Mi smaterializzo direttamente a casa Black, con il cuore pesante e la mente in subbuglio. Nonostante le lacrime che non accennano a fermarsi, cerco di tenere il passo. Suono al campanello, il suono che di solito mi portava una certa calma, ma stavolta sembra solo amplificare il caos interiore.
La porta si apre e vedo Sirius. La sua espressione si fa subito triste, e mi accoglie con quelle parole che sembrano vuote ma che allo stesso tempo cercano di colmare il vuoto dentro di me. "Audrey, ci dispiace tanto per la tua perdita."
Non capisco come possano saperlo già. Eppure il loro sguardo tradisce un certo dolore, un dolore che non voglio condividere, ma che ora è inevitabile. Come fanno a sapere con tutto questo anticipo? Qualcuno deve aver sparso la voce, probabilmente. Un altro capitolo della mia vita che mi viene raccontato da lontano. La verità è che non c'è mai un vero momento di privacy in questo mondo.
"Prima o poi tutti perderemo qualcuno di importante", dico con il respiro ancora affaticato dalle lacrime che non posso più trattenere.
Sirius mi fa entrare senza dire altro, e mi presenta i suoi amici. C'è anche Peter, ovviamente. Lui non sembra entusiasta di vedermi. Il suo sguardo è turbato, come se fossi una presenza che non avrebbe dovuto essere lì. Ah, ma che importa, davvero? Se non riesce a guardarmi senza sentire il peso della sua coscienza, sono affari suoi.
"Silente ci ha informati della tua perdita", dice Remus con tono serio. "Era un grande amico di tuo zio, e Merlino l'ha aggiornato su tutto quello che è successo alla tua famiglia."
"Capisco", rispondo, cercando di non lasciar trasparire la fatica di dover raccontare tutto ancora. "Voglio unirmi all'Ordine", dico senza esitazioni, guardando Sirius direttamente negli occhi. Voglio agire, non pensare più a tutto il resto.
"È fantastico!" esclama James, un entusiasmo che a malapena riesce a coprire la tensione che aleggia nell'aria.
"Certo, Audrey, ti farò preparare una camera", aggiunge Remus, con un sorriso che sembra sincero, ma anche un po' preoccupato. Una camera? Una stanza solo per me? Un piccolo angolo dove non dovrò essere in guerra con me stessa ogni minuto? Mi sembra surreale.
"Ti ringrazio", dico, sorvolando la sensazione di vuoto che mi cresce dentro.
Nonostante non sia un'esperta in cucina, decido comunque di dare una mano a Lily e Remus a preparare la cena. Distrarmi è l'unica cosa che sembra avere un po' di senso in questo momento.
"Peter ci ha detto che Tu-Sai-Chi ti teneva in ostaggio", dice Lily, e la sua voce è gentile, ma non riesce a nascondere una leggera preoccupazione.
"Si", rispondo con un nodo in gola. "Mi ha lasciato andare dopo aver ucciso i miei genitori. E se non fosse stato per mio nonno, probabilmente sarei tornata nelle sue prigioni."
"Ci dispiace tanto", mi dice Remus, mettendo una mano sulla mia spalla. La sua gentilezza è tanto sincera quanto inutilmente confortante. Perché non basta mai.
Quando ci sediamo a tavola, la conversazione devia, come sempre, su argomenti leggeri. James e Lily parlano del futuro figlio che stanno aspettando. Probabilmente sarà un maschio, ma hanno già pensato anche a un nome per una femmina.
"Se sarà maschio, si chiamerà Harry James Potter", dice Lily, il suo sorriso che brilla come se stesse cercando di allontanare tutto ciò che è successo.
"Se sarà femmina, invece, sarà Heriett Lily Potter", aggiunge James con un tono orgoglioso.
"Sono nomi fantastici", commento, tentando di sorridere, ma il mio cuore è ancora troppo pesante per una conversazione così leggera.
E poi c'è Sirius, che non perde occasione per scherzare. "E indovinate chi sarà zio?" chiede ironicamente, cercando di rompere la tensione.
