Non è cambiato nulla dall'ultima volta. La locanda è come sempre: il suo interno è illuminato da diverse lanterne che gettano luci fioche e tremolanti sui volti degli uomini seduti ai tavoli. La maggior parte sono di mezza età, con gli occhi pieni di esperienze che non hanno mai chiesto di vivere. L'unica eccezione è una donna anziana, seduta sola a un tavolo rotondo, lontana da tutti, come se volesse evitare di mescolarsi a quel gruppo di uomini che sembrano appartenere a un mondo completamente diverso dal suo. La sua presenza è quasi inquietante, ma mi avvicino comunque senza fare troppo rumore, cercando di non suscitare sospetti.
"Ti ha mandato Lui, non è così?" chiede la signora appena mi vede, senza nemmeno alzare gli occhi dal suo bicchiere. La sua voce è calma, come se già sapesse tutto. Rispondo con un semplice cenno di testa. Non c'è bisogno di parole superflue.
"Parliamo fuori," dice, alzandosi in modo discreto e dirigendosi verso la porta. La seguo, cercando di mantenere un passo calmo, ma dentro di me sento una marea di domande che emergono senza controllo. Cosa vuole da me questa donna? E perché sembra sapere tutto di me?
Una volta fuori dalla locanda, il freddo mi avvolge immediatamente, ma è un freddo che mi fa sentire più lucida, più presente.
"Mi ha ordinato di riportargli una coppa e di ucciderla. Io non sono un'assassina; non voglio ucciderla," le spiego, la voce un po' più rotta di quanto avrei voluto, ma non riesco a trattenere la tensione. La donna mi guarda con un'espressione che non posso interpretare subito. Poi, con una tranquillità glaciale, risponde:
"Non hai scelta. Se scopre che non hai completato il tuo lavoro, sarà lui a uccidere te. Sei una nuova mangiamorte?" mi chiede, squadrandomi come se volesse scrutare ogni fibra della mia anima.
"No. Sono stata rapita," confesso, cercando di tenere sotto controllo l'imbarazzo che si fa strada. È un'ammissione che fa male, ma è la verità.
La donna non dice nulla per un momento, ma la sua espressione cambia lievemente. "Tieni la coppa, ragazzina," dice, tendendomi l'oggetto d'oro. "Io mi nasconderò e tu dirai che mi hai uccisa con questo coltello," aggiunge, passandomi due oggetti: la coppa e un coltello affilato. La sua voce è calma, ma c'è qualcosa in essa che mi dà una sensazione inquietante, come se stesse parlando di una storia che non le appartiene davvero, ma che è destinata a compiersi.
"La ringrazio infinitamente," le dico, ma il mio sorriso è forzato. Non posso non sentire che questa donna è ben più di ciò che sembra, che non è altro che una pedina in un gioco molto più grande di me. Una pedina che probabilmente ha già deciso il suo destino.
"Sono io che devo ringraziarti. È sempre un piacere fare affari con voi Grindelwald," dice, con un sorriso che mi fa rabbrividire. Poi, senza dire altro, si smaterializza. Come fa a conoscermi? Ormai non posso più chiederglielo, così faccio lo stesso e mi smaterializzo.
Quando riappaio nella sala vuota, Tom è lì che mi aspetta, con il suo sguardo severo e attento. Non sono sola: con lui c'è un altro ragazzo, uno che non ho mai visto prima. È basso, con i denti sporgenti e i capelli chiari, l'aria di chi sta cercando di sfuggire a qualcosa, ma non ha idea di come farlo.
"La coppa?" chiede Tom, la sua voce che non ammette esitazioni. Mi sento come un oggetto che deve essere messo al suo posto, una pedina in un gioco più grande di me. Gli lancio l'oggetto dorato, il simbolo di un potere che non voglio accettare, ma che ormai mi sta inghiottendo.
"E la signora? È morta?" chiede ancora Tom, lo sguardo fisso su di me, in attesa della mia risposta.
"Si, ho usato un coltello. L'ho uccisa fuori da occhi indiscreti," mento, cercando di mantenere la voce stabile, mentre dentro di me tutto si scontra. La verità è che non voglio essere coinvolta in questa follia. Ma non c'è spazio per i rimpianti adesso. Ho una missione da compiere, e devo finirla.
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L'erede di Merlino
Fiksi PenggemarAudrey Wilson è la nipote del grande mago Merlino. Cadrà nella trappola di Tom Riddle. La sua impulsivtà la metterà nei guai e il giovane Riddle ne approfitterà. Tuttavia Audrey lascerà un'eredità più grande e pericolosa di quanto lei o Lord Voldemo...
