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Mi svegliai nel cuore della notte, il silenzio della stanza era quasi opprimente. Sentivo una strana sensazione dentro di me, una voglia di qualcosa che non riuscivo a identificare del tutto. Era come se tutto il mio corpo fosse in attesa, ma non capivo esattamente di cosa. Guardai Thomas, che dormiva tranquillo accanto a me. La sua faccia rilassata mi dava un senso di calma, ma c'era qualcosa dentro di me che volevo capire meglio.

Non so perché, ma mi avvicinai piano e, senza pensarci troppo, lo baciavo sulla guancia. Sentivo il calore del suo corpo, il battito del suo cuore che sembrava accelerare. E, a un certo punto, il mio bacio si spostò sulle sue labbra.

Thomas sobbalzò leggermente, poi si tirò indietro, il viso che si arrossiva improvvisamente. "Megan..." disse con una voce che cercava di sembrare calma, ma che tradiva un evidente disagio. "Non è il momento."

Sentii qualcosa di strano nel suo comportamento, ma non riuscivo a capire cosa stesse succedendo. Era come se ci fosse qualcosa di diverso in lui. "Perché?" chiesi, confusa.

Lui si sistemò nel letto, cercando di non guardarmi troppo. "Tu... tu non sei pronta per certe cose," disse, cercando di sembrare serio, ma con una leggera risatina nervosa.

Mi sentivo ancora più confusa. "Non sono pronta per cosa?" chiesi, facendo un piccolo gesto con le mani per sottolineare la mia totale ignoranza.

Thomas si fermò, visibilmente in difficoltà. Poi sbuffò e si voltò, cercando di coprirsi un po' di più con le coperte. "Eh... nulla, è solo... che ci sono alcune cose che non puoi capire ancora."

Ma c'era qualcosa nel suo comportamento che mi faceva pensare che forse stesse cercando di non farmi fare qualcosa che lui pensava potesse essere... sbagliato.

Mi sdraiai di nuovo, cercando di capire cosa fosse successo. Il suo viso arrossito e il suo comportamento mi facevano pensare che forse, in qualche modo, avevo fatto qualcosa di... inaspettato. Ma non avevo idea di cosa fosse davvero. E così, mentre cercavo di riaddormentarmi, continuai a chiedermi cosa fosse accaduto, senza poter trovare una risposta.

Quando la luce del mattino iniziò a filtrare attraverso la finestra, mi svegliai con una sensazione di inquietudine, come se avessi dimenticato qualcosa di importante. Guardai Thomas, che dormiva ancora profondamente, il suo viso tranquillo e rilassato. Decisi che non avevo intenzione di restare a letto da sola, così mi avvicinai a lui.

Mi misi sopra di lui senza pensarci troppo, sedendomi delicatamente su di lui come se stessi cercando di capire meglio cosa fare. Ma subito, senza volerlo, sentii qualcosa che mi fece sussultare.

Era come se ci fosse qualcosa di... duro sotto di me. Non riuscivo a capire bene cosa fosse, ma era sicuramente una sensazione strana e inaspettata. Guardai Thomas, cercando di capire se lui notasse la stessa cosa. La sua faccia era ancora addormentata, ma i suoi occhi si aprirono lentamente, come se stesse cercando di capire cosa stesse succedendo.

"Uhm... Megan?" disse con un filo di voce, sembrando un po' sorpreso. "Non so se... dovresti essere così vicino..."

Mi sentivo confusa, ma cercai di sembrare tranquilla. "Cosa c'è?" chiesi innocente, anche se sentivo quella strana pressione che non riuscivo a comprendere del tutto.

Thomas sembrava fare uno sforzo per non sembrare imbarazzato. "Uh... niente," disse, cercando di sistemarsi un po' nel letto. "È solo... che, eh... sai, alcune cose succedono quando due persone sono vicine così... vicine."

Io lo guardai, cercando di mettere insieme i pezzi del puzzle. "Tipo... questa cosa dura sempre?" chiesi, senza davvero sapere cosa stavo chiedendo. "Perché è un po' fastidiosa."

Thomas sembrava sul punto di scoppiare a ridere, ma si trattenne. "Ehm, no, Megan, non dura sempre... e, uh, lascia che ti dica, non è mai... come pensi."

