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Era una mattina gelida, il vento soffiava forte fuori dalla finestra, ma il sole, pallido come sempre in quel periodo dell'anno, cercava di fare capolino tra le nuvole. Mi ero appena svegliata, come sempre tardi, e mi trascinavo nel soggiorno, ma quando arrivai, qualcosa era diverso. La posta era stata recapitata. La busta, stretta tra le mani di Remus, aveva il timbro che tutti i maghi riconoscevano. La busta di Hogwarts.

"Remus..." la voce mi tremò, ma cercai di fare il possibile per non farlo notare. "Quella lettera... è per me?"

Lui mi guardò con una certa apprensione, come se la lettera fosse una bomba pronta a esplodere. Sospirò, ma non disse nulla per un momento. Il suo volto era teso, la preoccupazione era evidente nei suoi occhi.

"Non dovresti... aprirla subito," disse, le parole pesanti, quasi come se cercasse di fermare il corso degli eventi. Ma era inutile. La curiosità era troppo forte, e il destino ormai aveva preso la sua decisione.

E così, senza dire altro, afferrò la lettera e la aprì con delicatezza. Il suo respiro si fece più corto, il suo corpo si irrigidì.

"La lettera di Hogwarts," mormorò Remus, come se non fosse riuscito a credere nemmeno lui a ciò che stava accadendo.

"Tu... tu sei pronta, Megan," aggiunse, ma la sua voce tradiva un'ombra di incertezza. "Mi preoccupano altre cose, ma..." si fermò. Non riusciva a completare la frase. Sapevo che stava cercando le parole giuste, ma quelle parole erano troppo pesanti per essere dette.

La lettera era già nelle mie mani. Le mani tremavano, il cuore batteva forte, come se non fossi mai stata veramente pronta per questa parte della mia vita. Hogwarts. Finalmente avrei trovato un posto dove appartenere, pensavo. Ma la verità è che non sapevo nemmeno se ero pronta per affrontare ciò che mi aspettava. Non conoscevo il mio posto. E Hogwarts, per quanto magica, poteva rivelarsi altrettanto spaventosa.

"Remus..." esitai. "Perché mi guardi così? C'è qualcos'altro?"

Lui evitò il mio sguardo, guardando in basso. "Megan, c'è... qualcosa che devi sapere. Qualcosa che non ti ho mai detto."

Il suo tono mi fece gelare. Non avevo mai sentito Remus così serio, così inquieto. Mi avvicinai, cercando di capire cosa nascondesse.

Poi, con una pausa che sembrava durare un'eternità, disse: "La bacchetta che hai, quella di cristallo... è pericolosa. Tua madre te l'ha lasciata, ma non è una bacchetta comune. Devi fare attenzione."

Mi fissò intensamente, come se fosse difficile per lui parlare di quello che sapeva. "Non volevo dirtelo, ma adesso... devi capire che non possiamo correre rischi."

Guardai Remus, senza capire. La bacchetta di cristallo era qualcosa che avevo visto solo di sfuggita, sempre nascosta tra le sue mani, lontana da me. Non avevo mai capito il suo vero significato. La bacchetta non mi aveva mai attratta particolarmente, ma ora, con quelle parole, sembrava tutto diverso.

"Cos'ha di così speciale?" chiesi, la mia voce tremava.

Remus sospirò. "Quella bacchetta ha poteri che vanno oltre la magia che conosciamo. Tua madre l'ha usata in battaglia, per proteggere te e gli altri. Ma la magia che porta con sé è oscura, potente. Se non la usi con saggezza, potrebbe consumarti."

Mi fissò con un'espressione che non avevo mai visto prima. "Io... l'ho nascosta per un motivo. Non era il momento giusto per darti quella bacchetta. Ma adesso, mentre ti prepari a entrare a Hogwarts, devi sapere che ci sono forze che potrebbero cercare di usarla contro di te."

Sentivo il peso delle sue parole schiacciarmi. La bacchetta di cristallo non era solo un oggetto di famiglia, ma un simbolo di potere oscuro che non avevo mai pensato di dover affrontare. Mi domandavo quanto avrei potuto fidarmi di quella magia che mi apparteneva senza che lo sapessi davvero. E se fosse stata proprio quella la causa dei miei tormenti?

"La mia bacchetta," mormorai, "mi ha sempre fatto sentire... diversa. Come se fosse troppo per me, come se non fossi all'altezza. Cosa devo fare, Remus?"

Lui mi guardò intensamente, e il suo volto si distese un po', come se finalmente avesse trovato la forza di rispondere. "Devi imparare a controllarla. Non lasciare che sia la magia a controllarti. Ma soprattutto, non lasciare che ti cambi."

Annuii lentamente, ma il nodo nella mia gola non si scioglieva. Hogwarts stava per iniziare, e mentre mi preparavo a entrare in quel mondo nuovo e affascinante, sentivo il peso della bacchetta di cristallo sulla mia anima, un peso che non avrei mai potuto ignorare.

Il futuro era incerto, e tutto quello che sapevo era che sarei dovuta crescere in fretta. Soprattutto con quella bacchetta nelle mani.

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