Il vento gelido di novembre mi accarezzava la pelle mentre mi sedevo sugli spalti, accanto a Thomas e ai compagni di Draco. Le grida di entusiasmo degli studenti risuonavano in tutta la zona, ma io mi sentivo distante, quasi estranea. La partita di Quidditch era iniziata da poco, e Draco, il nuovo Cercatore di Serpeverde, volava alto sopra il campo, con il suo sguardo concentrato sul Quaffle.
"Sei sicura di voler tifare per Grifondoro?" mi chiese Thomas, la sua voce bassa, quasi impercettibile, sopra il rumore del pubblico. Non sembrava sorpreso dalla mia risposta, ma lo disse comunque con un tono curioso.
"Non lo so," risposi, fissando gli altri giocatori. "Forse voglio vedere qualcuno battere Draco per una volta." Non potevo fare a meno di sperare che Grifondoro avesse la meglio. La sua arroganza mi irritava. Volevo vedere i suoi compagni di squadra perdere, anche se il mio cuore batté un po' più forte ogni volta che lo vedevo passare sopra di me.
Thomas si sistemò accanto a me, cercando di sembrare a suo agio, ma il suo comportamento solitamente controllato tradiva un po' di nervosismo. Non ero sicura del motivo, ma mi sembrava che fosse un po' più attento a quello che stavo facendo rispetto al solito.
"Dovremmo davvero fare il tifo per loro?" chiese Pansy, guardandoci con una smorfia. "Grifondoro è sempre così... insopportabile."
Io non risposi, ma dentro di me, una piccola parte di me sperava davvero che Grifondoro vincesse. Forse solo per vedere l'espressione di delusione sul volto di Draco, o forse solo per dimostrare a me stessa che, nonostante tutto, non ero così legata a Serpeverde come avrebbero voluto.
La partita continuò con una serie di emozionanti manovre e tiri a porta. Il pallone di Quaffle volava in tutte le direzioni, e io cercavo di non perdere un attimo, ma i miei occhi seguivano soprattutto Draco, che sembrava più determinato che mai. Mi sembrava di sentirne la voce nelle orecchie mentre diceva qualcosa di sprezzante, e mi chiedevo se l'avrebbe mai cambiato quel ragazzo. Se avrebbe mai visto qualcosa di più grande di se stesso.
Grifondoro sembrava avere un buon slancio, ma alla fine, come al solito, la partita si rivelò più combattuta del previsto.
La partita di Quidditch proseguiva con grande intensità, ma i segni erano chiari: Grifondoro aveva la meglio. I Grifondoro sembravano volare con una determinazione che non avevo mai visto prima, e la folla sugli spalti urlava e batteva le mani, animata da una speranza crescente.
Draco, con la sua solita grazia arrogante, stava ancora volando alto sopra il campo, tentando di intercettare la Pluffa, ma qualcosa cambiò. La tensione nell'aria aumentò quando Harry, con una serie di manovre abilissime, si avvicinò al Cercatore di Serpeverde, per provare a conquistare il Boccino d'Oro.
Improvvisamente, qualcosa andò storto. Harry, in una mossa un po' troppo audace, scivolò dalla sua scopa. Il pubblico trattenne il respiro, mentre Harry si lanciava nell'aria, cercando di mantenere il controllo. La scena era da brivido: la scopa di Harry sfrecciava fuori controllo e lui sembrava non riuscire a fermarsi. L'idea che potesse cadere così brutalmente, proprio mentre Grifondoro stava per vincere, mi fece tremare.
Harry scivolò, facendo una capriola in aria, e per un attimo sembrò che sarebbe caduto rovinosamente a terra. Ma fortunatamente, con uno sforzo sovrumano, riuscì a prendere il Boccino d'Oro prima di schiantarsi a terra. La folla esplose in un fragoroso applauso e urla di gioia.
"Grifondoro ha vinto!" gridarono le voci, e io non riuscivo a credere che davvero Harry fosse riuscito a recuperare il Boccino, nonostante quella terribile caduta. La felicità degli studenti di Grifondoro era palpabile, mentre i Serpeverde, come previsto, stavano digerendo la sconfitta con espressioni furibonde.
Io mi alzai per un istante, sentendo l'adrenalina del momento. Per un attimo, mi dimenticai della tensione che c'era intorno a me, della guerra interiore che mi sentivo costretta a vivere, e mi unii all'entusiasmo degli altri. Ma mentre osservavo Draco, la sua rabbia era evidente. Si voltò verso di me con uno sguardo di disprezzo, come se fosse colpa mia che Grifondoro avesse vinto.
Lo ignorai, invece, cercando di seguire il flusso degli altri studenti, mentre Thomas si avvicinava a me con un'espressione calma, come sempre.
Thomas mi prese per il polso con una fermezza che non potei ignorare, la sua stretta delicata ma decisa, come se volesse guidarmi via da tutto quel caos. Mi stava conducendo di nuovo verso i Serpeverde, verso il loro angolo dell'arena, lontano dall'entusiasmo di Grifondoro e dai festeggiamenti che mi sembravano troppo lontani dalla mia realtà.
Non riuscivo a smettere di pensare a Harry. La sua caduta era stata spaventosa, e anche se Grifondoro aveva vinto, mi preoccupavo per lui. Il suo volto distorto dal dolore, la paura nei suoi occhi mentre cercava di riprendersi dalla caduta, mi tormentava. Non riuscivo a immaginare come si fosse sentito, ma di certo non stava bene.
"Harry..." mormorai, guardando indietro, ma Thomas mi tirò delicatamente per il polso, facendomi voltare verso di lui.
"Devi smetterla di pensare a lui," disse con una voce che suonava come un comando, ma non era priva di una certa compassione. "Non è il tuo problema."
Non mi sentii del tutto convinta dalle sue parole, ma non osai ribattere. Non avevo davvero il diritto di preoccuparmi per Harry, non più di quanto avessi il diritto di pensare ai Grifondoro o a ciò che stava accadendo tra loro. Eppure, c'era qualcosa che non riuscivo a ignorare. La sua sofferenza, la sua lotta, mi toccavano in modo che non riuscivo a spiegare.
Thomas mi portò attraverso gli spalti, tra gli sguardi curiosi di altri Serpeverde, e, come sempre, c'era una barriera tra di noi e gli altri. Quando arrivammo nel nostro angolo, mi lasciò finalmente andare, ma non potevo ignorare che la sua presa mi aveva protetta, in qualche modo. Non avevo più bisogno di guardarmi indietro.
Ma il mio cuore, ancora, non trovava pace.
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L'erede di Merlino
FanfictionAudrey Wilson è la nipote del grande mago Merlino. Cadrà nella trappola di Tom Riddle. La sua impulsivtà la metterà nei guai e il giovane Riddle ne approfitterà. Tuttavia Audrey lascerà un'eredità più grande e pericolosa di quanto lei o Lord Voldemo...
