Il giorno seguente, mi svegliai con una sensazione di disagio profondo. Non riuscivo a scrollarmi di dosso l'angoscia che mi aveva accompagnato tutta la notte. La camera era fredda, eppure non volevo alzarmi. Ogni cosa mi sembrava troppo estranea, troppo lontana. La villa, la sua bellezza inquietante, il ricordo di ciò che mio padre mi aveva detto. Era come un sogno dal quale non riuscivo a svegliarmi.
Un'ora dopo, l'elfo domestico entrò nella stanza, bussando con una delicatezza che mi fece quasi ridere amaramente. "Miss Riddle, il Signore vi attende," disse con un tono che sembrava privo di emozioni, come se fosse abituato a trattare con persone che non avevano alcuna importanza per lui.
Annuii senza dire una parola e mi alzai dal letto. Ancora non ero pronta ad affrontare la giornata, ma non avevo scelta. Prima di uscire dalla stanza, mi accorsi che sulla poltrona c'era una pila di abiti, accuratamente sistemati. Un nuovo guardaroba.
Mi avvicinai, incerta, e toccai uno degli abiti. Era un completo elegante, scuro, ma con dettagli dorati. Abiti costosi, finemente realizzati. Non avevo mai avuto niente del genere. Non avevo mai avuto nulla di tutto questo.
"Questo è il vostro nuovo guardaroba, Miss," disse l'elfo, entrando in silenzio. "Il Signore ha voluto che fosse pronto per voi."
Non capivo. Non capivo perché mio padre avesse sentito il bisogno di farmi un regalo come questo. Cos'era che cercava di fare? Mi stava tentando con lussi che non avevo mai conosciuto, cercando di comprarmi con qualcosa che non avrei mai voluto?
Mi cambiavo in fretta, indossando uno degli abiti più semplici, un vestito nero che si adattava perfettamente alla mia figura, ma che non mi dava la sensazione di essere parte di questa famiglia. Non mi sentivo mai appartenere a nulla di tutto questo. Quando terminai, l'elfo mi fece segno di seguirlo. Mi portò nella sala da pranzo, dove il mio padre mi aspettava. Il suo sguardo era glaciale, ma c'era qualcosa di divertito nei suoi occhi che non riuscivo a decifrare.
Sedetti a tavola, cercando di mantenere il più possibile il controllo. Non avevo intenzione di mostrargli alcuna debolezza, nemmeno se mi sentivo come una bambola nelle sue mani, pronta ad essere mossa come voleva.
"Come ti trovi nella nuova casa?" chiese mio padre, la voce morbida, ma con una punta di ironia. "I miei doni ti piacciono?"
Non risposi subito, cercando di raccogliere le parole giuste. "Non sono come mi aspettavo," dissi infine, cercando di sembrare più sicura di quanto non fossi.
Lui sorrise, ma era un sorriso che non aveva nulla di affettuoso. "Mi sembra che tu stia imparando ad apprezzare tutto questo, Megan. Forse ti starai accorgendo che il mondo che ti ho preparato per te è ben diverso da quello in cui vivevi prima."
Non riuscivo a sopportarlo. Mi stava cercando di manipolare, di farmi sentire che tutto ciò che avevo vissuto fino a quel momento fosse insignificante, che tutto ciò che avevo imparato, tutto ciò che avevo amato, non fosse niente in confronto a quello che mi stava offrendo ora.
Ma non mi sarebbe mai riuscito. Non ero pronta a cedere. Non ero pronta a diventare una pedina nel suo gioco. Non importava quanto grande fosse la villa o quanto lussuosi fossero i miei vestiti. Non sarei mai stata la sua.
Non dissi nulla di più. Rimanemmo in silenzio, e mi resi conto che, nonostante tutto, ero ancora una straniera in quel mondo.
Mentre il silenzio si stendeva tra di noi, provai a rompere la tensione. Dovevo capire qualcosa, dovevo sapere di più su quello che stava succedendo. E, per quanto mi dispiacesse, la figura di mio padre, con la sua aria imponente e il suo controllo su tutto, mi spingeva a fare domande.
"Perché mi hai cercata, adesso?" chiesi, cercando di mantenere un tono calmo, ma non riuscendo a nascondere la curiosità che mi divorava. "Perché mi hai voluto qui, ora che so chi sei?"
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L'erede di Merlino
FanfictionAudrey Wilson è la nipote del grande mago Merlino. Cadrà nella trappola di Tom Riddle. La sua impulsivtà la metterà nei guai e il giovane Riddle ne approfitterà. Tuttavia Audrey lascerà un'eredità più grande e pericolosa di quanto lei o Lord Voldemo...
