Il giorno seguente, non riuscivo a fare a meno di pensare a tutto quello che Harry mi aveva detto. La paura e la curiosità mi laceravano allo stesso tempo. Volevo sapere di più, scoprire la verità, ma qualcosa mi diceva che non sarebbe stato facile. C'era troppa oscurità intorno a quella storia, troppe cose nascoste.
Mentre camminavo nel corridoio, cercando di scappare dalla mia mente, mi trovai faccia a faccia con Thomas. I suoi occhi, come sempre, mi scrutavano, ma c'era qualcosa di diverso stavolta: un'intensità che non avevo mai notato prima. Lo guardai, sentendo un peso sul cuore. Mi avvicinai a lui.
"Thomas," iniziai, cercando di non sembrare troppo impaziente. "Devo sapere cosa sta succedendo. Non possiamo restare in silenzio, dobbiamo fare qualcosa. Harry... ha ragione. Qualcuno sta cercando di uccidere gli studenti. Chi è, Thomas? Cos'è la Camera dei Segreti?"
Thomas non rispose subito. Invece, la sua espressione si fece dura, come se stesse combattendo con qualcosa dentro di sé. Lo guardai, aspettando una risposta, ma lui non sembrava intenzionato a parlarne.
"Non devi sapere nulla, Megan," disse infine, la sua voce bassa e quasi implorante. "Non è qualcosa di cui dovresti occuparti. Non è sicuro."
Sospirai, sentendo la frustrazione crescere dentro di me. "Ma Thomas, tu lo sai! Scommetto che tu sai molto più di quello che mi stai dicendo. Non è giusto nascondermi la verità!"
Thomas mi guardò con gli occhi che ora sembravano pieni di preoccupazione, ma anche di qualcosa di più. Forse era paura. "Non è che non voglio aiutarti," disse, facendo un passo verso di me. "Ma ci sono cose che è meglio non sapere. La verità... non ti farebbe bene."
Non capivo. Perché stava cercando di proteggermi da qualcosa che non sapevo? Ma prima che potessi fare un'altra domanda, Thomas mi zittì, senza un'altra parola.
Si avvicinò rapidamente, le sue mani mi afferrarono per le braccia, spingendomi delicatamente verso un angolo del corridoio. Prima che potessi reagire, le sue labbra si schiusero sulle mie in un bacio improvviso, caldo, intenso. Era come se volesse chiudere ogni mio pensiero, ogni dubbio, ogni domanda, in quel momento.
Non sapevo cosa fare. Non riuscivo a pensare a nulla mentre lui mi baciava, la sua presa forte e rassicurante. Quando si staccò, non riuscivo a guardarlo negli occhi. Mi sentivo confusa, sollevata e allo stesso tempo più persa che mai.
"Non chiedere di più, Megan," disse dolcemente, ma con un tono che non ammetteva discussioni. "Riposa. Non è ancora il momento di affrontare tutto questo."
E così, mi ritrovai silenziosa, chiusa con lui in uno sgabuzzino, circondata dall'oscurità e dal mistero, senza risposte, ma anche senza la forza di allontanarmi.
Il silenzio che ci circondava era denso e pesante, come se l'intero castello si fosse fermato ad aspettare qualcosa che, nemmeno io, riuscivo a comprendere. Il suo sguardo mi scrutava, ma non cercava il mio per una risposta. Thomas sembrava essere in pace con la sua decisione, ma io non riuscivo a smettere di pensare, di sentire quel nodo in gola che non andava via.
Mi alzai lentamente, cercando di riordinare i pensieri, ma la sua mano si posò delicatamente sul mio braccio, fermandomi.
"Megan..." la sua voce era morbida, ma la sua presenza era imposta, forte come una corda tesa. "Non devi fare nulla. Non ora. Ti prego, lascia che le cose accadano come devono. Siamo in un momento delicato."
Non riuscivo a rispondere. La sua protezione, pur essendo così evidente, sembrava anche una forma di prigionia. Mi sembrava di non avere voce in capitolo, di non poter fare nulla per scoprire la verità.
"Lo so che sei spaventata," aggiunse, come se avesse letto i miei pensieri. "Ma ci sono cose che non possiamo controllare. E ci sono verità che non dovrebbero essere rivelate."
Ci fu un momento di silenzio in cui cercai di smettere di pensare, di non far emergere quelle domande che mi assillavano da giorni. Ma era inutile. La mia mente continuava a tornare alla Camera dei Segreti, alla voce che avevo sentito, a Colin, alla paura crescente che mi serrava il petto. Come avrei potuto ignorare tutto ciò?
"Non voglio vivere nella paura," dissi infine, la mia voce tremante ma determinata. "Non posso far finta di nulla."
Thomas mi guardò, come se avesse capito che la mia lotta interiore era arrivata al limite. Poi, con un respiro profondo, mi fece un passo indietro, lasciandomi respirare un po' di aria, anche se sembrava quasi come se ci stesse allontanando da un pericolo ancora maggiore.
"Non possiamo fermare il destino, Megan," disse, ma questa volta la sua voce era più dolce, quasi triste. "Non ora."
Prima che potessi rispondere, sentimmo dei passi nel corridoio. Era il suono di scarpe veloci che si avvicinavano, e in un attimo, Thomas si fece da parte, rivelandomi un'uscita discreta. Non dissi nulla mentre ci avviavamo verso la porta, e lui mi guardò ancora una volta, con quegli occhi pieni di segreti, come se avesse voluto dirci qualcosa che però restava sospeso nell'aria.
Lui sapeva più di quanto lasciasse intendere, ma era altrettanto chiaro che non voleva dirmi tutto. Perché? Cos'era che non potevo scoprire?
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L'erede di Merlino
FanfictionAudrey Wilson è la nipote del grande mago Merlino. Cadrà nella trappola di Tom Riddle. La sua impulsivtà la metterà nei guai e il giovane Riddle ne approfitterà. Tuttavia Audrey lascerà un'eredità più grande e pericolosa di quanto lei o Lord Voldemo...
