Dovevo trovare una via di fuga, anche se quella villa sembrava essere una prigione senza sbarre. Ma come avrei potuto sfuggire da tutto questo? E, soprattutto, perché non riuscivo a staccarmi da quella sensazione di connessione che, per quanto disturbante, non riuscivo a ignorare?
E mentre la cena proseguiva in un silenzio pesante, mi resi conto che, se volevo davvero capire chi ero e cosa mi stava succedendo, avrei dovuto affrontare mio padre, la sua oscurità e tutto ciò che lui rappresentava. Ma non avevo ancora idea di come fare.
Mentre il silenzio gravava sulla tavola, un pensiero inquietante si insinuò nella mia mente. Le parole di mio padre, fredde e precise, sembravano tornare nella mia testa, ma ora avevano un significato diverso. Mi guardò intensamente, come se stesse valutando ogni mossa che avrei fatto, ogni parola che avrei pronunciato.
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L'erede di Merlino
Fiksi PenggemarAudrey Wilson è la nipote del grande mago Merlino. Cadrà nella trappola di Tom Riddle. La sua impulsivtà la metterà nei guai e il giovane Riddle ne approfitterà. Tuttavia Audrey lascerà un'eredità più grande e pericolosa di quanto lei o Lord Voldemo...