A quel punto, mi alzai velocemente, sentendomi improvvisamente imbarazzata. Avevo rotto il suo equilibrio, e non riuscivo nemmeno a capire cosa fosse successo. Ma, d'altra parte, il mio cervello non riusciva a smettere di chiedersi cosa fosse davvero quella strana sensazione.

Thomas, vedendo la mia confusione, sospirò e si rassetto meglio sul letto. "Megan," iniziò con tono un po' più serio, "quella... cosa che hai sentito... è qualcosa che succede quando due persone si avvicinano in un modo speciale. Ma non è qualcosa di cui devi preoccuparti, non ora."

Io lo guardai, gli occhi pieni di domande. "Quindi, è normale?" chiesi, cercando di capire cosa fosse successo. "E perché succede?"

"Beh, sì, è normale," rispose, cercando di non sembrare troppo a disagio. "Gli uomini, a volte, hanno questa reazione quando sono molto vicini a qualcuno che... gli piace. Ma non significa che bisogna fare qualcosa a riguardo subito."

Mi feci silenziosa, pensando a quello che aveva detto. "E... quando succede, cosa dovremmo fare?" dissi, senza rendermi conto che stavo cercando di capire un mondo completamente nuovo per me.

Thomas sorrise, un po' nervoso. "Non devi fare niente, Megan. È solo una parte naturale della crescita. Quando sarai pronta, capirai. Ma ora... è meglio se non ti preoccupi troppo."

Mi sentivo sollevata, ma allo stesso tempo più confusa di prima. "Quindi non è qualcosa di male?"

"No," rispose, scuotendo la testa. "È solo una cosa che accade. Non devi pensarci troppo. Quando sarai più grande, capirai meglio."

Sentii il bisogno di fare più domande, ma mi fermai. Forse non ero pronta per sapere tutto. Ma, in quel momento, qualcosa dentro di me desiderava capire, per quanto fosse difficile. "E tu... cosa fai quando succede?" chiesi, un po' imbarazzata.

Thomas mi guardò, apparentemente sorpreso dalla domanda, ma poi si fece serio. "Beh, io... cerco di ignorarlo," disse, alzandosi dal letto. "Ora, meglio che torni a dormire. È meglio che non pensi troppo a queste cose."

Con un sorriso forzato, mi alzai anche io e mi misi sotto le coperte, ma la mia mente continuava a girare.

Mi stavo sistemando nel letto, ancora piena di pensieri confusi, quando sentii la porta aprirsi lentamente. Non era Thomas, ma piuttosto un rumore che non mi aspettavo. Mi girai e, prima che potessi fermarmi, mi accorsi che avevo dimenticato di chiudere la porta correttamente.

Thomas entrò, ma si fermò di colpo. I suoi occhi si spalancarono, e il suo viso diventò subito di un rosso acceso. Mi bloccai, improvvisamente consapevole che qualcosa non andava. La mia mente cercò di elaborare la situazione, ma il mio corpo sembrava troppo sorpreso per reagire subito.

"Ah... Megan, io... non volevo...!" balbettò, fissandomi con imbarazzo totale. Si girò rapidamente, come se volesse uscire dalla stanza subito, ma non prima di aver fatto uno sforzo per sembrare calmo.

Ero congelata. La sensazione di disorientamento mi invase, non sapendo se essere imbarazzata o semplicemente confusa. Non riuscivo a fare una battuta o a dire qualcosa per rompere quel silenzio imbarazzante. Il mio cuore batteva forte, e una parte di me sperava che lui se ne sarebbe andato, ma un'altra parte sentiva come se fosse successo qualcosa di irreparabile.

"Thomas, stai bene?" riuscì a uscirmi dalla bocca, anche se non ero sicura di cosa stesse davvero accadendo. Lui, ovviamente, non rispose subito.

"Ti prego, scusami," disse, la voce spezzata, "non avrei dovuto entrare così, ma... non mi aspettavo... che... che tu fossi... così."

Mi sentivo completamente fuori posto. Non sapevo nemmeno come rispondere. "Non è niente," mormorai, mentre cercavo di coprirmi con il lenzuolo, ma sapevo che ormai non c'era più molto da fare.

Thomas, dopo qualche secondo di tensione, si girò di nuovo. "Vado via, mi scuso davvero," disse velocemente, cercando di nascondere il suo imbarazzo.

Mentre usciva dalla stanza, sentii una parte di me rilassarsi un po'. Ma l'altro lato non riusciva a smettere di pensare a cosa fosse successo.

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