La notte non arriva mai, è come se il buio stesso avesse deciso di dimenticarmi. Mi sveglio ancora una volta nel silenzio che mi avvolge, e la mente mi urla il nome di Tom, ogni singola azione che ha compiuto, ogni promessa di amore che si è trasformata in un incubo. E come ho potuto credergli? Come ho potuto illudermi che in lui ci fosse qualcosa di diverso da un uomo che è la personificazione della crudeltà? La morte di Regulus mi brucia ancora nel petto, l'immagine del suo sacrificio mi perseguita. E non posso fare a meno di pensare a Sirius, a come reagirà quando scoprirà cosa è successo al suo fratello e ai suoi genitori. Che fine ha fatto il mondo che conoscevo, dove le cose non finivano in un bagno di sangue? E che tipo di persona sono diventata, per aver accettato questa maledetta realtà?
Una porta si apre e l'oscurità della mia cella è strappata via dal rumore dei passi di qualcuno che si avvicina. Mi trascinano via, senza dire una parola, senza una carezza. Mi portano nel salone, dove trovo tutti, in fila, con gli occhi pieni di paura. Mi stupisco di come siano ancora vivi. James mi guarda come se fosse pronto a morire. E io, guardandolo, non posso fare a meno di chiedermi: Per quanto ancora?
Tom, quello che chiamavo "il mio uomo", mi fissa con un sorriso che non è mai stato più malvagio. "Hai due opzioni, Audrey. La tua bacchetta, o tutti loro moriranno" mi dice, il tono di voce così calmo che fa quasi paura.
Non ci credo. Non oserà.
"Non oserei fargli del male. Non te lo permetterò," rispondo, ma la mia voce è stanca, senza più la forza di ribellarsi.
"Sicura?" risponde, e lancia uno sguardo a James. Poi, come se fosse un semplice gioco, urla la maledizione: "AVADA KEDAVRA!"
Il corpo di James crolla, un corpo che non sorride più, che non mi risponderà più. La sua faccia è senza vita, la sua pelle fredda come il marmo sotto cui giace. La rabbia mi sale, ma è inutile. Non posso fare nulla.
"James, ti prego. Non morire!" sussurro, la voce spezzata mentre mi inginocchio accanto a lui. Lo scuoto, lo chiamo, ma non ci sono risposte. Non ci saranno più.
Tom continua, come se fosse una scena del suo spettacolo. Uccide uno, poi l'altro, ogni grido, ogni singola morte è solo una macchia sul suo cammino verso il potere. E io rimango lì, incapace di fare nulla, incapace di fermarlo.
"Vedi Audrey? Più ti metti contro di me, più perdi," mi dice, il suo respiro caldo sulla mia pelle, come se il suo piacere stesse crescendo. Sento il suo sguardo su di me, ma non posso guardarlo. Non voglio guardarlo.
"Sei un mostro," gli urlo, le lacrime scivolano sulle mie guance. "Come puoi uccidere senza alcun rimorso, come puoi distruggere tutto?"
Mi fa alzare, le sue mani fredde e crudeli sulla mia pelle. "Non ti farò del male," dice, ma la minaccia è lì, nascosta dietro quelle parole. "Ma non esiterò a uccidere."
Mi allontano da lui, ma sono imprigionata, mi trascinano indietro, mi rinchiudono nella prigione che ormai è la mia casa.
E poi, nel buio della cella, il pensiero mi affoga. Come ho potuto non fare nulla? Come ho potuto sfidarlo? Se avessi solo chiuso gli occhi e accettato, forse James sarebbe ancora vivo. Forse tutto sarebbe stato diverso. E invece sono qui, sola, nel buio.
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L'erede di Merlino
FanfictionAudrey Wilson è la nipote del grande mago Merlino. Cadrà nella trappola di Tom Riddle. La sua impulsivtà la metterà nei guai e il giovane Riddle ne approfitterà. Tuttavia Audrey lascerà un'eredità più grande e pericolosa di quanto lei o Lord Voldemo...
