Dopo ore che sembrano secoli, la porta della cella si apre. Un passo sordo sul pavimento e il volto di Lestrange si profila nell'oscurità. "Il Signore Oscuro ti aspetta nella sala da pranzo per la cena", dice con un tono che non lascia spazio a discussioni, come se fosse un invito, ma in realtà un ordine.
Mi alzo con un respiro profondo. Il vestito verde scuro in raso si adatta perfettamente al mio corpo, fermandosi appena sopra le ginocchia. Un paio di tacchi neri con serpenti che si arrampicano sulle mie caviglie.
Lo seguo attraverso i corridoi che sembrano sfociare in un abisso. Quando entriamo nella sala da pranzo, vedo solo lui. Tom. Ovviamente. Come al solito, l'unico che conta.
Mi fa cenno di sedermi accanto a lui. Non obietto. Quando il mangiamorte ci lascia, i piatti si riempiono di pollo e patatine. Non che abbia voglia di mangiare, ma chi sono io per rifiutare un po' di comfort culinario in mezzo al caos?
"Perché mi hai fatto uscire?" chiedo, evitando di guardarlo direttamente negli occhi, come se in qualche modo il mio sguardo potesse tradirmi. "Non voglio denutriti", risponde con una calma inquietante. "Questa sera tornerai in camera. È più sicuro per te. Resterai anche durante la riunione dopo cena. Ormai sai del piano."
Mi prende la mano che tengo sul tavolo, come se il contatto fisico potesse tenermi in qualche modo sotto il suo controllo. "Non voglio farti del male Audrey", continua, "voglio solo la tua bacchetta."
"No", rispondo, alzando finalmente lo sguardo. Non c'è nessuna paura nei miei occhi, solo una rassegnata determinazione. "Non l'avrai mai."
Tom sorride, un sorriso che non è affatto rassicurante. "Ti sbagli", mormora, e inizia a mangiare, come se il destino di tutti fosse un semplice boccone da mandare giù.
Continuo a mangiare anch'io, ma le domande mi assillano. Perché il nonno ha voluto che custodissi la bacchetta? Perché non l'ha tenuta lui, visto che era il legittimo proprietario? Perché non l'ha affidata a mia madre o a mia zia? La verità è che nessuna di queste risposte ha davvero importanza. Sono solo fantasmi nella mia mente che continuano a tormentarmi. Ma non posso permettere a Tom di entrare nei miei pensieri. Non posso.
Quando finiamo, Tom fa entrare i suoi mangiamorte, uno per uno. C'è anche Peter. Peter. Il traditore. L'amico di Sirius. Quello che una volta credevo fosse davvero capace di qualcosa di buono.
"Regulus Black ci ha tradito e Walburga e Orion sono stati puniti", inizia Tom, con una calma gelida. La sala è silenziosa. Sento il battito del mio cuore accelerare. Il mio sguardo sfugge, cercando di concentrarsi su qualsiasi altra cosa che non sia quello che sto sentendo. Ma le parole di Tom arrivano comunque, come macigni.
"Gellert Grindelwald è stato catturato e ora si trova nelle prigioni di Azkaban. Dovremmo ringraziare Silente per questo, ma penso che l'abbia fatto da solo, uccidendo sua sorella, Arianna Silente."
Tutti ridono, come se fosse la cosa più divertente del mondo. Ma io... io non riesco nemmeno a sorridere. Cosa c'è da ridere? Sono morte più di due persone, e uno dei miei zii è in prigione. Ma certo, tutto è un gioco, giusto?
"Tornando alle cose serie", continua Tom, come se nulla fosse, "Severus, tu entrerai a Hogwarts come insegnante. Peter, tu dovrai continuare a fingere con l'Ordine e darmi le informazioni. Hai novità?"
Peter annuncia che il medaglione è stato trovato dall'elfo domestico Kreacher, e che James e Lily aspettano un bambino. Si nascondono nella casa dei Black. Le sue parole mi colpiscono come una frustata. Spero che stia mentendo. Se è vero, l'Ordine è spacciato.
"Come fa l'elfo domestico dei Black ad avere il medaglione?" chiede Tom, il suo tono arrabbiato.
Sento una pressione dietro gli occhi. "L'avrà trovato", dico, la mia voce vacillante. Ma Tom non crede alle mie parole. Entra nella mia testa e vede tutto, dalla morte di Regulus fino al mio ritorno.
"La riunione finisce qui", dice con un tono definitivo. Poi si avvicina a me, prende il mio polso e ci smaterializziamo nella sua camera.
"HAI BACIATO REGULUS BLACK?!" urla, i suoi occhi fiammeggianti di rabbia.
Mi sento come se fossi una ragazzina che si è fatta scoprire a fare qualcosa di terribile. "Tom stava morendo. Io... io non sapevo cosa fare", balbetto, cercando di spiegare, ma la mia voce tradisce il mio nervosismo.
"Perché il medaglione? Perché l'hai dato all'Ordine? Perché mi hai mentito?" urla ancora, e il dolore nel suo tono è palpabile.
"Perché mi sembrava la cosa giusta da fare", rispondo con fermezza, cercando di restare calma, anche se il cuore mi batte forte nel petto.
Lui stringe ancora di più il mio polso, e sento un dolore acuto. "Tom, mi stai facendo male", dico, e con un movimento di scusa, lascia il mio polso. Mi guardo la mano, un piccolo livido che inizia a formarsi.
"Mi spiace, non volevo farti male", dice, improvvisamente calmo, come se avesse dimenticato il suo attacco di furia. Mi abbraccia, e per un istante, il mondo sembra fermarsi. Non so cosa fare, quindi ricambio l'abbraccio, ma è un gesto meccanico. Un obbligo, non un desiderio.
La verità è che non posso fidarmi di lui. Non posso.
Mette le sue mani attorno alla mia vita e mi bacia. Scende sul collo e leva le spalline che reggevano il vestito. Mi bacia le spalle, poi la schiena.
Fa scivolare il mio vestito sul mio corpo. Lui si spoglia velocemente e entra dentro di me. "Ti amo Tom e non dovrei"dico sincera tra un gemito e l'altro
"Anche io tengo a te piccola Wilson"mi sussurra. Ma io non gli credo.
STAI LEGGENDO
L'erede di Merlino
FanfictionAudrey Wilson è la nipote del grande mago Merlino. Cadrà nella trappola di Tom Riddle. La sua impulsivtà la metterà nei guai e il giovane Riddle ne approfitterà. Tuttavia Audrey lascerà un'eredità più grande e pericolosa di quanto lei o Lord Voldemo...
