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La notte di Halloween era finalmente arrivata, e l'eccitazione serpeggiava nell'aria. La sala comune delle Serpi era in fermento, tutte le ragazze impegnate nei preparativi. Alcune stavano perfezionando il trucco, altre cercando di sistemare i capelli in modo che tutto fosse perfetto per la festa che si sarebbe svolta nel grande salone. C'era qualcosa di elettrico nell'aria, come se la notte stessa fosse una promessa di qualcosa di magico, qualcosa che potesse portare con sé nuove opportunità, nuove scelte.

Mi guardai allo specchio, accarezzando il vestito che avevo scelto. Era di un verde scuro, quasi nero, che sembrava fuso nella penombra. La parte superiore del vestito era aderente, con un corpetto ricamato di finissime linee argentate che risaltavano sul tessuto scuro. La schiena era completamente scoperta, lasciando intravedere la pelle liscia e pallida, mentre un serpente d'argento, finemente ricamato, saliva dall'orlo inferiore del vestito, con la testa che si arrampicava lungo la scollatura a cuore. Il serpente sembrava vivo, quasi animato dalla magia che lo rendeva parte di me, una parte oscura ma affascinante.

Le mie compagne di stanza mi guardarono, visibilmente ammirate, e una di loro commentò: "Megan, sei perfetta. Sei proprio una Serpeverde."

Un sorriso sornione mi sfiorò le labbra. Sapevo che mi stavo mostrando per quello che ero, una figlia di Voldemort, anche nel mio modo di vestire. La Serpeverde che non aveva paura di mostrare la sua natura. Ma, dentro di me, qualcosa mi diceva che quella notte non sarebbe stata solo una festa. Qualcosa stava per succedere, qualcosa che avrebbe cambiato le cose.

Mi sistemai i capelli, raccogliendoli in un raccolto alto che lasciava scivolare qualche ciocca fuori posto lungo il viso. Poi, con un ultimo gesto, afferrai il medaglione che avevo sempre tenuto nascosto. Era un regalo di mio padre, un pezzo di storia, di eredità. Lo sistemai al collo con delicatezza, sentendolo pesare leggermente sulla mia pelle, come se volesse ricordarmi chi ero, da dove venivo.

Sentii una leggera scarica di energia, come se il medaglione stesse reagendo al mio stato d'animo, forse alla consapevolezza che stavo diventando sempre più conscia del mio ruolo in questo mondo. "Voldemort," mi sussurrai tra me e me. Non riuscivo a sfuggire a quella parte di me, a quell'eredità che mi definiva.

Uscii dalla sala comune, facendo attenzione a non inciampare nei lunghi orli del vestito. Quando mi trovai nel corridoio, incontrai alcune persone dirette verso la grande sala. La festa di Halloween era pronta a iniziare, e con essa, una nuova opportunità per confondermi tra la folla, per nascondere ancora un po' più a fondo chi ero davvero, ma anche per ricordarmi, in qualche modo, a chi appartenevo.

Mi chiesi se questa sarebbe stata la notte in cui avrei finalmente trovato una risposta alle domande che avevo sempre avuto su di me, su mio padre, su quello che significava essere la figlia di uno dei maghi più temuti della storia. Ma forse, per ora, avrei dovuto solo godermi la festa e la libertà di essere, almeno per una notte, una ragazza normale.

La festa di Halloween era un tripudio di luci scintillanti e decorazioni magiche. Le lanterne di zucca illuminavano la sala, e un soffuso profumo di torta e punch riempiva l'aria. La musica risuonava allegra, e gli studenti si muovevano in un miscuglio di risate e conversazioni, tutti immersi nell'atmosfera spensierata che una festa poteva portare.

Mi trovavo tra la folla, il mio cuore che batteva più forte del normale. Nonostante cercassi di apparire calma, una parte di me sapeva che quella notte sarebbe stata speciale. Avevo già visto Draco in mezzo alla stanza, circondato dai suoi amici, il suo sguardo sicuro di sé che brillava mentre conversava con Pansy e Blaise. Ma la mia attenzione era tutta per lui, per quel ragazzo che mi aveva sempre attratta e che, senza nemmeno accorgersene, aveva preso il mio cuore in una morsa sottile e ingannevole.

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