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Mi sentivo intrappolata, e non solo fisicamente, ma anche emotivamente. Il treno che ci portava verso Londra sembrava più una prigione che un semplice mezzo di trasporto. Seduta tra Thomas e Draco, la tensione nell'aria era palpabile, e non servivano parole per capire che entrambi stavano cercando di rivendicare qualcosa. Io.

Thomas mi guardava con un sorriso che non riuscivo a interpretare, ma che sapevo benissimo cosa significasse. Draco, d'altro canto, sembrava più distante, eppure c'era quella scintilla negli occhi che non potevo ignorare.

"Così... come stai, Megan?" disse Draco, tentando di sembrare disinteressato, ma la sua voce tradiva una punta di gelosia. Non lo potevo biasimare. Sapevo che, in qualche modo, entrambi mi volevano, ma non avrei mai potuto scegliere tra loro. Non dopo tutto ciò che avevamo vissuto insieme. Non dopo quello che avevamo fatto.

Thomas, che se ne stava appoggiato alla parete del treno, scompigliato e con un'espressione arrogante, rispose per primo. "Sai, Draco," disse, guardandolo con quel sorriso da maleducato che mi faceva sempre venire la pelle d'oca, "Megan e io abbiamo una connessione, qualcosa che tu non capirai mai. Non è vero, Megan?"

Il suo tono era provocatorio, e il mio cuore batté più forte. Sapevo cosa stava cercando di fare, ma non potevo permettergli di giocare con Draco in quel modo. Eppure, il brivido che mi percorse la schiena era pericolosamente eccitante. Thomas non si tratteneva mai, e non aveva intenzione di farlo neanche questa volta.

Draco mi guardò, lo sguardo che si faceva sempre più scuro. "Cosa sta cercando di dire, Megan?" chiese, la sua voce carica di rabbia e curiosità. "Che lui e te..."

"Che siamo più di quello che pensi," intervenne Thomas, ormai deciso a spingere Draco oltre il limite. "Abbiamo una storia lunga... Non è vero, Megan?"

Non ci furono parole, solo un silenzio teso, come se l'intero treno fosse improvvisamente diventato più stretto. Sentivo lo sguardo di Draco bruciarmi addosso. E Thomas, maledizione, sembrava divertirsi.

"Non è come pensi," cercai di rispondere, ma la mia voce sembrava debole. Non avevo parole per spiegare quello che stava succedendo, e anche se le avessi avute, non sarei stata in grado di dirle.

Ma Thomas, vedendo la mia esitazione, decise di non aspettare oltre. Si avvicinò a Draco con un sorriso arrogante e un'aria di sfida. "Sì," disse, con un sorriso compiaciuto. "Siamo insieme da tre anni. Hai capito? Tre. E non stiamo parlando di un'infatuazione da adolescenti, Draco."

Il silenzio tra di noi divenne pesante, come se l'aria fosse diventata densa e insostenibile. Draco mi fissò intensamente, ma io non sapevo cosa rispondere. Non sapevo se mi arrabbiavo con Thomas per averlo detto così apertamente o con me stessa per non aver mai avuto il coraggio di affrontare veramente ciò che stava succedendo tra noi.

"Smettila," mormorai, ma Thomas non mi ascoltò. Era come se cercasse di scatenare una reazione da parte di Draco, e ci stava riuscendo.

Draco si alzò di scatto, i suoi occhi pieni di furia. "Cosa cazzo stai dicendo?" urlò, la sua voce diventando sempre più tagliente. "Tu pensi che io sia un idiota? E Megan... tu... sei davvero così? Mi stai prendendo in giro?"

Il suo tono era violento, e la rabbia che traspariva da ogni parola mi fece sentire un dolore lancinante nel petto. Non volevo che Draco soffrisse, ma la verità era che non sapevo più cosa fare. Non volevo perderlo, ma non avevo mai chiesto a Thomas di fermarsi. Non avevo mai avuto il coraggio di prendere una decisione definitiva.

"Sì," sbottai, non riuscendo più a trattenere la frustrazione che mi esplodeva dentro. "Siamo stati insieme, Thomas e io, per tre anni. Ma non è solo questo. Non c'è solo lui, Draco. Ci siamo anche io e te. Non posso scegliere tra di voi, e questo mi sta distruggendo."

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