Ma mentre tutti parlano di felicità e di progetti per il futuro, Peter rimane in silenzio, fisso su di me, come se non fossi davvero una di loro. Come se la mia presenza fosse un'ombra da cui non riusciva a sfuggire. La sua ostilità non è esplicita, ma è chiara come il giorno.
"Il gatto ti ha mangiato la lingua, codaliscia?" chiede James con un sorriso malizioso.
"No!" risponde Peter, ma la sua voce è carica di disprezzo. "Non capisco perché dovremmo fare entrare una seguace di Voi-Sapete-Chi!"
"Perché non lo è!" interviene Sirius, difendendomi prontamente. "È stata rapita!"
Un silenzio imbarazzante si fa strada. Io mi sento già di troppo, e non ho bisogno di sentire altro. La tensione tra noi è palpabile, e non è qualcosa che voglio alimentare.
"Vi ringrazio per l'ospitalità, ma credo che sia meglio se vado a casa", dico, cercando di essere civile, ma dentro di me non posso fare a meno di sentirmi respinta.
"È pericoloso", mi dice Remus, ma il suo tono è più preoccupato che intimidatorio. "Verrà a cercarti."
"Puoi stare qui, non preoccuparti", mi rassicura Sirius, con un sorriso che prova a essere confortante, ma che non riesce a mascherare la realtà. Se Tom mi vuole, non c'è nessun posto che mi terrà al sicuro per molto.
"Harry avrà anche una zia!" dice Lily, cercando di alleggerire l'atmosfera, ma il suo sorriso è troppo forzato. In quella casa dove ci sono solo maschi, un altro tocco femminile non sembra il rimedio giusto.
Kreacher mi accompagna nella mia stanza. È una camera semplice, con pareti verdi e qualche stendardo dei Serpeverde appeso alle pareti. Un letto a una piazza e mezza sotto la finestra, una scrivania disordinata, e mensole con oggetti sparsi. È la stanza che mi è stata concessa, ma non è quella che volevo.
Mi metto il pigiama, cercando di chiudere gli occhi e di dimenticare, anche solo per un attimo. Ma qualcuno bussa alla porta.
"Avanti", dico, e la porta si apre. È Sirius, che entra e si ferma sulla soglia. La sua occhiata si posa su di me, ma è come se stesse guardando qualcosa che non c'è più.
"Era la sua camera", mi dice, indicando una mensola con una foto di suo fratello. "Mi manca. Era l'unico tra quei pazzi che aveva un cuore."
Anche lui, come me, ha perso qualcosa che non tornerà mai più. "Anche tu hai perso molto", gli rispondo, posando una mano sulla sua spalla in segno di solidarietà.
"Non avrei mai pensato che se ne sarebbe reso conto, ma come sempre, è stato troppo tardi", dice con un sorriso malinconico, quasi a voler nascondere il dolore che sente ancora.
"Non è mai troppo tardi", gli dico, tentando di dargli un po' di speranza. "Sarà sicuramente in un posto migliore. Ti voleva bene."
Sirius mi guarda, ma il suo sorriso è breve, come se non riuscisse a trattenere l'emozione. "Ormai non c'è più", dice, cercando di distogliere la mente dal passato. "E nemmeno le persone che l'hanno convinto a unirsi a quel pazzo. Buonanotte, Audrey. La casa è protetta. Lui non potrà entrare."
"Ti ringrazio. Buonanotte", rispondo, mentre lui si volta e se ne va. La porta si chiude, e mi ritrovo di nuovo sola. Sola, ma questa volta non completamente senza speranza.
STAI LEGGENDO
L'erede di Merlino
FanfictionAudrey Wilson è la nipote del grande mago Merlino. Cadrà nella trappola di Tom Riddle. La sua impulsivtà la metterà nei guai e il giovane Riddle ne approfitterà. Tuttavia Audrey lascerà un'eredità più grande e pericolosa di quanto lei o Lord Voldemo...
