La lezione di volo si concluse e, come al solito, il caos di studenti che cercavano di rientrare velocemente all'interno del castello aveva preso piede. Harry e io camminavamo fianco a fianco verso la Sala Grande, le risate e le voci dei compagni di classe che rimbombavano intorno a noi. C'era una sensazione strana nell'aria, come se le cose stessero cambiando in modo impercettibile, ma comunque irreversibile.
"Non sei malaccio su quella scopa," disse Harry, facendo scivolare la sua bacchetta nel taschino della giacca. Il suo sorriso era genuino, come se non avesse capito la mia natura sarcastica. Forse era il tipo di ragazzo che si accontentava di una risposta amichevole e ottimista. Un po' come quelli che credono che la vita sia sempre un'avventura, anche quando è una totale tortura.
"Ah sì," risposi, alzando le spalle con una smorfia. Mi guardò per un attimo, scrutandomi come se volesse capire se stessi scherzando davvero o meno. Ma alla fine sembrava che non ci fosse nulla di malizioso nel suo sorriso.
"Vedi? Qui è proprio dove sbagli," rispose Harry, come se fosse una verità universale. "A Hogwarts, le cose non sono mai così brutte come sembrano. Magari potresti imparare a divertirti un po' di più."
E forse aveva ragione, ma in quel momento, il sarcasmo era l'unico modo che avevo per sopravvivere a tutto questo. Ero ancora troppo confusa, troppo immersa nei miei pensieri e nel mistero che si celava dietro il mio passato. Non avevo intenzione di aprirmi così facilmente. Eppure, mi trovavo a camminare accanto a lui, condividendo un momento che non avrei mai immaginato con qualcuno come Harry Potter.
Arrivammo finalmente alla Sala Grande, e il caos della cena iniziò a inghiottirci, con la gente che si accalcava ai tavoli, chiacchierando e ridendo. La sensazione di essere ancora estranea a tutto quel mondo mi colpì di nuovo. Ma Harry sembrava così a suo agio, così naturale, che non riuscii a non invidiarlo per un attimo.
"Beh, ci vediamo dopo," disse Harry, lanciandomi un sorriso prima di separarsi da me per dirigersi verso il suo tavolo a Grifondoro.
Mi avviai verso il mio tavolo a Serpeverde, quando una voce acida mi interruppe.
"Ah, guarda chi si fa amicizie con il famoso Harry Potter. Spero che tu non stia cercando di attirare l'attenzione con quella faccia da 'difficile'," disse Draco Malfoy, che mi fissava con un sorriso di superiorità dipinto sul volto. Mi fece un cenno con la mano, quasi come se mi stesse scrutando da un altro livello. "Non credevo che Serpeverde fosse diventato il rifugio delle piccole perdenti. Ma forse, con un po' di fortuna, ti sistemerai."
Lo ignorai per quanto potessi. Non avevo nessuna intenzione di farmi coinvolgere dalle sue parole. Malfoy sembrava sempre pronto a lanciarmi una provocazione, ma in fondo sapevo che non significava nulla per me. Non mi avrebbero colpito le sue battute. Non più. Mi ero abituata al sarcasmo, al disprezzo, a quel tipo di disprezzo che gli altri sembravano provare per chi non rientrava nei loro piani.
Mi sedetti al mio posto al tavolo di Serpeverde, cercando di non pensare a quanto fosse strano trovarmi lì, in mezzo a loro. Non ero come i miei compagni di casa. Non ero come Malfoy. Non ero nemmeno come Harry. Mi sentivo come una scheggia che non riusciva a trovare il suo posto.
Ma guardai il mio piatto, cercando di distrarmi. Avevo un intero anno davanti, e non avevo ancora idea di cosa significasse essere veramente a Hogwarts. Non avevo idea di chi sarei diventata, né di cosa mi avrebbe riservato il futuro. Ma, per la prima volta, mi chiesi se forse, nel corso di questi anni, sarei riuscita a capire davvero qualcosa su di me. E magari, imparare a non essere più così sarcastica.
La cena stava procedendo come al solito, un miscuglio di chiacchiere e risate, con il tintinnio delle posate che accompagnava ogni boccone. Tuttavia, qualcosa nel clima di quella serata cambiò quando un gufo, rapido e silenzioso, entrò nel grande salone della Sala, facendo volare in aria qualche ciuffo di capelli di uno studente ignaro. Si posò con grazia su uno dei piatti vuoti al centro del mio tavolo, attirando immediatamente l'attenzione di tutti.
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L'erede di Merlino
FanfictionAudrey Wilson è la nipote del grande mago Merlino. Cadrà nella trappola di Tom Riddle. La sua impulsivtà la metterà nei guai e il giovane Riddle ne approfitterà. Tuttavia Audrey lascerà un'eredità più grande e pericolosa di quanto lei o Lord Voldemo...
