Mentre il duello tra Lockhart e Piton finiva, gli studenti si disperdevano, ma il vero spettacolo doveva ancora arrivare. Dopo aver visto i due professori, era chiaro che nessuno di noi si sarebbe aspettato troppo da Lockhart, ma la curiosità era palpabile.
Arrivò il momento del duello tra Harry e Draco, e la tensione nella sala aumentò all'istante. Tutti si accalcavano per assistere all'evento, e persino i più scettici sembravano entusiasti. Draco, come sempre, camminava con un'aria di superiorità, mentre Harry sembrava più concentrato che mai, nonostante la sua solita insicurezza.
"Pronti?" chiese Lockhart con un sorriso esagerato, mentre Piton si limitava a osservare con un'espressione di noia, ma un'ombra di divertimento nei suoi occhi.
Harry e Draco si posizionarono l'uno di fronte all'altro, le bacchette in mano. Il silenzio era totale, interrotto solo dal fruscio delle vesti dei maghi che si preparavano per il duello.
Draco, con un sorriso sprezzante, alzò la bacchetta e lanciò il primo incantesimo: "Expelliarmus!"
L'incantesimo volò verso Harry, ma lui si difese con un gesto rapido della bacchetta, facendo devia il colpo con un "Protego!" che creò una barriera invisibile davanti a lui. Il colpo rimbalzò nell'aria, colpendo una colonna e facendo rimbombare il suono dell'impatto nella sala.
"Non male, Potter," sibilò Draco, "ma vediamo come te la cavi con questo!" E lanciò un altro incantesimo.
Poi, Harry, con la sua bacchetta sempre pronta, lanciò il suo incantesimo con rapidità: "Rictusempra!"
Draco, sorpreso dal colpo, non ebbe il tempo di reagire e fu colpito dall'incantesimo che lo fece cadere all'indietro, ridendo incontrollabilmente. Un sorriso malizioso apparve sul viso di Harry, ma Draco, furioso, si rialzò rapidamente.
Io osservavo la scena con crescente preoccupazione. Ogni incantesimo sembrava avvicinarsi sempre di più a qualcosa di più pericoloso, e la tensione nell'aria era palpabile. Mi chiesi se fosse davvero una buona idea permettere che due studenti così giovani duellassero con tanta violenza.
"Serpensortia!" gridò Draco.
Un serpente enorme, come un drago di pietra, apparve dal suo bastone, scivolando sul pavimento della sala e avanzando verso Harry con occhi minacciosi. Il pubblico trattenne il respiro.
Harry, sbalordito ma non impaurito, si fece avanti, si avvicinò al serpente, guardandolo negli occhi con calma. La creatura si fermò davanti a lui, come se stesse aspettando qualcosa. Senza paura, Harry alzò la bacchetta e iniziò a sussurrare:"Non fare male a chiunque ti stia minacciando," disse Harry con voce bassa, ma autoritaria.
"Allontanati," sibilò il serpente, ma Harry continuò a parlare con lui, cercando di farlo allontanare senza causare problemi.
Piton, che osservava la scena con un'espressione imperturbabile, non perse tempo. Con un rapido movimento della sua bacchetta, pronunciò un incantesimo: "Vipera Evanesca!" E il serpente scomparve in un lampo di fumo grigio, svanendo senza lasciare traccia.
La sala si riempì di un silenzio teso. Draco Malfoy guardava Harry con odio, i suoi occhi stretti e pieni di rancore. Harry, però, non sembrava spaventato, ma piuttosto confuso, come se stesse cercando di comprendere ciò che fosse appena accaduto.
Non avevo mai visto Harry agire in quel modo prima, e la mia mente correva veloce cercando di decifrare il significato di quel momento.
Poi, Draco chiamò il mio nome, e il mio cuore saltò un battito. Volevo avvicinarmi a Harry per parlare con lui, forse chiedergli di cosa stesse succedendo, ma non potevo ignorare Draco, che mi stava guardando con quella sua solita espressione altezzosa.
"Ehi, Megan!" disse Draco con tono sprezzante. "Vieni qui."
Mi morsi il labbro, un po' riluttante, ma mi alzai comunque. Non volevo stare lì, in mezzo a tutta quella tensione, ma non avevo altra scelta che accettare l'invito di Draco.
"Che c'è, Malfoy?" gli chiesi, cercando di mantenere un tono neutro. Ma dentro di me, c'era una parte che voleva davvero andare a parlare con Harry, capire cosa avesse sentito e, soprattutto, cosa stesse succedendo in quella scuola.
Draco non sembrava notare la mia esitazione. "Ti diverti a guardare Potter, vero? Non sai cosa stai guardando, te lo dico io. Quel tipo non è normale."
Mi sentii irritata, ma non risposi subito. Draco incrociò le braccia, sorridendo con aria di superiorità, mentre osservava Harry allontanarsi. "Hai visto cosa ha fatto Potter?" continuò, la sua voce sussurrante ma piena di disprezzo. "Ha parlato la lingua dei serpenti."
Cercai di mantenere un'espressione impassibile, ma dentro di me, un brivido mi percorse. Draco non aveva idea che avevo sentito ogni parola che Harry aveva detto al serpente. Non avevo mai parlato quella lingua, non avevo mai capito come fosse possibile. Non riuscivo a liberarmi dal pensiero che quella lingua fosse, in qualche modo, legata a me.
"Non capisco cosa tu voglia dire, Draco," risposi, cercando di sembrare indifferente, ma non riuscivo a nascondere del tutto l'ansia che mi stava crescendo dentro.
"Te lo dico io cosa significa," continuò, con un ghigno sulla faccia. "Non è normale parlare con i serpenti. E tu, Megan, dovresti stargli lontana. Quella gente è pericolosa."
Le sue parole mi colpirono come un pugno nello stomaco.
"Devi stare attenta, Megan," concluse Draco, con un sorriso trionfante. "Quella gente è pericolosa, te lo ripeto. Non vale la pena farsi coinvolgere."
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L'erede di Merlino
FanfictionAudrey Wilson è la nipote del grande mago Merlino. Cadrà nella trappola di Tom Riddle. La sua impulsivtà la metterà nei guai e il giovane Riddle ne approfitterà. Tuttavia Audrey lascerà un'eredità più grande e pericolosa di quanto lei o Lord Voldemo...
