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Il mio cuore batteva forte nel petto, i nervi tesi come fili di un violino pronto a scoppiare. L'immagine di Thomas con quella ragazza non mi lasciava, mi tormentava ogni volta che chiudevo gli occhi. Sapevo che dovevo affrontarlo, parlare con lui, ma non avevo idea di cosa dire. Non sapevo nemmeno se avrei potuto perdonarlo.

Mi stavo ancora cercando di riordinare le idee quando la porta della mia stanza si aprì lentamente. Thomas entrò senza bussare, come se fosse convinto che potesse fare ciò che voleva senza conseguenze. Mi fissò con quegli occhi che avevo tanto amato, ma che ora mi sembravano estranei. Non c'era più il ragazzo che mi aveva fatto sentire unica e speciale, solo uno sconosciuto che aveva tradito la mia fiducia.

"Megan, ti prego, fammi parlare," disse con una voce che cercava di sembrare dolce, ma che ormai mi suonava solo falsa.

Non dissi nulla, non riuscivo a farlo. Le parole erano bloccate nella mia gola, e invece un odio silenzioso crebbe dentro di me, alimentato dal tradimento che avevo appena visto. Non mi importava più delle sue scuse. Non mi importava più di cosa avesse da dire. Mi voltai verso di lui, la mia bacchetta di cristallo, l'unico legame con mia madre, stretta tra le mani.

"Non osare avvicinarti a me," sussurrai con voce gelida.

Thomas si fece avanti, ma io lo respinsi con una forza che non sapevo di avere. La mia rabbia esplose all'improvviso, e con un movimento rapido e deciso, sollevai la bacchetta. "Crucio!" gridai con tutta la forza che avevo dentro, come se la maledizione fosse un'esternazione di tutto il dolore che provavo.

La maledizione Cruciatus lo colpì, e lui crollò a terra, urlando per il dolore, contorcendosi mentre il tormento lo invase. Il suo volto, che una volta mi aveva sorriso, ora era una maschera di sofferenza. Ma non mi fermavo. Non volevo fermarmi. Ogni singolo urlo che emetteva mi dava una certa soddisfazione, perché finalmente potevo infliggere a lui la stessa sofferenza che aveva causato in me.

Non so quanto durò, ma finalmente abbassai la bacchetta, e Thomas rimase a terra, ansimando, incapace di rialzarsi. Il silenzio che seguì fu carico di tensione, come se il tempo si fosse fermato.

Poco dopo, sentii una presenza dietro di me. Mi girai di scatto e trovai mio padre, Voldemort, che mi osservava con un'espressione che non riuscivo a leggere. Non avevo sentito nemmeno il suo arrivo, ma era lì, come una figura oscura che si faceva largo nella mia mente.

"Molto interessante, figlia mia," disse, il tono liscio e freddo come il ghiaccio. "Non pensavo che avessi il coraggio di farlo. Ma vedo che hai imparato da me, e ora sei pronta ad affrontare il mondo."

Il suo sguardo si posò su Thomas, che giaceva sul pavimento, dolorante, ma ancora vivo. "Non c'è niente di più utile di una lezione di umiltà," aggiunse Voldemort, il sorriso che sfiorava appena le sue labbra. "Hai fatto bene, Megan. Hai dimostrato che non bisogna mai sottovalutare il potere che possiedi."

Non mi risposi, ma dentro di me, sentivo una spinta più forte che mai. Forse non ero ancora pronta ad accettare tutto ciò che il mio padre voleva per me, ma quel momento, quel potere, mi aveva dato una nuova consapevolezza. Non ero più la ragazza che avevo visto in me stessa prima. E non avrei mai più permesso a nessuno di calpestarmi. Non Thomas, né nessun altro.

Voldemort mi guardò ancora una volta, come se stesse cercando di capire chi fossi realmente, e poi fece un passo indietro, scomparendo nell'ombra. "Fai quello che devi, figlia mia. Non permettere a nessuno di distruggere la tua forza."

Non avevo bisogno di altre parole. Sapevo cosa dovevo fare.

Mi allontanai da Thomas, che continuava a rotolarsi sul pavimento, cercando di riprendersi dal dolore. Il mio cuore batteva troppo forte, il respiro troppo affannato. C'era un senso di paura che non avevo mai provato prima, una sensazione straniante che mi faceva sentire come se avessi appena risvegliato qualcosa di oscuro dentro di me. La maledizione che avevo lanciato, la rabbia incontrollata che mi aveva spinto a farlo... non ero più sicura di chi fossi.

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