Dopo la cena, il gruppo si avviò verso la Sala Comune di Serpeverde. Io, Thomas, Draco e i suoi amici, Crabbe e Goyle, camminavamo insieme, immersi in una conversazione che cercava di mascherare la tensione crescente che avvertivamo tutti.
All'improvviso, un urlo straziante squarciò la quiete notturna. Filch, il custode, apparve all'angolo del corridoio, con il volto contorto dalla paura. "La signora Norris!" gridò, indicando la gatta appesa al soffitto, immobile e con gli occhi sbarrati.
Un brivido mi percorse la schiena. La scena era surreale e inquietante. Draco, con un sorriso beffardo, commentò: "La prossima volta tocca a voi, Mezzosangue." Le sue parole, cariche di disprezzo, mi colpirono come un pugno allo stomaco.
Filch, disperato, implorò aiuto. La McGranitt accorse rapidamente, seguito da Silente e da Lockhart. Dopo un esame attento, Silente concluse che la signora Norris era stata pietrificata da una magia oscura. "Non è morta," disse, "ma è stata pietrificata." La notizia mi sollevò, ma la paura rimase.
La scuola intera fu scossa dall'accaduto. Le voci sulla Camera dei Segreti si diffusero rapidamente, alimentando paure e sospetti. Durante la lezione di Storia della Magia, il professor Binns parlò della leggenda della Camera, raccontando di come Salazar Serpeverde avesse costruito una camera segreta che solo il suo erede poteva aprire, contenente un mostro destinato a purgare la scuola dagli studenti nati da genitori babbani. Queste parole mi turbavano profondamente.
La paura cresceva tra gli studenti. Harry, Ron e Hermione furono accusati di essere coinvolti nell'incidente, ma io sapevo che non erano colpevoli. Tuttavia, la diffidenza nei loro confronti aumentava.
Quella notte, nel dormitorio, il silenzio era opprimente. Mi accoccolai vicino a Thomas, cercando conforto nella sua presenza. Ma la paura per quello che era accaduto e per ciò che sarebbe potuto succedere mi impediva di dormire.
La scuola era cambiata. La paura e il sospetto aleggiavano nell'aria, e io non sapevo a chi rivolgermi. La minaccia della Camera dei Segreti era reale, e nessuno sembrava al sicuro.
La paura mi attanagliava, e l'incertezza sul futuro mi rendeva vulnerabile. Non sapevo cosa sarebbe successo, ma sapevo che dovevo restare vigile e pronta ad affrontare qualsiasi cosa.
Quella notte, non riuscivo a smettere di pensare a ciò che era successo. La signora Norris, pietrificata; le voci; e quella minaccia che aleggiava su Hogwarts. Non riuscivo a dormire, e la mia mente continuava a girare in circolo. Mi sentivo intrappolata in una spirale di paura e incertezze.
Mi voltai verso Thomas, che dormiva accanto a me. Il suo respiro era tranquillo, ma non riuscivo a smettere di fissarlo. La mia mente si affollava di domande. Cos'era la Camera dei Segreti? Era davvero una minaccia come si diceva? E se c'era qualcosa di più, qualcosa che nessuno ci stava dicendo?
Non riuscivo più a restare in silenzio. Mi alzai lentamente dal letto, guardando Thomas con un'espressione preoccupata. "Thomas... Cos'è la Camera dei Segreti?" chiesi, con una voce più tremante di quanto volessi. "Sai qualcosa a riguardo?"
Lui si girò lentamente, alzando una mano per sfregarsi gli occhi, visibilmente stanco. "Megan, adesso... non è il momento..." mormorò, la sua voce roca dal sonno. "Non voglio parlare di queste cose ora. Voglio solo dormire."
Frustrata, ma allo stesso tempo comprensiva della sua stanchezza, mi sedetti di nuovo sul letto. Non avevo ottenuto risposta, e la paura dentro di me cresceva ogni secondo che passava. Ma sapevo che non avrei trovato pace finché non avessi scoperto la verità.
Mi distesi, cercando di ignorare il dolore che mi attanagliava, e cercai di rilassarmi. La Camera dei Segreti... La verità sarebbe venuta a galla, prima o poi.
Quella notte, la mia mente non riusciva a trovare pace. Ero intrappolata tra i pensieri confusi e le ombre del terrore che mi circondavano, ma quando finalmente chiusi gli occhi, il sonno mi colse in modo più veloce del previsto. E fu allora che accadde qualcosa che non avrei mai dimenticato.
Nel sogno, mi trovavo in un corridoio buio, il pavimento di pietra freddo sotto i miei piedi nudi. Le pareti erano alte, strette e umide, e l'aria sembrava gelida. Sentivo il battito del mio cuore in gola, mentre avanzavo in silenzio, come se una forza invisibile mi stesse spingendo. Non c'era una luce, ma qualcosa mi guidava, come una luce che non riuscivo a vedere, eppure la sentivo.
Poi arrivai davanti a una porta enorme, di legno massiccio e decorato con strani simboli che non riuscivo a capire. La porta sembrava chiamarmi, e senza una ragione apparente, la spinsi. Si aprì con uno strano cigolio, rivelando un'enorme sala vuota, silenziosa. Al centro della stanza, c'era una statua imponente, di un serpente che si avvolgeva su se stesso. I suoi occhi di pietra sembravano fissarmi, ma non riuscivo a distogliere lo sguardo.
E in un angolo oscuro della stanza, vidi qualcosa che mi fece gelare il sangue. Un'enorme serpente, dal corpo lucido e sinuoso, si avvolgeva attorno a un grande pilastro di pietra. Il suo sguardo era fisso su di me, ma non riuscivo a muovermi, come se il suo potere mi avesse paralizzata. Un silenzio inquietante avvolgeva la stanza, e il serpente, con un movimento lento e maestoso, si alzò, come se mi stesse osservando attentamente. Mi sentivo soffocare.
Poi, un suono, un sibilo... Non capivo le parole, ma il significato era chiaro: "Tu sei l'erede."
Mi svegliai di colpo, il cuore che batteva forte nel petto. Il sudore freddo mi ricopriva, e il respiro era affannoso. Guardai intorno a me, nel buio della stanza, cercando di capire se fosse stato solo un sogno. Ma il sentimento di paura e quella visione... mi sembravano così reali.
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L'erede di Merlino
Fiksi PenggemarAudrey Wilson è la nipote del grande mago Merlino. Cadrà nella trappola di Tom Riddle. La sua impulsivtà la metterà nei guai e il giovane Riddle ne approfitterà. Tuttavia Audrey lascerà un'eredità più grande e pericolosa di quanto lei o Lord Voldemo...
